di Enrico Mattia Del Punta
La Nazione, 8 ottobre 2025
Mercoledì 8 ottobre alle 17.30 in piazzale dei Pini un incontro promosso da Periphèria e Camera Penale di Pisa con la direttrice del Don Bosco, Alice Lazzarotto. Cosa significa davvero parlare di giustizia quando si entra in un carcere? È la domanda al centro dell’incontro “Giustizia in carcere”, in programma domani, mercoledì 8 ottobre alle 17.30 in piazzale dei Pini, nell’ambito del Settembre Sangiulianese.
liguriaday.it, 8 ottobre 2025
Nella stagione 2025-26, l’Associazione Culturale Teatro Necessario compirà 20 anni di attività, un traguardo importante che testimonia la sua dedizione e il suo impegno per la cultura e l’inclusione sociale. La celebrazione di questo evento sarà un’occasione per riflettere sui risultati raggiunti e per guardare al futuro con nuove sfide e progetti. Oggi è stata presentata la stagione di queta istituzione culturale, che si nutre della passione e dell’amore che gli artisti manifestano ogni qualvolta hanno l’opportunità di esprimersi su questo palco.
di Andrea Scutellà
La Stampa, 8 ottobre 2025
Il cantautore Fabrizio Zanotti quest’anno ha portato la musica d’autore nei quartieri: Bellavista, San Giovanni e il carcere d’Ivrea, dove ha svolto un laboratorio di song writing di 120 ore. “L’atmosfera era molto forte, alcuni detenuti si sono emozionati e commossi. Probabilmente erano occhi lucidi in cerca di una vita normale”. Fabrizio Zanotti, 56enne cantautore eporediese, ha concluso la rassegna della musica d’autore Pixel con un concerto in carcere. Come Johnny Cash, verrebbe da dire. Corso Vercelli non è Folsom, però, “è un quartiere di Ivrea”. E questo Zanotti ci tiene a sottolinearlo. Perché Pixel quest’anno ha avuto il pregio di mettere in pratica quello che molti predicano da tempo: portare davvero la buona musica e più in generale gli eventi nei quartieri. A San Giovanni, prima, venerdì 26, con il concerto di Miriam Ricordi. A Bellavista, il giorno dopo, con Gloria Tricamo. Coinvolti il rugby e le associazioni.
di Vincenzo Trione
Corriere della Sera, 8 ottobre 2025
L’Occidente è stato scosso di nuovo da tragedia. È come se avvertissimo il bisogno di difenderci dentro le parentesi protettive del divertimento effimero, portati a coltivare luoghi comuni, pigrizie mentali, partiti presi. La profezia di Moravia. Intervistato da Carlo Mazzarella, nel 1958, con intelligenza critica, il grande romanziere coglie un paradosso. Viviamo in un’epoca profondamente tragica, ma abitata da uomini che non hanno alcun senso del tragico. “Preferiscono le occupazioni frivole: le canzonette e le commedie”.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 8 ottobre 2025
La maggioranza cerca l’intesa sul ddl in vista della decisione sulla legge regionale della Toscana. Anche questa volta i tempi li detta la Consulta, che a inizio novembre tornerà sul tema del fine vita per dipanare lo scontro tra la Toscana e il governo. Che aveva impugnato la norma approvata la scorsa primavera dalla Regione a trazione dem per rivendicare la competenza sul dossier. Nel frattempo anche la Sardegna ha fatto da sé. E altre regioni potrebbero seguirla a ruota, se non arriverà lo stop della Corte Costituzionale. La maggioranza questo lo sa, e pur coltivando un cauto ottimismo sul verdetto dei giudici, vuole farsi trovare preparata anticipando la sentenza con il lavoro del Parlamento.
Dovere di solidarietà o atto di generosità? La donazione del corpo dopo la morte tra etica e diritto
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 8 ottobre 2025
I dati che emergono dal rapporto periodico del Centro Nazionale Trapianti (CNT), diffuso in vista della Giornata nazionale della donazione e il trapianto di organi e di tessuti che si celebra l’11 Aprile di ogni anno, confermano che i “no” alla donazione degli organi nella Carta di identità sono saliti del 3,4% rispetto al 2024. Questi dati dovrebbero di necessità incrementate le campagne di sensibilizzazione a favore della donazione del corpo post mortem, con l’obiettivo di far comprendere ai cittadini la rilevanza etica e solidarista di tale genere di atti dispositivi. Forse non tutti noi ci rendiamo conto che disporre del proprio corpo dopo la morte è un atto donativo, ricollegabile a valori di libertà e di solidarietà riconosciuti dall’etica e dal diritto.
di Simone Alliva
Il Domani, 8 ottobre 2025
La relatrice accusò Sanremo di “propaganda trans”. Affidato alla deputata FdI Maddalena Morgante, senza formazione medica o psicologica ma “cultrice di diritto del turismo”, il disegno di legge arriva in commissione mercoledì 8 ottobre: diagnosi vincolanti, registro nazionale e supervisione ministeriale sotto il controllo politico di Schillaci e Roccella. Un tavolo tecnico durato un anno e cinque mesi, dibattiti accesi, proteste da parte dei genitori di figli con varianza di genere e qualche slogan.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 8 ottobre 2025
La sentenza del Consiglio di Stato dopo il ricorso di Asgi e Cittadinanzattiva. Nei Cpr non è garantito un adeguato livello di assistenza sanitaria. Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata ieri, che ha parzialmente annullato un decreto del Viminale del marzo 2024 contenente lo schema di capitolato d’appalto per la gestione e il funzionamento dei Centri per il rimpatrio. La decisione, nata da un ricorso presentato dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) e da Cittadinanzattiva, contesta in modo specifico le parti riguardanti l’assistenza sanitaria, le spese mediche e il personale, “con particolare attenzione alle previsioni a tutela delle persone trattenute con vulnerabilità psichiatrica o sottoposte a trattamento farmacologico”, soprattutto rispetto alla necessità di evitare atti di autolesionismo o di suicidio.
di Maurizio Assalto
Avvenire, 8 ottobre 2025
La crisi del principio di deterrenza atomica in un contesto di disordine geopolitico genera molti timori. Pensando alla massima di Cechov sul teatro. Un celebre principio drammaturgico noto come “la pistola (o il fucile) di Cechov” afferma che se all’inizio di una pièce compare un’arma da fuoco, prima del sipario quell’arma avrà necessariamente fatto fuoco. Nella sua forma originaria, espressa dall’autore russo in una lettera del 1° novembre 1889 al regista Aleksandr Lenskij, il pensiero suonava così: “Se nel primo atto c’è un fucile appeso al muro, nel secondo o terzo atto deve assolutamente sparare. Se non deve sparare, non deve stare lì”.
di Widad Tamimi
Il Manifesto, 8 ottobre 2025
Due anni dopo, il 7 ottobre non è più soltanto una data impressa nel calendario del dolore: è una linea di frattura nella coscienza del mondo. Quel giorno ha scosso le fondamenta del diritto internazionale, della politica e persino della percezione morale che l’umanità ha di se stessa. Rileggere oggi quella tragedia significa guardare non solo alle 1.194 vite spezzate in Israele, ma anche alle decine di migliaia di palestinesi uccisi, feriti o sfollati nella risposta che ne è seguita. Significa riconoscere che la catena di violenze non è iniziata né finita allora, ma che da quel giorno la giustizia ha cominciato a reclamare con più forza il proprio spazio.
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