di Emilio Gioventù
Italia Oggi, 4 ottobre 2025
Quattro reclusi della casa circondariale di Benevento hanno iniziato un percorso di reinserimento sociale grazie al Protocollo firmato tra Webuild e il Dap. Altri 5 detenuti arriveranno da Avellino. Dalle sbarre delle celle alle traversine dei binari. Per quattro detenuti della Casa Circondariale di Benevento il reinserimento corre veloce sulla la linea ferroviaria alta velocità/alta capacità Napoli-Bari. Una vita fuori grazie a un contratto di lavoro all’interno di uno dei progetti infrastrutturali più ambiziosi del Sud Italia.
di Vinicio Marchetti
avellinotoday.it, 4 ottobre 2025
Al Circolo della Stampa focus sulle principali emergenze del sistema penitenziario italiano: “Da troppi anni non si è avuta la possibilità né la capacità di rivedere organicamente l’intero sistema giudiziario”. Questa sera, presso il Circolo della Stampa di Avellino, in Corso Vittorio Emanuele, si è tenuto il convegno dal titolo “Le problematiche carcerarie attuali”, un appuntamento che ha riunito rappresentanti del mondo politico, giuridico e dell’associazionismo per discutere delle condizioni del sistema penitenziario italiano e delle prospettive di riforma. A introdurre i lavori è stata Sonia Lombardo, mentre a moderare l’incontro la dottoressa Rosa Criscuolo.
comune.alba.cn.it, 4 ottobre 2025
Coinvolge tutti gli attori che si occupano della Casa di Reclusione albese ed ha l’obiettivo di condividere conoscenze e competenze sul tema specifico per lo sviluppo di iniziative concrete. Ad Alba è stato attivato il Tavolo Territoriale Carcere per la Casa di Reclusione “G. Montalto” promosso dal CSV Società Solidale ETS in collaborazione con il Comune di Alba, attraverso l’Assessorato alle Politiche Sociali guidato dall’assessora Donatella Croce ed il Garante comunale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Emilio De Vitto.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 4 ottobre 2025
A che punto sono i diritti civili in Italia? Se c’è un luogo adatto a stilare un bilancio, quello è il Congresso dell’Associazione Luca Coscioni. Che da anni porta le sue battaglie nelle piazze e nei tribunali, mantenendo un filo diretto con i cittadini che chiedono spazi di autodeterminazione nel campo dei temi etici. La due giorni prenderà il via domani ad Orvieto, in Umbria: la Regione di Luca Coscioni e anche di Laura Santi, protagonista nell’ultimo anno della campagna sul fine vita. Affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla, la giornalista 50enne è morta lo scorso luglio nella sua casa di Perugia dopo aver ottenuto il via libera al suicidio assistito.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 ottobre 2025
L’arresto, la scarcerazione e il rimpatrio lampo del torturatore libico Osama Elmasry Njeem - noto nelle cronache come Almasri - rappresentano il sintomo più evidente del cortocircuito tra obblighi internazionali, interessi di sicurezza nazionale e rapporti di cooperazione costruiti su scala diplomatica e operativa con Tripoli. Da una parte le indagini della magistratura che hanno coinvolto ministri dell’attuale governo; dall’altra la gestione politica e i vincoli pratici con le autorità libiche, nati attraverso il Memorandum d’intesa del 2 febbraio 2017 firmato dal governo di centrosinistra. È inevitabile pensare che il rimpatrio di Almasri sia legato al mantenimento di questi equilibri con un’area strategica come la Libia. A novembre 2025, salvo una discussione a sorpresa in Parlamento, come di consueto il Memorandum sarà rinnovato.
di Vincenzo Imperitura
Il Dubbio, 4 ottobre 2025
Minorenne al momento della traversata dalla Libia, il giovane ha trascorso quasi due anni in carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nessun contatto con gli organizzatori del viaggio, nessuna mansione da svolgere sul battello scassato e pieno di quasi trecento disperati in fuga dalla Libia che attraversava il Mediterraneo fino alle coste della Calabria, nessun collegamento diretto con il gruppo a capo dell’ennesimo viaggio della speranza: Ahmed Albahlawan non era uno scafista ma solo un ragazzino di 17 anni in fuga.
di Giulio Cavalli
Il Domani, 4 ottobre 2025
Solo nel 2025 i morti e dispersi sono stati 1.293, che diventano 1.646 se si include anche la rotta atlantica verso le Canarie. Dal naufragio di Lampedusa del 2013 a oggi, le promesse disattese sono il ritornello che accompagna, puntualmente, le nuove bare allineate sulle coste. Nella Giornata della memoria e dell’accoglienza, i numeri ufficiali inchiodano la cronaca. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dal 2014 al 24 settembre 2025 sono morte o scomparse quasi 33mila persone lungo le rotte del Mediterraneo. Solo nel 2025 i morti e dispersi sono stati 1.293, che diventano 1.646 se si include anche la rotta atlantica verso le Canarie, sempre più battuta e sempre più letale. Il 78% delle vittime riguarda il Mediterraneo centrale, la rotta che dalle coste libiche tenta di raggiungere l’Italia. È il mare che separa, ma soprattutto il mare che inghiotte.
di Flavia Amabile e Edoardo Venditti
La Stampa, 4 ottobre 2025
Cento cortei venerdì hanno paralizzato le città, manifestanti bloccano porti, stazioni e autostrade. Cariche e lacrimogeni a Bologna e Milano. Per il Viminale circa 500 mila le presenze. “E ‘mo menace pe’ du’ ova!”, urlano. Non sono due le uova che hanno appena lanciato, saranno una ventina, vanno a infrangersi sui blindati della polizia schierati davanti al ministero dei Trasporti. Poco dopo scoppia un petardo e ci sono alcuni pugni battuti sul portone dell’ambasciata tedesca. Le tensioni a Roma finiscono qui.
di Francesco Malfetano
La Stampa, 4 ottobre 2025
Ipotesi sanzioni fino a un milione di euro per le mobilitazioni sindacali senza preavviso. Spaccare il fronte sindacale. È l’ossessione che attraversa da ore i palazzi della maggioranza. Non si tratta solo di gestire l’ennesima piazza difficile, ma di indebolire l’avversario considerato in questa fase più temibile: Maurizio Landini. A Palazzo Chigi lo guardano ormai come a un leader del centrosinistra più che a un capo sindacale, accusandolo di aver messo in piedi una “campagna politica” mirata a logorare l’esecutivo. E la risposta che Giorgia Meloni e i suoi stanno preparando è di quelle muscolari: sanzioni più pesanti in caso di scioperi dichiarati illegittimi dalla Commissione di garanzia e una narrazione tutta incentrata sullo smascherare il segretario Cgil davanti all’opinione pubblica. Frenata, almeno per ora, l’ipotesi messa sul tavolo da Matteo Salvini di cauzioni per chi organizza manifestazioni violente.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 4 ottobre 2025
Gli avvocati della missione denunciano la violazione del diritto di difesa. ll legale belga Alexis Deswaef si è rifiutato di firmare una falsa ammissione di colpevolezza. Abbordaggio delle imbarcazioni, trasferimento in un centro di detenzione ed espulsione. Sono queste le fasi che hanno caratterizzato il tentativo (fallito) degli attivisti della Global Sumud Flottilla di raggiungere via mare Gaza e consegnare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Dopo essere stati condotti nel porto di Ashdod per gli adempimenti davanti alla polizia e alle autorità di frontiera (identificazione e dichiarazioni sulle condizioni di salute), gran parte dei partecipanti alla missione della Flotilla - in tutto 473 persone di varie nazionalità - hanno raggiunto in autobus il carcere di Saharonim, nella città di Kziot (nel deserto del Negev), nelle vicinanze del confine egiziano. In tutte le fasi che hanno riguardato l’avvicinamento al mare territoriale palestinese - è utile ricordarlo - le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele si sono susseguite (si veda anche Il Dubbio di ieri). A partire dal blocco navale imposto da tempo. In base al diritto bellico le navi che vengono adoperate per missioni prettamente di assistenza umanitaria, come nel caso della Global Sumud Flotilla, sono esenti da attacchi da parte di navi da guerra di uno Stato. Israele avrebbe dovuto consentire l’arrivo e la distribuzione di beni di prima necessità alla popolazione palestinese.
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