di Sergio Rizzo
L’Espresso, 22 ottobre 2025
Giacomo Mameli racconta di “Pedrito” un emigrante sardo finito nel girone infernale del regime negli anni 50. E la sua storia non è poi diversa da quella di Alberto Trentini. In fondo, a pagina 193, c’è un post scriptum che comincia così: “Ritengo un dovere morale, in un libro che racconta le violenze atroci di ieri in Venezuela, ricordare anche le violenze, altrettanto atroci, di oggi”. Giacomo Mameli, l’autore di “Pedrito” (sottotitolo: “Lamette a Caracas, fiori a Orgosolo”) si riferisce alla sconcertante vicenda di Alberto Trentini. È l’operatore umanitario della Ong Humanity & Inclusion sequestrato ormai quasi un anno fa dalla polizia venezuelana e sbattuto in cella senza che siano state formulate accuse nei suoi confronti. Nel carcere, che si chiama El Rodeo I, le condizioni sono descritte come disumane. “Varie Ong e le stesse Nazioni Unite”, scrive sul Domani Lucia Antista, “hanno documentato cosa accade all’interno tra privazione del cibo, detenuti costretti a fare i bisogni nello stesso spazio in cui dormono e mangiano, acqua razionata e restrizioni alle visite familiari”. La madre di Trentini non è riuscita a scambiare con il figlio che poche parole soltanto dopo quasi sette mesi.
ansa.it, 22 ottobre 2025
Israele è per terza volta in 2 anni oggetto di decisione dell’Aja. La Corte Internazionale di Giustizia si pronuncerà oggi per stabilire se Israele abbia violato il diritto internazionale con il blocco degli aiuti umanitari imposto per mesi alla Striscia di Gaza. Lo scrive il Jerusalem Post. I giudici del principale organo giudiziario delle Nazioni Unite forniranno anche una valutazione degli attacchi israeliani contro il personale e le strutture delle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza. Il giornale ricorda come Israele abbia respinto tutte le accuse, giustificando il blocco asserendo che il Hamas avrebbe intercettato spedizioni di aiuti, rivendendo poi le merci a prezzi gonfiati. Gli Stati Uniti hanno espresso sostegno alla posizione di Israele.
di Nicola Boscoletto*
Corriere della Sera, 21 ottobre 2025
Un anno fa abbiamo lanciato un appello: “Rendiamo umane le carceri”. Chiedevamo con urgenza di spegnere il fuoco con un po’ di umanità e amore, invece di alimentarlo con odio e vendetta. Oggi è evidente a tutti (per chi vuol vedere) che è stata versata solo benzina: tutto è peggiorato e l’appello è rimasto inascoltato. Ciò che più mi addolora è constatare che non ci si ascolta, non ci si guarda, non ci si tende la mano, non si affronta insieme un problema che riguarda tutti, anche chi pensa di esserne estraneo o di sapere già tutto. La cosa più triste è che ogni episodio e ogni circostanza si usano per rafforzare la propria parte: e questo non fa altro che incentivare e incrementare ulteriormente l’odio e la contrapposizione.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 ottobre 2025
Joseph Luki, cittadino nigeriano di circa quarant’anni e padre di due bambini, è stato trovato senza vita nella sua cella. Il Garante campano Samuele Ciambriello: “Condizioni inammissibili e indifferenza della politica”. Nella notte tra il 19 e il 20 ottobre, nel carcere di Ariano Irpino (Avellino), è avvenuta un’altra tragedia. Si chiamava Joseph Luki: cittadino nigeriano, circa quarant’anni, padre di due bambini piccoli. È stato trovato privo di vita nella sua cella. Le prime indagini parlano di suicidio, la salma è stata trasferita all’ospedale “Ospedale San Pio” di Benevento per l’autopsia, disposta dalla Procura della Repubblica di Benevento.
di Lidia Baratta
linkiesta.it, 21 ottobre 2025
Entro la fine di ottobre, le imprese o le cooperative italiane che l’anno prossimo vogliono assumere lavoratori detenuti devono presentare la richiesta d’accesso ai benefici fiscali previsti, indicando il numero di assunzioni e la somma (del credito d’imposta) di cui intendono usufruire. Ma prima di farlo, devono stipulare una convenzione con gli istituti penitenziari di riferimento. I quali, poi, una volta ricevuta la domanda delle aziende, la trasmettono ai provveditorati regionali. Che, a loro volta, la inoltrano al Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) entro il 15 novembre. Poi, il Dap entro il 15 dicembre decide l’importo che spetta a ogni impresa richiedente e trasmette l’elenco all’Agenzia delle entrate con l’ammontare degli sgravi concessi. La lista viene infine pubblicata sul sito del ministero della Giustizia.
di Fabrizio Pomes*
bandieragialla.it, 21 ottobre 2025
C’è una verità che fa comodo a molti: la sicurezza si costruisce con il cemento e il filo spinato. Che una condanna più lunga, un ergastolo, un carcere sovraffollato, siano sinonimo di giustizia forte e, quindi, di società più sicura. È un’equazione semplice, rassicurante. Ma è una bugia tragica e costosa, che paghiamo in dolore umano e in insicurezza cronica. Come se chiudere un uomo in una cella fosse la soluzione, come se una porta che si chiude dietro di lui potesse cancellare il dolore, il rimorso, il gelo che ha nel cuore.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 ottobre 2025
Agitare lo spettro dei corrotti o degli spacciatori “in libertà” oscura l’uso distorto del carcere preventivo come anticipazione della pena. Quando l’allora ministro della Giustizia Andrea Orlando propose la sacrosanta ma naufragata riforma del sistema penitenziario, Il Fatto Quotidiano titolò: “Spacciatori in libertà!”. Non solo. Più di recente, di fronte all’intenzione dell’attuale ministro Nordio di limitare la carcerazione preventiva, lo stesso giornale ha denunciato un presunto tentativo di “salvare i colletti bianchi indagati”. Questa retorica - secondo cui i colletti bianchi non finirebbero mai in carcere - finisce paradossalmente per danneggiare tutti gli altri, impedendo qualsiasi riforma seria del sistema.
di Simona Musco
Il Dubbio, 21 ottobre 2025
Giudici in camera di consiglio per decidere sull’ammissibilità della questione sollevata dal deputato: contestata la violazione dell’iter ai danni del Parlamento. La Corte costituzionale deciderà nei prossimi giorni sul conflitto di attribuzioni tra poteri sollevato dal segretario di + Europa Riccardo Magi. Al centro della questione il dl Sicurezza, approvato ad aprilo scorso dal Consiglio dei ministri. I giudici si sono riuniti ieri in camera di consiglio e si attende ora una decisione sull’ammissibilità della questione. Nel caso in cui si superasse questo primo vaglio - sarebbe la prima volta per un conflitto sollevato da un singolo parlamentare - la questione verrà discussa nel merito in un’altra udienza nei prossimi mesi.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 21 ottobre 2025
L’appello del presidente della Consulta contro il processo mediatico: “Una barbarie”. Il principio di non colpevolezza violato, la solidità della democrazia in Italia, le nuove sfide per la Costituzione. Elly Schlein dice che la democrazia è a rischio, in Italia, e che con la destra al potere “le libertà sono a rischio”. Il centrosinistra dice che il nostro paese ha avviato una pericolosa torsione autoritaria. Massimo Cacciari dice, nientemeno, che “stiamo vivendo in uno stato di eccezione”. Abbiamo incontrato pochi giorni fa Giovanni Amoroso, presidente della Corte costituzionale, alla Festa dell’ottimismo del Foglio.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 21 ottobre 2025
Cassazione: dopo la riforma Cartabia, il giudice dell’udienza preliminare non può più intervenire d’ufficio sull’imputazione o sulle aggravanti nel decreto di rinvio a giudizio. La sesta sezione penale della Cassazione ha annullato senza rinvio il decreto che disponeva il giudizio nei confronti di un imputato calabrese, al quale vengono contestati reati che avrebbe commesso tra il 2018 e il 2019 nei territori di Bianco, San Luca e Rose, i primi due comuni in provincia di Reggio Calabria e il terzo in provincia di Cosenza. Il provvedimento, emesso dal giudice dell’udienza preliminare di Reggio Calabria il 7 aprile 2025, è stato impugnato dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, che ne aveva denunciato il carattere abnorme.
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