di Massimiliano Sfregola
Il Manifesto, 11 ottobre 2025
Nessuna corsia preferenziale e nessun trattamento di favore: i tre cittadini israeliani arrestati insieme agli altri attivisti della Freedom Flotilla martedì scorso stanno sperimentando sulla loro pelle come, quando si parla di Gaza, non esista alcun privilegio di passaporto. “Sono ancora in detenzione perché rifiutano di firmare un documento in cui riconoscono l’ingresso illegale in una zona militare”, spiega Hadeel Abu Salih, avvocata palestinese-israeliana dell’associazione Adalah, che li rappresenta in tribunale. “Ma loro non sono entrati in alcuna zona militare: l’Idf ha sequestrato tutti in acque internazionali e li ha trasportati illegalmente in Israele insieme agli altri”. Se avessero firmato, hanno fatto sapere le autorità portuali, la situazione si sarebbe chiusa con una semplice denuncia e la scarcerazione immediata.
di Enrica Muraglie
Il Manifesto, 11 ottobre 2025
Il rapporto “Sovranità in tutto tranne che nel nome: l’accelerazione dell’annessione della Cisgiordania da parte di Israele”, pubblicato da “International crisis group” mentre entrava in vigore l’accordo per il cessate il fuoco. Mentre si festeggia la nuova tregua nella Striscia di Gaza, i palestinesi per sfinimento, Trump e il governo israeliano per presunti meriti e “risultati” ottenuti sulla pelle dei palestinesi, Israele intensifica gli sforzi per cancellare ciò che rimane della distinzione tra la vita degli israeliani nello stato ebraico e la vita dei coloni negli insediamenti in Cisgiordania. Quegli insediamenti che hanno causato sfratti, demolizioni, confische di terre, spostamenti forzati di migliaia di persone, morti e che sono considerati illegali dalla Corte internazionale di giustizia.
di Elisabetta Zamparutti
L’Unità, 11 ottobre 2025
Il 30 settembre è giunta una notizia paradossale: l’ex presidente della Repubblica Democratica del Congo Joseph Kabila è stato condannato a morte in contumacia da un tribunale militare che lo ha riconosciuto colpevole di crimini di guerra, tradimento e crimini contro l’umanità. Spiegare il paradosso comporta un racconto intenso, lungo, denso come il sangue e faticoso come il caldo africano. Un racconto che procede lento secondo un ritmo tanto legato a questo continente quanto alle saghe familiari.
di Giulia Melani*
L’Unità, 10 ottobre 2025
Come vengono curate le persone? Quali le risorse? Quali i diritti garantiti? La Società della ragione ha realizzato un’indagine per scoprire cosa è cambiato con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. “Compagni patetici che appena mormorate, andate a fiaccola spenta e restituite i gioielli. Un nuovo mistero canta nelle vostre ossa. Sviluppate la vostra legittima stranezza”. Nella giornata internazionale della Salute mentale, 10 ottobre, tornano in mente questi versi di René Char con cui Michel Foucault chiude la Prefazione a Storia della Follia nell’età classica, un inno alla libertà e al diritto a sviluppare la propria “legittima stranezza”, che sembra risuonare in armonia con quel compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della personalità, sancito dal secondo comma della nostra carta costituzionale.
Corriere della Sera, 10 ottobre 2025
Come sta cambiando il sistema penale minorile in Italia? E chi sono, e come lo vivono, i ragazzi e le ragazze dei centri? Se del mondo del carcere per adulti si parla poco, di quello per minori ancora meno (con alcune eccellenti eccezioni come la fortunata serie tv Rai Mare fuori). Un vuoto che questo podcast, nato da un’idea della coordinatrice nazionale di Antigone Susanna Marietti e scritto insieme a Sara Sartori e alla giornalista e co-founder di Next New Media Tiziana Guerrisi, vuole colmare.
di Giuseppe Gargani
Il Dubbio, 10 ottobre 2025
“Questa riforma completa il lavoro che fece Vassalli: la divisione dei ruoli deve essere un caposaldo”. Per affrontare i problemi della magistratura in riferimento alla riforma del ruolo del pubblico ministero meglio conosciuta come “divisione delle carriere”, che si discuterà in quarta lettura al Senato nelle prossime settimane, è necessario fare una riflessione sulle norme della Costituzione e sulla ratio dell’ordinamento giudiziario. Il discorso sul futuro della magistratura e dei relativi problemi costituzionali ancora aperti, è molto importante per la democrazia, ma le soluzioni finora sono incerte.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 10 ottobre 2025
Toga party Si apre il congresso di Area democratica per la giustizia, intervista al segretario. A Genova, tre giorni di incontri. Ci saranno anche Landini, Schlein, Conte e Vendola. Da oggi a domenica, al Teatro della Tosse di Genova, si tiene il quinto congresso nazionale di Area democratica per la giustizia. Dopo i saluti istituzionali della sindaca Silvia Salis e la relazione introduttiva del segretario Giovanni Zaccaro, Serena Bortone intervista il procuratore generale Enrico Zucca. A seguire, tavola rotonda a tema “I diritti negati” con il segretario della Cgil Maurizio Landini, la magistrata Gabriella Luccioli, Filomena Gallo dell’Associazione Coscioni, Rita Bernardini di Nessuno Tocchi Caino e il cappellano di Mediterranea Mattia Ferrari.
di Simona Musco
Il Dubbio, 10 ottobre 2025
La Camera nega l’autorizzazione a procedere, mentre la maggioranza prova a scudare anche Bartolozzi. Gianassi (Pd): “Governo debole, ha ceduto alle minacce libiche”. Non ci sarà alcun processo per i ministri Carlo Nordio (Giustizia), Matteo Piantedosi (Interno) e per il sottosegretario Alfredo Mantovano. I tre esponenti di governo, accusati di aver liberato e rispedito in Libia su un aereo di Stato Osama Almasri, capo della Rada libica e noto torturatore, sono stati “salvati” dalla Camera dei deputati che ha votato contro l’autorizzazione a procedere: 251 voti per Nordio, 256 per Piantedosi e 252 per Mantovano. La maggioranza ha così evitato l’apertura di un processo, dopo la decisione, tra il 19 e il 21 gennaio 2025, di rimpatriare Almasri, arrestato a seguito di un mandato della Corte penale internazionale.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 10 ottobre 2025
Rigettata l’autorizzazione a procedere nei confronti di Nordio, Piantedosi e Mantovano per la vicenda del generale libico. Il Guardasigilli: “Tribunale dei ministri ha fatto strazio delle norme del diritto”. Insorge l’Associazione nazionale magistrati. Passeggiando verso l’ingresso dell’Aula della Camera, a inizio mattinata, alcuni deputati non avevano nascosto il timore di un colpo di scena (“Oggi siamo sulle montagne russe”, il sussurro di un onorevole), ma alla fine il richiamo alla “presenza obbligatoria” inviato dai vertici dei partiti della maggioranza ai propri membri ha avuto effetto (tanto che a Montecitorio si è vista persino Marta Fascina): la Camera ha votato contro il processo nei confronti dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e del sottosegretario Alfredo Mantovano per il caso della scarcerazione del generale libico Almasri. Ad avanzare la richiesta era stato il Tribunale dei ministri, attivato dopo un esposto ricevuto dalla procura di Roma. Tre votazioni distinte, tutte a scrutinio segreto, sotto lo sguardo vigile della premier Giorgia Meloni, arrivata in conclusione della discussione e poi fuggita via dopo il voto senza rilasciare alcuna dichiarazione. Con una sorpresa in senso opposto rispetto a quanto preventivato: la presenza di franchi tiratori nell’opposizione.
di Stefano Vergine
Il Domani, 10 ottobre 2025
I colpi di pistola rivolti a terra, la morte causata dalla cocaina, i testimoni. “Simone”, podcast d’inchiesta (si ascolta qui: https://open.spotify.com/show/3zcUG0l8xT8cjSiXoVP79H), contiene alcune notizie inedite sulla morte di Simone Mattarelli, avvenuta il 3 gennaio del 2021 in Lombardia e causata ufficialmente da suicidio. Una versione a cui i familiari non hanno mai creduto. “Ci sono molti indizi che indicano come quello di Simone non sia stato un suicidio ma un omicidio: per questo chiediamo che le indagini giudiziarie vengano riaperte, e ci appelliamo a chi sa qualcosa di più su come sono andate le cose affinché la verità venga finalmente a galla”, dice Matteo Mattarelli, fratello della vittima.
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