informareonline.com, 3 ottobre 2025
Il tema del reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti sarà al centro del convegno “Una vita in comune, dopo il carcere. Rinascere con le istituzioni locali: quali prospettive?”, in programma alle ore 10.30 presso l’Auditorium della Provincia di Caserta, in via A. Ceccano. L’evento, promosso dal Garante provinciale dei diritti delle persone private della libertà, don Salvatore Saggiomo, nasce per affrontare le difficoltà e le opportunità del ritorno alla vita libera dopo il carcere, con il contributo di istituzioni, enti locali, terzo settore, scuole, università e imprese.
di Simonetta Sciandivasci
La Stampa, 3 ottobre 2025
L’incontro coordinato da Vittorio Lingiardi all’Università La Sapienza di Roma. Quant’è diventato difficile parlarci, e intenderci. Tra amici e amanti, tra genitori e figli, tra chi difende e chi si difende, tra chi ferisce e chi cura, tra medici e pazienti, tra medici e medici. Intenderci, forse, ci importa poco: ci interessa di più parlare che parlarci, sebbene parlarci sia ciò che ci rende umani. Noi siamo un colloquio e quindi ci ascoltiamo, scrisse Hölderlin, poeta, schizofrenico per buona parte della sua vita: era uno dei versi preferiti di Eugenio Borgna, lo psichiatra della tenerezza e della fragilità, uno dei più importanti della psichiatria italiana, piemontese (di Borgomanero), morto a dicembre scorso, a 94 anni, dopo una vita spesa per una comprensione umana della follia, e una dimensione etica della cura della malattia mentale.
di Luigi Abiusi
Il Manifesto, 3 ottobre 2025
Cinema Con “Elisa”, ancora nelle sale, il regista ha affrontato un passaggio che si riflette nelle nuove ambientazioni. Il film mette in luce i gesti e le espressioni di una colpa senza motivo apparente. Un Di Costanzo raggelato, rigoroso; un cinema scarnito, anche estenuato (da canonici ingombri di figure e di dialoghi, messi di solito a garanzia della narrazione, ora invece silente, latente) quello di Elisa, puntellato da musiche gelide, graffianti, di un post-rock all’insegna di arpeggi metallici, e di cui la protagonista è perfetto correlativo soggettivo: Barbara Ronchi che sembra seguire una metrica intima, fatta di gesti, espressioni, parole monche, dettati da un senso di alienazione, lo sgomento costante, da uno stridore, cigolio acceso nei recessi più nascosti della coscienza.
di Luigi Abiusi
Il Manifesto, 3 ottobre 2025
Cinema Con “Elisa”, ancora nelle sale, il regista ha affrontato un passaggio che si riflette nelle nuove ambientazioni. Il film mette in luce i gesti e le espressioni di una colpa senza motivo apparente. Un Di Costanzo raggelato, rigoroso; un cinema scarnito, anche estenuato (da canonici ingombri di figure e di dialoghi, messi di solito a garanzia della narrazione, ora invece silente, latente) quello di Elisa, puntellato da musiche gelide, graffianti, di un post-rock all’insegna di arpeggi metallici, e di cui la protagonista è perfetto correlativo soggettivo: Barbara Ronchi che sembra seguire una metrica intima, fatta di gesti, espressioni, parole monche, dettati da un senso di alienazione, lo sgomento costante, da uno stridore, cigolio acceso nei recessi più nascosti della coscienza.
di Flavia Perina
La Stampa, 3 ottobre 2025
L’unità nazionale non si addice ai tempi, alle destre, alle sinistre, a nessuno, e quando c’è è meglio nasconderla, vai a vedere che qualcuno dica: intelligenza col nemico, tradimento, passo indietro. Così l’oggettivo risultato politico raggiunto dal governo con la risoluzione su Gaza, approvata ieri senza voti contrari (caso più unico che raro su questioni di questo rilievo), è minimizzata a evento collaterale di una furibonda zuffa su tutto il resto: lo sciopero della Cgil, la Flotilla, le manifestazioni, i “teppisti” da rimandare a casa con i manganelli, la Portavoce della Commissione europea Eva Hrncinova, Maurizio Landini “che vuole dare una spallata al governo”. E davvero non si capisce come mai un esecutivo che ha chiesto e ottenuto una posizione unitaria sul piano di pace per Gaza, anche se in versione minimal (l’astensione delle opposizioni), preferisca isolarla nel Palazzo come se non gli interessasse raccoglierne i frutti rasserenanti nel Paese.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 3 ottobre 2025
Mobilitazione generale. Questo l’effetto scatenato in Italia dall’intercettazione della Global Sumud Flotilla. Appresa la notizia del blocco della missione umanitaria da parte delle autorità di Tel Aviv, migliaia di persone hanno inondato le strade e le piazze di numerose città italiane sventolando bandiere della Palestina e intonando cori di solidarietà verso il popolo palestinese, e di condanna per il governo israeliano. Le manifestazioni sono proseguite ieri, guidate dagli studenti, che a Bologna e Milano hanno occupato le università. Nel capoluogo emiliano si sono registrati scontri tra la polizia e i manifestanti, che hanno tentato di entrare nella stazione di piazza Medaglie d’Oro per bloccare il traffico ferroviario. Oggi è prevista un’altra giornata di mobilitazioni con lo sciopero generale proclamato da Cgil e Usb, che però è stato dichiarato illegittimo dalla Commissione di garanzia degli scioperi per violazione dell’obbligo di preavviso previsto dalla legge 146/90, mentre per sabato è prevista una manifestazione nazionale.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 3 ottobre 2025
“Blocchiamo tutto” Tutti i sindacati difendono le ragioni costituzionali dell’astensione dal lavoro per la Flotilla e Gaza. Salvini cambia idea sulla precettazione. E Meloni fa l’incendiaria e attacca il movimento. Lo sciopero generale è confermato da tutte le organizzazioni sindacali che lo hanno indetto oggi: Cgil, Usb, Cub e Sgb, S.I. Cobas, Unicobas, Adl e Cobas tra gli altri. Tutte presenteranno un ricorso al giudice del lavoro contro la delibera della Commissione di garanzia sugli scioperi che ieri lo ha dichiarato “illegittimo” per la mancanza di preavviso. L’esame richiederà alcuni giorni e, a prescindere dalla decisione che sarà adottata dal giudice, non potranno esserci sanzioni o multe per i lavoratori che hanno aderito alla protesta: in assenza di una precettazione, l’eventuale sanzione - se comminata - si applica alle organizzazioni sindacali che hanno proclamato il fermo e non può superare i 50mila euro.
di Diego Motta
Avvenire, 3 ottobre 2025
L’Usb e le sigle di base hanno compattato in questi mesi lavoratori portuali, studenti, dipendenti pubblici. Il tema trainante della “causa palestinese” e la formula del collettivo hanno funzionato. Chi c’è dietro alla mobilitazione delle piazze per Gaza? E quale “popolo” rappresenta? La domanda non è peregrina, se soltanto si pensa alla capacità dimostrata dagli organizzatori nell’ultimo mese di coinvolgere, soprattutto nelle grandi città, mondi diversi alle varie manifestazioni.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 3 ottobre 2025
Un fenomeno globale, fatto non solo di barconi, in gran parte femminile, vittima di politicizzazioni. Accogliere gli immigrati missionari di speranza - nel fine settimana il Giubileo del mondo missionario e dei migranti - richiede un cambiamento dello sguardo, e una conoscenza più fondata del fenomeno può contribuire a muovere in questa direzione. Cerchiamo quindi d’individuare alcune tendenze salienti della mobilità umana attraverso le frontiere. Globalmente, gli immigrati internazionali nel mondo sono stimati dall’Onu in 304 milioni (dato 2024), il 3,6% della popolazione mondiale. Di questi, 51,6 milioni sono rifugiati internazionali o richiedenti asilo: circa un sesto del totale.
Il Dubbio, 3 ottobre 2025
L’ottava volta alla Consulta. Il GIP di Bologna solleva dubbi sull’articolo 580 del Codice penale per il caso della signora Paola, 89enne accompagnata in Svizzera. Al centro il “requisito del trattamento di sostegno vitale”. La questione del fine vita torna per l’ottava volta all’attenzione della Corte Costituzionale italiana, in seguito a un’ordinanza depositata il 29 settembre dal GIP del Tribunale di Bologna, Andrea Romito. Il giudice ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 580 del Codice penale, che disciplina l’istigazione o l’aiuto al suicidio, in risposta a una richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Bologna due anni e mezzo fa.
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