di Selvaggia Bovani
La Provincia Pavese, 20 ottobre 2025
Al carcere dei Piccolini è stata abbattuta una parte del muro di cinta per permettere l’ingresso agli automezzi della Tecnoedi Costruzioni s.r.l. di Cirié (Torino). È il segno della nuova fase dei lavori per riconvertire la casa di reclusione di via Gravellona 240. La struttura sarà infatti riconvertita in sezione 41-bis, il cosiddetto “carcere duro”. Per permettere agli operai di lavorare senza continui controlli, è stato innalzato un secondo muro interno: gli automezzi varcheranno quindi il varco realizzato sulla cinta originale - che rimarrà comunque perennemente sorvegliato - e lasceranno gli automezzi tra le due mura. Da lì si occuperanno dei lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento, indispensabili per accogliere i detenuti sottoposti al regime speciale previsto dall’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario.
La Nazione, 20 ottobre 2025
Un percorso durato 50 ore e condotto in estate al termine del quale sono stati rilasciati 14 attestati. L’iniziativa è stata portata a termine in collaborazione tra il Cpia 1 di Massa e l’agenzia Master formazione. Un’iniziativa che si proietta verso il futuro, accendendo più di una luce. Al termine dell’anno scolastico 2024-2025, durante il periodo estivo, grazie alla collaborazione tra il CPIA 1 di Massa Carrara, diretto dal professor Emilio Di Felice, l’area educativa della casa di reclusione di Massa, rappresentata dalla dottoressa Elena Ghiloni, e l’Agenzia Formativa Master Formazione, è stato possibile attivare un corso di barbiere all’interno del carcere, su richiesta di alcuni detenuti. Il percorso formativo, 50 ore di lezioni teoriche e pratiche concluso con un attestato finale - ne sono stati rilasciati ben 14 - ha permesso di sperimentare le competenze acquisite, misurandosi con gli strumenti del mestiere. Visto il successo e le numerose richieste ricevute, la direzione della casa di reclusione diretta da Antonella Venturi, auspica di poter ripetere esperienze analoghe anche in futuro.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 20 ottobre 2025
“La mia doppia prigionia, tra pena e identità negata”. Il carcere Bassone di Como è uno dei pochi in Italia ad avere una sezione dedicata alle persone che stanno affrontando un percorso di transizione di genere. Tra queste c’è anche Elisa, detenuta trans alla quale non è permesso lavorare all’esterno. Attraverso la sua storia Fanpage.it vuole evidenziare quanto, ancora oggi, il sistema penitenziario italiano sia arretrato e, di fatto, inadeguato nella tutela dei diritti delle persone trans.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 20 ottobre 2025
Cinque gioielli tra bracciali e collane realizzati dagli studenti della sezione carceraria del liceo artistico Bertoni della cittadina in provincia di Cuneo, da quattordici anni attiva nella casa di reclusione, hanno vinto un premio al concorso di Arte orafa della prestigiosa Mostra dell’Artigianato di Guardiagrele. La dirigente scolastica: “Per i ristretti la scuola è seconda occasione di vita”. Non poteva esserci tema più azzeccato dell’”intreccio”, per gli studenti ristretti del corso di Design dei metalli interno alla casa di reclusione di Saluzzo, che grazie alla loro fantasia e sapienza nel gestire forme e colori, hanno ottenuto un riconoscimento alla 21.ma edizione del Concorso di Arte orafa nell’ambito della 55.ma Mostra dell’Artigianato di Guardiagrele, in provincia di Chieti. “L’intreccio è anche il tema dominante di tutto il nostro percorso scolastico in carcere che ha sempre fatto attenzione a mantenere un legame tra studenti esterni e interni”, racconta ai media vaticani la professoressa Alessandra Tugnoli, dirigente scolastica del liceo artistico Bertoni di Saluzzo, che da quattordici anni nella casa di reclusione della città tiene un corso di specializzazione in Design dei metalli e del legno.
di Goliarda Sapienza
Il Dubbio, 20 ottobre 2025
Pubblichiamo di seguito un estratto de “L’università di Rebibbia” di Goliarda Sapienza (Einaudi, Super Et). in questo romanzo autobiografico, la scrittrice racconta la sua esperienza nel carcere romano, dove ha passato circa tre mesi nel 1980 per un furto di gioielli.
di Vittorio Pelligra*
Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2025
Quando Peter Singer approda a Oxford nel 1969, è un giovane studente australiano con l’aria distratta e le tasche vuote. Non immagina che da quella città grigia e austera prenderà forma una delle rivoluzioni morali più influenti del secolo. Figlio di ebrei viennesi scampati al nazismo ma cresciuto in una terra lontana dalle tragedie europee, Singer sentirà sempre forte la tensione tra distacco e responsabilità. L’eco dell’orrore non lo abbandona e, maturando, si tradurrà in una domanda che giocherà un ruolo centrale nella sua filosofia: come possiamo giustificare l’indifferenza verso la sofferenza altrui?
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 20 ottobre 2025
La costituzionalista Lorenza Violini sulle riforme: “Serve un salto di qualità per rispondere ai bisogni”. Più decisi su coprogettazione e gestione condivisa. Un corso alla Cattolica di Milano. “Coprogettazione”. “Coprogrammazione”. “Amministrazione condivisa”. Certo, in teoria sono concetti che dovrebbero essere patrimonio comune almeno dal 2017 in cui venne pubblicato il Codice del Terzo settore. Concetti riaffermati con più forza dalla Corte costituzionale con la sentenza 131 del 2020: il perseguimento del bene comune non è pertinenza esclusiva del sistema pubblico ma può/deve essere progettato in collaborazione con il privato sociale. Eppure la traduzione in pratica è un’altra cosa.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 20 ottobre 2025
La legge che porta il nome di Franco Basaglia, con cui l’Italia decise di chiudere per sempre i manicomi, resta una delle più alte conquiste della Repubblica. Una norma unica nel panorama mondiale, che fece del nostro Paese il primo - e ancora oggi l’unico - ad abolire per legge gli ospedali psichiatrici. Un atto di giustizia civile e umana, nato dal coraggio di chi seppe guardare dentro l’orrore. Si diceva, e si dice ancora, “matto da legare”. Prima di Basaglia, quell’espressione non era una figura retorica: nei manicomi si veniva legati davvero. Con catene, corde, cinghie di cuoio. Al letto, a una sbarra di ferro, perfino a un termosifone.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 20 ottobre 2025
La legge 13 maggio 1978 n. 180 in materia di “Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori”, meglio conosciuta come “Legge Basaglia”, ha rappresentato una svolta per l’Italia. Parole e locuzioni come “manicomi”, “pazzi”, “camicie di forza” per decenni sono state associate alla malattia mentale. Come avviene oggi con le carceri, delle quali si preferisce non parlare e relegarle mentalmente e fisicamente sempre più lontane da noi, anche in passato i manicomi venivano considerati luoghi da tenere a debita distanza con tutto il loro carico di disperazione e dolore. Nel 1978 la legge n. 180, presentata in Parlamento da Bruno Orsini, psichiatra e politico democristiano, ha dato vita ad una vera e propria rivoluzione culturale. Una legge che ha fatto voltare pagina alla materia riguardante la cura dei malati psichiatrici.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 20 ottobre 2025
Presentata come soluzione per la gestione dei flussi migratori, si è rivelata un’operazione di propaganda. Per farlo rimanere in piedi, il Governo ha cambiato leggi, portato allo stremo diritti e spesa pubblica. Se non è riuscito ad affermarsi come modello, occorre almeno mantenerlo in vita. A tutti i costi, umani ed economici. Il protocollo Italia-Albania in materia di flussi migratori, a un anno dal primo giorno della sua messa a terra, e a quasi due anni dalla firma dell’intesa, ha come risultato quello di un enorme investimento pubblico che non è andato nella direzione sperata dal governo di Giorgia Meloni. “Funzioneranno”, aveva detto la premier ad Atreju.
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