di Sabino Cassese
Corriere della Sera, 23 settembre 2025
I nostri governi rappresentano solo un quarto del Paese reale; negli ultimi venti anni, il numero degli uomini che si informano e discutono di politica è diminuito di quasi il 13 per cento e si attesta intorno a poco più della metà; quello dei giovani tra 18 e 24 anni non supera un terzo. Lo stato attuale di belligeranza tra maggioranza e opposizioni logora la democrazia, non la arricchisce. Competizione politica non vuol dire farsi la guerra, ma cercare maggiore seguito nell’opinione pubblica. L’interlocutore delle forze politiche, il giudice di ultima istanza, è l’elettorato. Ma questo stato di belligeranza alimenta il rifiuto: solo poco più del 63 per cento degli aventi diritto al voto si reca alle urne, con la conseguenza che i nostri governi rappresentano solo un quarto del Paese reale; negli ultimi venti anni, il numero degli uomini che si informano e discutono di politica è diminuito di quasi il 13 per cento e si attesta intorno a poco più della metà; quello dei giovani tra 18 e 24 anni non supera un terzo. L’astensionismo elettorale non è dovuto ad apatia, se si confronta il numero degli iscritti ai partiti, non più del 2 per cento della popolazione, con quello delle persone impegnate nel volontariato, stimato nel 9 per cento.
di Luca Marconi
Corriere della Sera, 23 settembre 2025
A Napoli l’inaugurazione dell’anno scolastico: “L’Intelligenza Artificiale non diventi potere contro chi la adopera, occorre capacità critica”. A Mattarella le richieste degli abitanti dell’area flegrea per la messa in sicurezza delle case. “La guerra? Purtroppo c’è il male, la cattiveria e la prepotenza, se c’è in piccolo nella vita quotidiana, c’è in grande nella politica internazionale. Ed è incomprensibile perché danneggia tutti, nessuno vince. È priva di senso e ragionevolezza. Per questo voi bambini siete importanti per fare crescere la consapevolezza in tutti che occorre allontanare questo pericolo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispondendo ad una domanda di uno dei bambini ricoverati nell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli. “Questa consapevolezza che manifestate - ha aggiunto - è preziosa, perché in futuro la vostra generazione sarà in grado di fare più e meglio di quanto fatto dalla mia generazione”.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 23 settembre 2025
Senza il passato, il nostro tempo è solo presente e questo è l’humus di ogni autoritarismo. Assistiamo impotenti alla più formidabile de-costruzione di ogni forma di Diritto che sia mai esplosa in epoche di grande crisi. Si ha un bel fare gli storici disincantati. Come potrebbero nella radicale trasformazione di equilibri politici ed economici, nella metamorfosi delle stesse culture conservarsi quei principi sui quali sembrava almeno orientarsi il mondo di ieri? Non sono sempre stati sventolati come virtù europea tali principi, a gara tra cristiani e illuministi? Sì - ironizza il nostro storico disincantato - ma alle parole quando mai sono seguiti i fatti? E allora perché continuare a chiamarci europei e non, che so, Sciti?
di Laura Pennacchi
Il Manifesto, 23 settembre 2025
Il dominio delle “tecniche” neoliberiste di governo ha scatenato insicurezza, degrado di status, rabbia verso le élite che hanno fatto le fortune di forze autoritarie à la Trump. La violenza distruttiva non è un episodio, specie negli Usa, nasce dal soffiare estremistico sul fuoco delle destre. Non serve la “moralizzazione” ma la funzione aspra della critica. L’ininterrotto scatenamento di conflitti non mediati politicamente sulla scena mondiale e l’accentuata instabilità dei sistemi politici occidentali (significativo da ultimo il caso della Francia) parlano di qualcosa di più di una crisi della democrazia, qualcosa che investe più nel profondo la dimensione politica tout court.
di Massimo Nava
Corriere della Sera, 23 settembre 2025
Mentre l’ONU si spegne fra veti incrociati, inazione e tagli di risorse, si rafforzano alleanze in contrapposizione con l’Alleanza atlantica. “La Nato è in stato di morte cerebrale”. L’espressione usata dal presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista del novembre 2019 suscitò sorpresa e sarcasmo su un’analisi che suonava come un colossale abbaglio. In realtà, la Nato - peraltro allargata - è più viva e necessaria che mai se consideriamo gli sconvolgimenti nel cuore dell’Europa seguiti all’invasione russa dell’Ucraina. Come sempre, una sentenza estrapolata dal contesto si presta a semplificazioni.
di Andrea Malaguti
La Stampa, 23 settembre 2025
“Il suddito ideale di un regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l’individuo per il quale la distinzione tra realtà e finzione non esiste più”. Hannah Arendt (“Le origini del totalitarismo” - Einaudi). Sappiamo ancora distinguere il Bene dal Male? È rimasto, dentro di noi, un briciolo di etica, e, persino, di umanità? Abbiamo la forza di vedere l’altro per quello che è o lo vediamo solo per come siamo noi? Domande gigantesche. Che fino ad un paio di anni fa, nonostante la violenza russa in Ucraina e mille tensioni planetarie, sarebbero state più adatte ad un seminario universitario. Ma che oggi, con l’incessante distruzione dei valori occidentali, dagli Stati Uniti a Gerusalemme, dovrebbero diventare un’ossessione.
di Anna Momigliano
Corriere della Sera, 23 settembre 2025
L’annuncio del presidente Al Sisi: il blogger 43enne era in prigione dal 2019. Incarcerato più volte già ai tempi di Mubarak e poi di Morsi, l’ultima volta è stato accusato di diffondere “notizie false” per un like su Facebook. Dopo quasi dodici anni di carcere, il più famoso dissidente egiziano, Alaa Abdel-Fattah, sarà finalmente libero: la grazia è stata annunciata ieri dal presidente Abdel Fattah Al Sisi, che non brilla certo per il garantire i diritti degli oppositori politici, dopo un incessante campagna lanciata da varie Ong e, soprattutto, dal governo britannico. Si sono spesi in prima persona il primo ministro Keir Starmer, che ha telefonato ad Al Sisi tre volte per chiedere la liberazione dell’attivista, e il ministro degli Esteri David Lammy.
di David Allegranti
publicpolicy.it, 22 settembre 2025
Domenica mattina una detenuta si è suicidata, impiccandosi, nella sezione femminile del carcere di Perugia. È il 62esimo suicidio in carcere (l’anno scorso sono stati 91, cifra record, persino superiore agli 84 del 2022), secondo i calcoli di Ristretti Orizzonti da sommarsi ai 3 suicidi tra gli operatori. “Numeri inconcepibili per un paese che voglia dirsi civile, ma che tuttavia non riescono a smuovere le coscienze di quanti dovrebbero intervenire compiutamente sull’emergenza penitenziaria, a cominciare dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio”, osserva Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil-Pa Polizia Penitenziaria.
di Camilla Malatino
L’Opinione, 22 settembre 2025
La presenza crescente di detenuti stranieri negli istituti penitenziari italiani pone con urgenza il problema della mediazione linguistica. La Costituzione, all’articolo 24, garantisce a tutti il diritto di difesa in ogni stato e grado del procedimento, mentre l’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo sancisce il diritto dell’imputato a essere informato nella lingua che comprende e ad avvalersi gratuitamente di un interprete. Tuttavia, la fase esecutiva della pena - quella vissuta dietro le mura carcerarie - rimane spesso in una “zona grigia” di tutele effettive, dove la traduzione e l’interpretariato non sono garantiti con la stessa incisività che nelle aule di giustizia.
di Marco Calvarese
ancoraonline.it, 22 settembre 2025
Marcella Reni, notaio calabrese, è stata una delle pioniere della giustizia riparativa in Italia. Fondatrice di Prison fellowship Italia, ispirata dalla sua fede cristiana, da oltre quindici anni promuove percorsi di riconciliazione tra detenuti e vittime attraverso il “Progetto Sicomoro”. In occasione del Giubileo degli operatori di giustizia, condivide con il Sir la sua esperienza e il significato di un cammino che unisce fede, diritto e umanità. La sua testimonianza mostra che la giustizia riparativa non è teoria astratta ma esperienza concreta di riconciliazione e rinascita. In un tempo segnato da conflitti, paure e rancori sociali, il suo lavoro ricorda che “nessuno è solo il suo errore” e che dalla forza del perdono può scaturire una nuova vita. Un messaggio che il Giubileo degli operatori di giustizia è chiamato a raccogliere e rilanciare.
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