itacanotizie.it, 3 novembre 2025
Il 7 novembre, alle ore 20.30, il Cine Teatro Ariston ospita un evento organizzato dalla Camera Penale di Trapani, con la collaborazione di diversi enti e il sostegno di mecenati privati. In scena, lo spettacolo teatrale “Le Nostre Prigioni”, un recital a tre voci interpretato dall’attore e regista Emanuele Montagna, su testo del magistrato Dino Petralia. L’opera si compone di cinque storie di pena e di sofferenza, di uomini e donne che vivono la quotidianità del mondo penitenziario italiano - un universo dove la normalità è spesso un’eccezione e il tempo, anziché curare, diventa acceleratore di disagio e malessere. Sono racconti intensi e umani, in cui si alternano dolore e speranza, tragedia e ironia.
di Francesco Vitale
interris.it, 3 novembre 2025
Il prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione, il cardinale cardinale Tolentino de Mendonça, sottolinea a Interris.it il significato delle porte della speranza in carcere. Un progetto per aiutare i detenuti a uscire e a mettersi in cammino. La Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis continua il progetto “Le porte della speranza”. L’iniziativa prevede l’installazione di “usci” e monumenti artistici all’ingresso di istituti penitenziari. Questi simboleggeranno il passaggio dalla disperazione alla speranza e rafforzeranno la comunicazione tra la società esterna e il mondo carcerario. Il Cardinale Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione a Interris.it ha definito il progetto una “pedagogia della speranza” ispirata dal Papa, non solo per sostenere i detenuti come “persone in cammino”, ma anche per scuotere le coscienze della società. L’obiettivo è creare una vera fratellanza che guardi al futuro, dimostrando che la speranza è un messaggio che ha bisogno di circolare.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 3 novembre 2025
Dieci giorni. Sono quelli che mancano al 12 novembre (compreso) entro cui il mondo dell’economia sociale potrà dare un parere sul Piano nazionale dell’economia sociale varato dal governo. La “pubblica consultazione” è in effetti aperta dal 17 ottobre. Ma come fare? Un link, naturalmente. Sul sito del ministero dell’Economia e delle Finanze. Intanto il 4 novembre torna “Philantropea”, iniziativa durante la quale verrà rilanciato il “Manifesto delle partnership responsabili”. La consultazione indetta dal Ministero è aperta a “organismi che operano nell’economia sociale, associazioni di categorie sindacali e ordini professionali” che potranno non solo esprimere il proprio parere sul Piano - varato dal governo a seguito della “Raccomandazione” europea che da tempo lo sollecitava - ma anche contribuire a integrarlo con osservazioni e proposte.
Il Dubbio, 3 novembre 2025
Lo studio Espad rivela l’aumento dell’aggressività tra i giovani. Molinaro (Cnr): “Sottovalutano il rischio, vivono più online che nel reale”. La violenza tra gli adolescenti italiani cresce e assume forme sempre più preoccupanti. È quanto emerge dallo studio Espad (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs) condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, che ha coinvolto 20mila studenti di circa 250 scuole in tutta Italia. I risultati, diffusi da LaPresse, descrivono uno scenario allarmante: il 40,6% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha partecipato almeno una volta a una rissa o a una zuffa. Proiettato sulla popolazione scolastica, significa circa un milione di adolescenti coinvolti in episodi di violenza.
di Milena Gabanelli e Simona Ravizza
Corriere della Sera, 3 novembre 2025
Gli oltre 670 milioni di euro stanziati per i centri in Albania destinati ai migranti, e di fatto vuoti, non sono soldi recuperati in più da qualche parte, ma sono risorse tolte ad altre voci di spesa. Da dove arrivano? La ricostruzione che segue mostra che quando un progetto politico diventa prioritario, i fondi si trovano, anche a costo di ridurre quelli destinati a settori già miseri, come Istruzione, Sanità, Lavoro. Il 6 novembre 2023 il governo italiano sigla un protocollo con l’Albania per il trasferimento dei migranti soccorsi in acque internazionali da navi italiane. L’accordo prevede la creazione di un hotspot a Shëngjin per le procedure di identificazione e una struttura a Gjadër destinata alla gestione delle richieste d’asilo e alla detenzione degli stranieri irregolari in attesa di rimpatrio, che resta comunque di competenza italiana e deve essere eseguito dal nostro Paese. Le strutture di Gjadër comprendono un Centro per il trattenimento dei richiedenti asilo, un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) e un penitenziario.
di Linda Caglioni
Il Fatto Quotidiano, 3 novembre 2025
A Tirana la manifestazione contro il “modello Albania” del protocollo Meloni-Rama: costoso, inefficace e contestato anche dalle ong locali. A due anni dalla sigla del protocollo Meloni-Rama che ha portato alla creazione di due centri in Albania per accelerare la procedura di rimpatrio dei migranti, un centinaio di attivisti da tutta Europa si sono dati appuntamento nel fine settimana a Tirana per protestare contro il cosiddetto “modello Albania”. L’iniziativa è stata organizzata dal Network Against Migrant Detention, una realtà nata due anni fa su iniziativa italiana e che ha coinvolto nel corso dei mesi diverse associazioni internazionali, europee e non solo.
di Mauro Scrobogna
linkiesta.it, 3 novembre 2025
L’obiettivo dal titolo “Pace, giustizia e istituzioni forti” è la condizione necessaria e sufficiente per uno sviluppo davvero sostenibile. L’Italia, spiega l’ASviS nel suo Rapporto 2025, deve fare la sua parte approvando urgentemente un Piano d’accelerazione trasformativa. Ucraina, Gaza, Sudan e non solo: le guerre e le relative tragedie umanitarie in corso stanno ridisegnando il perimetro e l’urgenza del Goal 16 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, dal titolo “Pace, giustizia e istituzioni forti”. Formalmente, è un obiettivo dedicato alla “promozione di società pacifiche e inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile, e si propone inoltre di fornire l’accesso universale alla giustizia, e a costruire istituzioni responsabili ed efficaci a tutti i livelli”. Praticamente, è la condizione necessaria e sufficiente per soddisfare tutti gli altri traguardi fissati dal programma sottoscritto nel 2015 dai centonovantatré Paesi Onu.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 3 novembre 2025
La fuga di un filmato di sorveglianza dal centro di detenzione nel Negev - diffuso nell’agosto 2024 - riaccende uno scandalo: cinque riservisti dell’IDF incriminati, le dimissioni della massima giurista militare, l’ira di Benjamin Netanyahu e nuove domande sulla legalità della detenzione a Sde Teiman. Una stanza spoglia, corpi distesi a terra, scudi antisommossa sollevati come paraventi per nascondere ciò che non dovrebbe accadere sotto una telecamera. È l’immagine che torna a perseguitare l’Israele del dopoguerra di Gaza: la scena, ripresa all’interno del centro di deten
di Giuseppe D’Amato
Avvenire, 3 novembre 2025
Negli ultimi tre anni si sono registrati 378 delitti ad opera di ex combattenti. “Servono specialisti che sostengano gli ex militari”. “Non mi fa paura consegnare il Paese a persone come queste”. Ecco le parole utilizzate dal presidente Vladimir Putin, riferendosi ai reduci del conflitto in Ucraina, “l’élite che difende la Patria”. Alle ultime consultazioni elettorali - a livello locale e regionale, nel settembre scorso, - 1.600 veterani sono stati candidati nelle liste di partiti e di movimenti. Oltre 800 di loro sono stati poi eletti. Putin ha preso sotto il proprio controllo personale il programma “L’ora degli Eroi”.
lavocediasti.it, 2 novembre 2025
La nuova circolare del DAP introduce una gestione centralizzata delle autorizzazioni per le attività culturali, educative e ricreative negli istituti di Alta Sicurezza. Divisiva la nuova circolare del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, che andrebbe a incidere sull’organizzazione locale degli eventi culturali, educativi e ricreativi da realizzare presso gli istituti penitenziari di Alta Sicurezza. La circolare 21/10/2025. 0454011.U, infatti, renderebbe più complicata la collaborazione tra le carceri e la società esterna, con rallentamenti dovuti alla centralizzazione delle decisioni, che dovranno obbligatoriamente passare per Roma.
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