di Filippo Massara
La Stampa, 10 ottobre 2025
Il papà della 14enne suicida: “È ora di cambiare. Negli anni ho incontrato mezzo milione di giovani”. Il libro non poteva che intitolarsi così: “Le parole fanno più male delle botte” è una citazione della lettera che Carolina Picchio scrisse prima di lasciarsi cadere dalla finestra di casa all’età di 14 anni nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2013. La ragazza non riuscì a reggere il peso delle migliaia di insulti ricevuti sui social a seguito del filmato che la ritraeva, priva di coscienza, mentre alcuni coetanei giocavano con il suo corpo mimando atti sessuali. Dopo la morte dell’adolescente di Novara, quello sfogo si è affermato come uno slogan della lotta contro il cyberbullismo che il papà Paolo conduce frequentando le scuole di tutta Italia, attraverso la Fondazione intitolata alla figlia e ora anche con la firma di un libro pubblicato da DeAgostini.
di Albertina Sanchioni
Il Manifesto, 10 ottobre 2025
La pronuncia dei giudici di Strasburgo sul caso di una coppia italiana. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha emesso ieri una sentenza destinata a riaprire il dibattito sulle coppie omogenitoriali. Secondo i giudici di Strasburgo, l’Italia non ha violato i diritti di un minore, nato nel 2018 nel bellunese, quando ha imposto di cancellare dal suo certificato di nascita la seconda madre, mantenendo solo quello della madre biologica. Le due donne si erano opposte alla decisione, avviando un lungo percorso giudiziario: prima il tribunale, poi la Corte d’appello e infine la Cassazione, che nel 2023 aveva respinto il ricorso. A quel punto, la madre biologica aveva deciso di rivolgersi a Strasburgo.
di Angela Stella
L’Unità, 10 ottobre 2025
Il fermo della nave Mediterranea della Ong Mediterranea Saving Humans, sottoposto a fermo amministrativo per due mesi dal ministero dell’Interno per aver “disobbedito” lo scorso agosto agli ordini del Viminale e aver fatto sbarcare 10 persone migranti soccorse in mare a Trapani, in Sicilia, anziché a Genova, come le era stato indicato, è sospeso. Lo ha stabilito il tribunale di Trapani, accogliendo il ricorso dei legali della Ong guidata da Luca Casarini e Beppe Caccia. Si tratta dell’ennesimo insuccesso per le politiche del governo Meloni, che dal suo insediamento a colpi di decreto sta tentato di ostacolare in ogni modo le attività di soccorso in mare dei migranti.
di Guido Olimpio
Corriere della Sera, 10 ottobre 2025
Non è stata fissata una tabella di marcia precisa né si è stabilito chi dovrà disarmare i jihadisti. Israele e Hamas si sono piegati, per ora, ad una pressione senza precedenti. Da un lato l’ultimatum di Donald Trump simile a un ordine esecutivo articolato in una ventina di punti. Dall’altro il peso dei mediatori regionali, ossia Qatar, Egitto, Turchia mobilitati per spegnere l’incendio. Anche l’Iran, punto di riferimento dell’asse radicale, si è espresso in modo favorevole. La diplomazia si augura che sia il primo sì verso una soluzione duratura ma è consapevole delle trappole presenti sulla strada tortuosa. Che in Medio Oriente si presentano con forme diverse e si annidano nei dettagli. A volte basta l’azione di un singolo per innescare la reazione a catena.
di Massimiliano Sfregola
Il Fatto Quotidiano, 10 ottobre 2025
Il piano in 20 punti su Gaza è una pietra tombale su convenzioni e diritti che hanno regolato - o avrebbero dovuto regolare - i rapporti tra gli Stati. Oggi viene sancito su carta che gli accordi si basano sulla legge del più forte, economica e militare, e non sui principi sanciti secoli fa e codificati negli ultimi cento anni. Il diritto internazionale resta “soft” per la sua intrinseca incapacità di farlo rispettare, mentre la versione mercantile e piramidale di questi accordi è uno schema pericolosissimo che cancella secoli di civiltà giuridica, contrappesi e procedure equilibrate. Così la voce dei giuristi, dei giudici e della dottrina viene sostituita da interessi di parte.
di Francesco Bottazzo
Corriere del Veneto, 10 ottobre 2025
È la terza telefonata durante i 327 giorni di carcere per il cooperante veneziano arrestato il 15 novembre 2024. Ha raccomandato ai genitori di prendersi cura di loro e ha assicurato di essere forte. Giovedì pomeriggio il cooperante veneziano Alberto Trentini in carcere da 327 giorni, e da allora detenuto senza processo in Venezuela, ha chiamato per la terza volta a casa. “Ha voluto ringraziare tutte le persone che gli sono state vicine in questi mesi e ha ribadito il suo affetto per i suoi cari”, sottolinea l’avvocata Alessandra Ballerini che assiste la famiglia.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 9 ottobre 2025
C’è un segreto dentro le nostre celle che nessuno ha voglia di raccontare. Un trucco contabile che permette di nascondere la verità sotto il tappeto della burocrazia ministeriale. E quando qualcuno prova a sollevare quel tappeto, come ha fatto Roberto Giachetti di Italia Viva con un’interrogazione parlamentare depositata martedì scorso alla Camera, emergono numeri allarmanti e silenzi che pesano come macigni. La questione è apparentemente tecnica, ma nella sostanza è drammatica: il ministero della Giustizia, attraverso l’Applicativo Spazi/ Detenuti (A. s. d.), quello strumento informatico che dovrebbe monitorare in tempo reale quante persone ci sono in ogni cella e quanto spazio hanno a disposizione, starebbe compiendo una violazione sistematica della giurisprudenza. In pratica, quando conta i metri quadrati disponibili per ogni detenuto, non sottrae lo spazio occupato dai letti a castello e dagli altri arredi fissi. Un dettaglio? Tutt’altro.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
Il Dubbio, 9 ottobre 2025
Preannunciata da alcuni articoli di stampa, è arrivata la brutta notizia dal fronte politico: è naufragato nel nulla l’ultimo generoso tentativo messo in campo dal presidente del Senato La Russa per varare un provvedimento contro il sovraffollamento. Come vi ricorderete, La Russa aveva prima tentato di trovare un’intesa tra maggioranza e opposizione su una “legge sulla buona condotta”, cioè il temporaneo aumento dei giorni di liberazione anticipata previsti in caso di buona condotta, in modo da permettere a qualche migliaio di detenuti di uscire un po’ di tempo prima del fine pena. Era la proposta dell’onorevole Roberto Giachetti (Italia Viva) e di Nessuno Tocchi Caino, che poteva diventare lo strumento per diminuire un poco il sovraffollamento, senza concedere indulti o amnistie.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 9 ottobre 2025
A distanza di quasi due anni dalla sentenza della Corte costituzionale che consente ai detenuti di svolgere colloqui in intimità, dopo la casa circondariale di Terni anche il Due Palazzi, carcere di Padova, ha permesso il primo incontro di un detenuto con la moglie nella “stanza degli affetti”. Ornella Favero, presidente Conferenza nazionale volontariato giustizia e direttrice di “Ristretti orizzonti”, la cui redazione è in quest’istituto di pena: “Sappiamo che ci sono tante richieste da parte dei detenuti per i colloqui in intimità”. Risale a quasi due anni fa la sentenza della Corte costituzionale, la n.10 del 2024, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18 dell’ordinamento penitenziario, nella parte in cui non permette di avere colloqui “con il coniuge, la parte dell’unione civile o la persona con lei stabilmente convivente, senza il controllo a vista del personale di custodia”.
fiscooggi.it, 9 ottobre 2025
Nel panorama delle politiche di reinserimento sociale, il legislatore ha previsto una serie di agevolazioni fiscali e contributive rivolte alle imprese che scelgono di assumere persone detenute. Le imprese che assumono detenuti, sia internati che ammessi al lavoro esterno, devono presentare richiesta di credito di imposta entro il prossimo 31 ottobre. La richiesta va indirizzata alla direzione dell’istituto penitenziario dal quale hanno attinto personale. Si tratta di quelle aziende e imprese cooperative che hanno stipulato una convenzione con l’Amministrazione penitenziaria per assumere detenuti (sia internati che ammessi al lavoro esterno).
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