di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 1 novembre 2025
Dopo il via libera del Senato al ddl costituzionale sulla separazione delle carriere in magistratura, uno spettro si aggira nelle stanze della politica. Il suo nome è “referendum confermativo” ed è lo strumento predisposto dall’articolo 138 della Carta per mettere gli elettori in grado di confermare o respingere una legge di revisione costituzionale approvata dalle Camere senza la maggioranza qualificata dei due terzi. Nel caso di specie, si tratta di una riforma cavallo di battaglia del centrodestra dai tempi del federatore Silvio Berlusconi, portata quasi a dama dall’attuale coalizione di Governo.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 1 novembre 2025
Con percentuali diverse, prevalgono i sì alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati approvata definitivamente dal Parlamento. Se si votasse oggi per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia prevarrebbero i “sì”. È quanto emerge dagli ultimi sondaggi effettuati. In base al più recente, realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche, la maggioranza degli elettori (il 57,8%) ammette di non sapere di cosa si tratta, mentre il 70,9% degli elettori, tra coloro che sono più informati, sono favorevoli alla legge ed il 21,9% contrari. Gli elettori di governo sono plebiscitari nella risposta, il 99% vuole la riforma della magistratura, mentre gli elettori di opposizione la rifiutano (81,6% elettori Pd e Avs e 79,4% M5S dicono di no).
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 1 novembre 2025
L’organo di giustizia disciplinare di una categoria non era mai stato sottratto all’elezione da parte dei propri appartenenti. Di Pietro contro Gratteri, Falcone oppure Borsellino, il ponte di Messina ed Enzo Tortora, il professor Vassalli e a momenti pure Pericle l’ateniese: sotto i fumogeni di questo gioco delle figurine, che galvanizza i favorevoli e ipnotizza pure i contrari alla legge spacciata come “separazione delle carriere” tra giudici e pm (0,21% in 5 anni) e tra pm e giudici (0,83%), scolora un fatto: e cioè che, con l’indignata autorevolezza anticorrentismo di chi ha riempito il ministero della Giustizia proprio di ex questuanti e ex compagni di chat correntizie di Palamara, l’approvata riforma costituzionale di iniziativa governativa stabilisce - nel separare due Consigli superiori della magistratura tra pm e giudici - il sorteggio dei loro membri, nonché dei membri di una nuova Alta Corte destinata a sottrarre al Csm la giustizia disciplinare sulle toghe.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 1 novembre 2025
Intervista al ministro della Giustizia: “La legge non indebolisce, ma rafforza l’autonomia delle toghe”. Schlein e sinistra “dimenticano la propria storia”. Dall’anm “attivismo politico inopportuno”. “se vince il No, non mi dimetto”. La prima battaglia, quella dell’approvazione della riforma della giustizia in Parlamento, si è chiusa, adesso inizia quella referendaria. Come festeggia il ministro Carlo Nordio? Non con uno spritz, come qualche malizioso potrebbe pensare, ma chiudendo con le proprie mani 1.200 agnolotti.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 1 novembre 2025
Il costituzionalista Grosso alla guida del comitato delle toghe. Ma nello scontro mediatico già emerge la leadership di Gratteri. Ha il volto rassicurante, il tono di voce pacato e l’eloquio raffinato, Enrico Grosso, avvocato penalista, docente di diritto costituzionale a Torino, presidente onorario del comitato lanciato dall’Anm per sostenere il no al referendum sulla riforma della giustizia, previsto per la prossima primavera.
di Nicolò Zanon*
Il Riformista, 1 novembre 2025
I Palazzi di giustizia sono di tutti noi, non dell’Anm o dei soli magistrati. Luoghi in cui si amministra la giustizia, in cui deve regnare la neutralità. E, in riferimento a quest’ultima, per non offuscare la fiducia di cui deve godere la magistratura nella società, è essenziale il valore della stessa apparenza d’imparzialità. Chiediamoci, allora: quale immagine di imparzialità avranno, alla fine, questi magistrati, dopo l’attiva partecipazione a una durissima campagna referendaria? Inoltre, dal modo in cui si atteggia e presenta le proprie iniziative, il comitato per il No dell’Anm finisce per sembrare una organizzazione che “rappresenta” la totalità della magistratura italiana.
di Ginevra Leganza
Il Foglio, 1 novembre 2025
Parla Gaia Tortora. “L’aula è come sempre un Asilo Mariuccia - aggiunge - e la sinistra mi fa una tristezza infinita”. La giornalista di La7, figlia di Enzo Tortora, si spiega, tra lo sconforto e il raccapriccio: “Io non sono un cartello”. L’opposizione, al di là delle sfumature, tende a pensare che la riforma della giustizia del governo Meloni arrischierà il regime democratico.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 novembre 2025
Parla Claudio Galoppi, segretario di Magistratura indipendente: “Serve un approccio tecnico alla riforma, non uno scontro pro o contro il governo. La partita è ancora aperta”. L’Anm parli tecnicamente della riforma, abbandoni i connotati ideologici e non si faccia coinvolgere nello scontro pro o contro governo. La partita è ancora aperta. A dirlo in questa intervista è Claudio Galoppi, segretario di Magistratura Indipendente.
di Giovanni Francesco Fidone*
L’Unità, 1 novembre 2025
Quando parlo di interdittive antimafia, e lo faccio spesso vista la mia professione, sento sempre la necessità di una premessa, per non scadere in equivoci: quella che leggerete è una critica all’istituto, per come concepito all’interno del nostro ordinamento giuridico, e non di certo alle finalità che intende perseguire. La mafia è un fenomeno che va contrastato con ogni forza e ogni strumento possibile, entro i confini del nostro stato di diritto. Ma gli strumenti delle interdittive, oltre a rivelarsi troppo spesso inefficaci sul piano pratico, determinano storture che travolgono vite di persone, aziende e diritti fondamentali.
Corriere Salentino, 1 novembre 2025
Tragedia nel reparto infermeria del carcere di Lecce, dove un detenuto di 25 anni, di origine straniera ma adottato da una famiglia salentina, si è tolto la vita. Secondo le prime ricostruzioni, il giovane - tossicodipendente e con una personalità fragile - aveva già mostrato in passato segnali di disagio. Lo rende noto il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Pasquale Montesano.
- Milano. Rinchiuso in carcere per 10 anni in sedia a rotelle e senza fisioterapia
- Sassari. Svolta nell’inchiesta sul detenuto ucciso dal compagno di cella: indagato un agente
- Monza. Visita nell’inferno del carcere: “Un pugno nello stomaco”
- Lecco. Un confronto sulla giustizia riparativa: il carcere come rinascita
- Cuneo. Scambio simbolico di “doni” tra la San Vincenzo e i detenuti nella Casa circondariale










