di Camilla Colombo
Il Sole 24 Ore, 6 agosto 2026
L’ultimo intervento legislativo, che ha riguardato minori e sicurezza, è stato l’annuncio della modifica dell’articolo 98 del Codice penale, con l’introduzione di una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per i giovani tra i 14 e i 18 anni. Un’accelerazione verso un modello securitario che, anziché prevenire il disagio sociale, lo considera come una questione di ordine pubblico, con il rischio di minare il principio costituzionale della funzione rieducativa tramite un automatismo punitivo. A sottolineare questo rischio, dopo gli allarmi lanciati nei giorni scorsi da penalisti e psicologi, è il rapporto di metà anno di Antigone, intitolato “L’estate nelle carceri italiane tra sovraffollamento ed emergenze”.
di Maria Gomiero
Avvenire, 6 agosto 2026
Tra poco, compirà tre anni il decreto Caivano. Il 15 settembre 2023 è stato approvato il decreto legge n 123, per contrastare la criminalità giovanile. “È stato il più grande stravolgimento normativo del sistema della giustizia minorile dal 1988, quando entrò in vigore il codice di procedura penale minorile che aveva reso il nostro sistema un punto di riferimento anche per molti Paesi europei” spiega Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell’Osservatorio minori di Antigone. I dati, raccolti nel rapporto di metà anno sullo stato delle carceri italiane, confermano le sue parole.
di Annachiara Valle
Famiglia Cristiana, 6 agosto 2026
“I ragazzi che finiscono dietro le sbarre provengono da ambienti nei quali non si valutano gli effetti dei propri comportamenti. Dobbiamo dare a questi “guerrieri” nuove opportunità, volgendo in bene il coraggio e la determinazione di cui hanno dato prova”. A pochi passi dal golfo di Napoli, separata dalla terraferma da un ponte che sembra sospeso tra due mondi, c’è un’isola che, per dirla con Edoardo Bennato, “sembra inventata”. Nisida è mare, è bellezza, è carcere minorile. Da trent’anni Gianluca Guida, il suo direttore, attraversa quel ponte ogni giorno, con la stessa emozione della prima volta, confessa nel suo ultimo libro “Guerrieri” (Il Pellegrino).
di Andrea Carlino
orizzontescuola.it, 6 agosto 2026
Sono numeri che raccontano una nazione sempre più severa con i suoi giovani, ma non per questo più sicura. Il Rapporto di metà anno 2026 di Antigone, l’associazione che da decenni osserva le maglie del sistema penitenziario, restituisce un ritratto inquietante: da una parte i 572 ragazzi rinchiusi nei 20 Istituti Penali per Minorenni, una cifra stabile rispetto ai 559 del giugno 2025 ma che nasconde un paradosso drammatico. Dall’altra il numero dei bambini in carcere con le loro madri è schizzato da 11 a 30 in appena quindici mesi, effetto diretto delle modifiche legislative volute dall’esecutivo. L’analisi non lascia spazio a interpretazioni ambigue.
di Antonio Nastasio*
L’Opinione, 6 agosto 2026
Ogni volta che il sistema penitenziario attraversa una crisi si torna a parlare di carenza di organici, sovraffollamento, aggressioni al personale, suicidi e difficoltà organizzative. Si invocano nuove norme, maggiori risorse economiche e interventi emergenziali. Raramente, però, ci si interroga sulla questione centrale: il modello organizzativo attraverso il quale vengono governati gli istituti penitenziari. Il carcere non vive negli uffici della Direzione. Vive nei reparti, nelle sezioni detentive, nei corridoi, nei luoghi dove gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria trascorrono ogni giorno accanto alle persone detenute. È lì che si costruisce la sicurezza, si prevengono i conflitti, si colgono i segnali del disagio e si realizza concretamente la funzione costituzionale della pena.
italpress.com, 6 agosto 2026
Manca: “Il carcere sia un’opportunità di riscatto, non solo di pena”. La Regione Sardegna investe 1.491.305,67 euro per trasformare il periodo della detenzione in un’opportunità concreta di crescita, formazione e riscatto. Con l’approvazione dell’avviso pubblico “Attuazione Modelli di intervento per l’inclusione Attiva dei Detenuti (Ama De) - Progetto Per.S.E.I.De. Percorsi Socio-Educativi e di Inserimento per i Detenuti”, l’Assessorato del Lavoro punta a rafforzare le politiche di inclusione sociale, offrendo ai detenuti strumenti e competenze per costruire un futuro diverso e ridurre il rischio di recidiva.
tvprato.it, 6 agosto 2026
Un detenuto nigeriano di 32 anni è stato ucciso nella tarda serata di ieri, mercoledì 5 agosto, all’interno della casa circondariale della Dogaia di Prato. La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta e procede, allo stato delle indagini, per il reato di omicidio preterintenzionale. Secondo quanto reso noto dalla Procura, il fatto è avvenuto nella camera di sicurezza numero 171 della settima sezione, destinata ai detenuti ristretti per reati sessuali. La vittima condivideva la cella con altri tre detenuti. L’uomo è stato trovato con ecchimosi all’interno del labbro superiore, una ferita lacero-contusa nella zona frontale sinistra e una fuoriuscita di sangue dalle narici. Il medico legale ha accertato un trauma cranico, provocato verosimilmente da un corpo contundente. Il decesso è stato constatato alle ore 23,18.
di Silvia Bini
La Nazione, 6 agosto 2026
Il grande caldo ad oltranza e il sovraffollamento amplifica in queste settimane l’emergenza Dogaia: quattro detenuti in nove metri quadri stipati in celle roventi in tre sezioni, carenze negli organici di polizia penitenziaria - a cui si somma in estate la turnazione feriale -, condizioni igienico-sanitarie gravose, la presenza di un sistema strutturato che la procura di Prato ha definito in più occasioni “di elevatissima illegalità” che garantisce ai detenuti rifornimenti di droga (hashish, cocaina, eroina) e smartphone dall’esterno. Settimanale ormai il tentativo con plichi, involucri e drone con lenze attaccate di approvvigionare i detenuti della casa circondariale.
firenzedintorni.it, 6 agosto 2026
“Occorrono nuovi istituti penitenziari, tecnologie di sicurezza e una riforma dell’ordinamento”. Il procuratore di Prato Luca Tescaroli torna a parlare dell’emergenza carceri, indicando le priorità per affrontare criticità come sovraffollamento, carenza di organici e sicurezza negli istituti penitenziari. “Credo ci sia innanzitutto l’esigenza di una visione a lungo termine, che è quella di avere una politica penitenziaria coerente con la necessità di impedire che le carceri vengano impiegate come luoghi dove si commettono delitti. Servono organici adeguati per la polizia penitenziaria, così come percorsi per favorire l’integrazione dei detenuti stranieri. Quanto al gravissimo problema del sovraffollamento, occorre un aumento significativo degli istituti penitenziari”, afferma Tescaroli.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 6 agosto 2026
La storia della più giovane detenuta che si è tolta la vita nel 2026. Tossicodipendente, aveva chiesto di essere curata, di poter scontare la pena per furti e ricettazione, in una Comunità. Era una ragazza a cui bastava una speranza per guardare al suo futuro. Ma aveva bisogno di essere curata dalle sue dipendenze, lo aveva chiesto lei stessa. Ma le hanno negato sempre tutto: no alla Comunità, no agli arresti domiciliari a casa dei genitori, no a qualsiasi beneficio. E quando è arrivata la seconda condanna e l’hanno trasferita di carcere, si è uccisa”. Così uno dei legali che l’ha difesa ricorda Abrar Jarrar, 21 anni appena, nata a Cremona da genitori stranieri, la più giovane detenuta suicida di questo 2026. L’hanno trovata che penzolava dalla finestra della sua cella nel carcere di Spini di Gardolo a Trento la mattina del 24 maggio.
- Treviso. Cgr Young, la giustizia riparativa nelle mani dei ragazzi
- Asti. Garante dei detenuti, presentata la relazione annuale: “Cinque impegni per la città”
- Asti. Quest’anno non si è potuta svolgere la “Partita con mamma e papà”. Ma perché?
- Tolmezzo (Ud). Coperte terapeutiche dal carcere alle persone con demenza
- Il decreto giustizia-migranti è legge









