di Eleonora Martini
Il Manifesto, 30 ottobre 2025
Sovraffollamento e non solo, impennata di ricorsi accolti dai Tribunali di sorveglianza. “Celle da quattro dove viviamo in sette”; “la scuola trasformata in dormitorio”; “finestre senza vetri”; “invasione di ratti in tutti i locali e infestazione di insetti vari”; “vitto insufficiente e scadente”; “mancanza di acqua calda”; “spazio per cucinare vicino alla latrina”; “file mostruose per andare in bagno”; “mancanza di lavoro”; “clima di paura”; “repressione di qualsiasi tentativo di lamentarsi o di denunciare”. E ancora, definitivo: “Non tutti si possono permettere di avere una vita da detenuto. È come essere un senza tetto”.
di Franco Pigna
La Notizia, 30 ottobre 2025
Antigone lancia una campagna e una petizione per fermare il sovraffollamento carceri in Italia, oggi al 135%. “Condizioni inumane”. Antigone lancia una petizione per riportare il carcere nei confini della Costituzione. Il sovraffollamento nelle carceri italiane ha superato il 135%. Oltre 63.000 detenuti per meno di 47.000 posti realmente disponibili. È in questo quadro che l’associazione Antigone ha lanciato una nuova campagna, accompagnata da una petizione pubblica, per chiedere al Parlamento e al Governo di riportare la detenzione “entro i confini della Costituzione”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 30 ottobre 2025
La riforma sancisce la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri. La novità sostanziale sarà l’Alta Corte disciplinare. Ultimi passi per la riforma della Costituzione che sancisce la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri. La legge, “Norme per l’attuazione della separazione delle carriere giudicante e requirente della magistratura”, è forse l’unico caso di proposta che finisce il suo iter parlamentare nell’esatta formulazione con cui è uscita dal consiglio dei ministri e così depositata in Parlamento il 13 giugno 2024. Consta di 8 articoli, ma rivoluzionari per l’ordinamento giudiziario.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 30 ottobre 2025
Oggi ultimo passaggio parlamentare prima del voto La maggioranza festeggia, le opposizioni protestano. Intorno alle 12 il Senato darà il via libera finale alla riforma costituzionale della separazione delle carriere. Subito dopo, le forze di maggioranza si riuniranno tutte a piazza Navona per un flash mob, pioggia permettendo. Ma intanto ieri a tenere banco ancora le dichiarazioni del presidente del Senato Ignazio La Russa e quelle del Ministro Nordio contro l’opposizione. “Valeva un candelabro” ha risposto il Guardasigilli ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni del vertice di Palazzo Madama per cui la separazione è giusta ma “forse il gioco non valeva la candela”.
di Mauro Bazzucchi
Il Dubbio, 30 ottobre 2025
C’è qualcosa di familiare, quasi di storico, nello scetticismo con cui Ignazio La Russa ha commentato la riforma della giustizia e, in particolare, la separazione delle carriere. Non è la prima volta che il presidente del Senato lascia trapelare la sua perplessità su un progetto che, per larga parte del centrodestra, rappresenta la bandiera simbolica della stagione garantista. Ma le sue parole di martedì risuonano con un’eco più profonda: quella del vecchio riflesso identitario della destra italiana, che davanti al traguardo della riforma della giustizia si scopre ogni volta impacciata, quasi restia a varcare la soglia.
di Enrico Morando
Il Foglio, 30 ottobre 2025
La sinistra non ha soltanto consentito, ma ha anche guidato, il processo di riforma che oggi può trovare compimento con la separazione delle carriere. Nel 1999 fu il centrosinistra a promuovere il lavoro politico-parlamentare sul principio del giusto processo. La campagna per il referendum sulla riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati requirenti da quelle dei magistrati giudicanti è partita sotto i peggiori auspici. Il primo ad imbrogliare le carte è stato il Ministro Nordio (Il Dubbio-16-11-24): “Siete contenti, cari cittadini, di com’è oggi la magistratura? Se non lo siete, votate sì al referendum confermativo”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 30 ottobre 2025
Verso il referendum. Il procuratore di Napoli già capeggia il fronte del no. Dall’altra parte c’è l’ex eroe di Mani pulite. Tra fine febbraio e inizio marzo uscirà Portobello, la serie di Bellocchio sul caso Tortora, il più grave errore giudiziario della storia della Repubblica. La destra userà anche quello. “Il popolo di Garlasco” contro “il partito della magistratura”. Lo schema è facile, la campagna è partita. Trasmissioni televisive che tengono accesa la brace sotto al calderone del cold case. Podcast di cronaca nera specializzati nella conta delle macchie di sangue. Post, reel, meme. Giovanni Donzelli l’ha detto chiaramente che a vincere il referendum sarà “quel popolo silenzioso di italiani che sono rimasti sconvolti dalle sviste, dalle indagini condotte male”.
huffingtonpost.it, 30 ottobre 2025
L’appello di un gruppo di avvocati progressisti favorevoli alla separazione delle carriere: “Ma respingiamo ogni identificazione con l’attuale maggioranza politica e questo governo”. Il Senato sta per approvare in quarta lettura la riforma costituzionale della separazione delle carriere dei magistrati, aprendo così le porte all’eventuale - ma scontato - Referendum confermativo. Già da tempo i partiti di opposizione e larghi settori della magistratura hanno cominciato a manifestare apertamente la propria ferma avversione alla Riforma, iscrivendo tutti i suoi fautori tra i nemici della magistratura e della Costituzione e facendone - per ciò solo - strenui sostenitori del Governo Meloni e delle sue politiche.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 30 ottobre 2025
Parla Alberto Liguori, procuratore di Civitavecchia: “Le misure cautelari più frequenti non impediscono di uccidere, bisogna puntare sulla prevenzione, con un approccio culturale che preveda la frequentazione dei centri per uomini maltrattanti”. “Nonostante il ricorso a quasi 5.000 braccialetti elettronici, le statistiche dei reati in materia di violenza domestica e di genere ci dicono che qualcosa non ha funzionato”, afferma Alberto Liguori, procuratore della Repubblica di Civitavecchia e fra i maggiori esperti nel contrasto a queste condotte criminali particolarmente intollerabili.
ansa.it, 30 ottobre 2025
È un cittadino straniero di 35 anni recluso a Campobasso. Disposta l’autopsia. Ieri mattina, nel carcere di Campobasso un detenuto di origine straniera di 35 anni è stato trovato senza vita all’interno della sua cella. Era arrivato da poco nel carcere del capoluogo e stava scontando una pena per reati legati alla droga. Al momento del ritrovamento era nel suo letto. Potrebbe trattarsi di morte naturale, ma è stata disposta l’autopsia per accertare le cause del decesso.
- Milano. Carcere di Opera, 135 grida dal silenzio. La lettera dei detenuti arriva in Parlamento
- Bergamo. Carcere, un nuovo picco di affollamento: 610 detenuti per 319 posti
- Terni. “Niente diagnosi né cure per detenuto con un melanoma”. In cinque a giudizio
- Siracusa. “Sta male e nessuno lo visita”: l’appello della moglie di un detenuto
- Padova. Inaugurate 24 celle al carcere Due Palazzi e più agenti nel 2026










