di Francesca Schianchi
La Stampa, 2 ottobre 2025
Il filosofo: “Con l’accordo Usa tra qualche anno in Israele ci sarà un’Intifada permanente”. Nel tardo pomeriggio, quando le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono entrate da ore nella zona a rischio, poco prima che vengano intercettate dalla Marina israeliana, il professor Massimo Cacciari prevede “che si fermino, ovviamente. Anche se siamo alla completa destrutturazione di ogni forma di diritto internazionale: non mi risulta che si sia mai stabilito che le acque di fronte a Gaza sono di Israele, quindi non avrebbe il diritto di fermare le barche”.
di Elena Loewenthal
La Stampa, 2 ottobre 2025
Israele, nella persona del suo primo ministro in rappresentanza del governo, ha accettato due giorni fa il piano di pace in 20 punti proposto dagli Stati Uniti. Hamas ancora no. Non è un ultimatum, quello che Trump ha comunicato ai miliziani del movimento che due anni fa ha cominciato questa terribile guerra con i massacri del 7 ottobre. È la concessione di un tempo largo, in un momento così cruciale. Quattro o cinque giorni di tempo per dire sì o no a una proposta se non storica certo fondamentale per quella regione, capace di mutare le sorti dei milioni di persone che ci vivono.
di Katia Poneti e Riccardo Girolimetto
Il Manifesto, 1 ottobre 2025
Parlare di salute mentale in carcere è parlare di un ossimoro, tanto è inconciliabile la detenzione con il benessere fisico e mentale. Come funziona il sistema sanitario in carcere per la prevenzione nel campo della salute mentale e per la presa in carico delle patologie psichiatriche? È garantito il diritto dei malati più gravi ad essere curati - di regola - fuori dal carcere? A questi interrogativi ha provato a rispondere la ricerca “Salute mentale in carcere dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari” realizzata dalla Società della Ragione in collaborazione con l’Ufficio del Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana, grazie al finanziamento dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
di Angela Stella
L’Unità, 1 ottobre 2025
“La Russa è la seconda carica dello Stato, nonostante ciò e l’impulso che aveva avuto la sua proposta in estate, dalla maggioranza non è arrivata nessuna apertura. Noi insistiamo con proposte concrete”, dice la senatrice dem Anna Rossomando, vice presidente del Senato.
di Guido De Liso
Giornale di Brescia, 1 ottobre 2025
Sono un condannato all’ergastolo, detenuto da oltre 24 anni e da 2 ammesso al regime di semilibertà, almeno lo sono stato fino a prima del mio arrivo a Verziano, a Brescia. Non nascondo che i miei primi anni di carcere sono stati abbastanza turbolenti, fino a quando non ho fatto un incontro speciale che man mano mi ha mostrato un punto di vista totalmente diverso. Ho incontrato la cultura! Sono entrato in carcere che non sapevo né leggere né scrivere. Ho incontrato persone molto speciali: persone che non dovrebbero mai mancare nelle carceri: gli insegnanti, portatori di speranza e salvezza.
di Flavia Landolfi
Il Sole 24 Ore, 1 ottobre 2025
Terza cabina di regia a Palazzo Chigi sull’edilizia penitenziaria. Il ministro Nordio: “Entro il 2026 sovraffollamento risolto”. L’associazione Antigone: “Piano inutile”. Si è svolta ieri a Palazzo Chigi la terza riunione della cabina di regia per l’edilizia penitenziaria, appuntamento ormai periodico per dare gambe al Piano carceri varato a luglio con il dettaglio degli interventi da attuare. Alla riunione, promossa anche dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, i sottosegretari alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove e Andrea Ostellari, il commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 1 ottobre 2025
“Andremo avanti sulla riforma della giustizia e non contro la magistratura ma per liberare la magistratura dalla malapianta delle correnti politicizzate: la vogliamo liberare dalla politica”: lo ha detto ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al comizio elettorale a Lamezia Terme a sostegno di Roberto Occhiuto. Ancora presto per dire se questo sarà lo slogan della campagna del referendum. Certo è che più passano i giorni, più aumentano le occasioni e più la premier incalza sulla riforma della giustizia. E dall’altra parte dell’emiciclo che succede?
di Edmondo Bruti Liberati
Il Dubbio, 1 ottobre 2025
La riforma di Nordio potrebbe indebolire il Consiglio superiore, vero pilastro dell’indipendenza giudiziaria. “Spiacente di deludervi, ma la notizia della mia morte è grandemente esagerata.” Così Mark Twain in un telegramma all’Associated Press, dopo aver appreso che era stato pubblicato il suo necrologio. Si parva licet la stessa impressione mi ha destato il titolo “Ma è antico il no dell’Anm al diritto penale liberale” che Il Dubbio di ieri l’altro ha posto ad un contributo del prof. avv. Oliviero Mazza. Una volta tanto non si può dire che il titolista abbia forzato il contenuto dell’articolo.
di Alberto de Sanctis e Lorenzo Zilletti
Il Riformista, 1 ottobre 2025
Le definisce “affermazioni che, se sono state effettivamente rese, lasciano sconcertati”, Guido Piffer, magistrato già presidente di sezione penale della Corte d’Appello di Milano e autore di prestigiose pubblicazioni giuridiche. Stiamo parlando dell’uscita di Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, all’indomani della sentenza torinese sul caso Regna. L’onorevole di Coraggio Italia ha infatti tenuto a far sapere ai media di aver “già provveduto alla richiesta degli atti del procedimento”, con l’intenzione di portare in ufficio di presidenza la richiesta di audizione dell’estensore del provvedimento.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 1 ottobre 2025
“Mai come questa volta l’incertezza è massima”, afferma un consigliere del Consiglio superiore della magistratura, interpellato ieri per avere qualche delucidazione su quello che è diventato ormai a tutti gli effetti il classico “tormentone”. Ed in effetti, dopo giorni di discussioni interminabili, ancora ieri pomeriggio non si conoscevano i nomi dei futuri componenti delle Commissioni di Palazzo Bachelet. “È evidente che le correnti continuano ad esercitare un forte potere di condizionamento delle attività consiliari”, afferma Antonio Leone, ex laico del Csm.
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