percorsiconibambini.it, 19 settembre 2025
Per i minori rendere emotivamente più attraversabile lo spazio prima della visita ai genitori detenuti significa favorire una relazione di fiducia e lavorare con efficacia alla presa in carico dei bambini che si approcciano alla relazione familiare nel contesto del carcere. A Ragusa, nell’ambito del progetto “Labirinti”, hanno collaborato i Clown Dottori di “Ci Ridiamo Su” e gli operatori di “Facciamo Scuola” per supportare gli incontri tra detenuti e figli negli spazi già disponibili. “Soprattutto durante i periodi di vacanza scolastica - spiega un operatore - l’affluenza di tanti piccoli visitatori aumenta, a Ragusa dopo alcuni mesi di gestione emotiva favorita dalle attività svolte con i labirinti gialli si è creata una relazione con le famiglie e spesso i bambini vengono nell’istituto penitenziario più volentieri e spontaneamente.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 19 settembre 2025
Nel carcere di Bollate, una volta alla settimana, alcuni detenuti fanno “yoga della risata”. Angelo Ciccognani, attore, insegnante di teatro e teacher di questa pratica spiega che “anche una risata finta, recitata, produce un cocktail di ormoni che fa stare meglio, anche e soprattutto dentro il carcere. Ma la risata è contagiosa, alla fine diventa vera. Una persona mi ha detto “per un’ora dimentico dove sono”. Dalle sette alle 10 persone, a ridere di gusto per un’ora. È quello che ogni settimana succede nella casa di reclusione di Bollate grazie alle sessioni di yoga della risata che, da maggio, sono portate avanti da Angelo Ciccognani, attore, insegnante di teatro e teacher di questa pratica. “Una bellissima opportunità, potente, profonda e leggera al tempo stesso. Sono stupende le restituzioni da parte dei partecipanti alla fine di ogni incontro”.
La Repubblica, 19 settembre 2025
Attraverso la sua personale esperienza, la penalista napoletana, assieme al giornalista Antonio Vastarelli, racconta le storie di bambini che hanno conosciuto il carcere. “Vite spesso dal destino segnato per sempre”. Sono quei bambini “che hanno un destino spesso segnato per sempre dalle storie delle loro famiglie “i protagonisti del libro della penalista napoletana Annalisa Senese intitolato “Figli cancellati, storie di bambini che hanno conosciuto il carcere” (Giannini Editore) scritto con il giornalista Antonio Vastarelli. “Il libro trae spunto dalla mia esperienza professionale - racconta Senese - che mi ha fatto conoscere il mondo dei figli dei detenuti. Si tratta di bambini e bambine che finiscono dietro i cancelli nella routine dei colloqui familiari oppure addirittura negli istituti a custodia attenuata con le madri. Storie difficili ma che è indispensabile raccontare”.
di Fabio Pinelli*
Il Dubbio, 19 settembre 2025
La violenza sulle donne rappresenta una delle più gravi e diffuse violazioni dei diritti umani, addirittura oltre il tema di genere: è una questione che investe l’intera società, minando i principi di uguaglianza, rispetto e dignità della persona che sono alla base della convivenza civile. La scelta di privilegiare non solo la repressione, ma anche la prevenzione e l’educazione, testimonia una visione lungimirante e responsabile. Prevenire la violenza significa agire sulle cause profonde, promuovere il cambiamento culturale e offrire strumenti concreti per riconoscere e contrastare i segnali di disagio e rischio.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 19 settembre 2025
Nel contesto della condanna della surrogata, ritenuta un reato universale (26/ 7/ 2023) e del conseguente divieto di trascrizione in Italia dei bambini nati all’estero con lo status di figli della coppia committente, il dibattito sull’interesse del minore a conservare anche nel proprio paese analogo status filiationis, ha coinvolto anche la Cedu. Quest’ultima aveva già sollecitato l’Italia a porre rimedio al divieto della trascrizione nell’interesse del minore, nato attraverso surrogata. Un sollecito che aveva portato la Corte costituzionale e la Corte di cassazione a rimediare all’assenza di registrazione del minore attraverso l’adozione speciale, in modo da veder riconosciuto il legame tra il bambino e il genitore d’intenzione e non violare gli obblighi discendenti dalla Convenzione dei diritti dell’uomo.
di Gianna Fregonara e Orsola Riva
Corriere della Sera, 19 settembre 2025
L’Italia è rimasta uno degli ultimi Paesi in Europa in cui non è una materia obbligatoria. D’accordo, la scuola non è una miniera, ma la metafora scelta dalla logopedista Rossella Grenci nel suo ultimo saggio è intrigante e suggerisce, in questo inizio di anno scolastico, più di una riflessione sulle continue occasioni perse con i nostri studenti. Il libro si intitola La scuola dei canarini, dove i canarini sono gli studenti difficili, distratti, fragili, inconcludenti, quelli che ti viene la voglia di mandarli al diavolo, dal preside e poi all’esame a settembre. Proprio loro invece, come gli uccelli canterini che i minatori si portavano sottoterra perché sentivano per primi se c’era una fuga di gas e permettevano di mettere tutti in salvo, dovrebbero far scattare l’allarme: gli alunni deboli, con i loro inciampi, il loro essere un po’ fuori dalle regole e dalla norma, segnalano agli insegnanti se la strada scelta per fare lezione è quella giusta o se invece è meglio tornare indietro e cercare altre vie, altri modi per farsi davvero capire.
di Albertina Sanchioni
Il Manifesto, 19 settembre 2025
Per i giudici di Palazzo Spada le Indicazioni nazionali sono “per molti aspetti inadeguate allo scopo”. Per i sindacati un disastro annunciato, e rilanciano la mobilitazione per il 18 ottobre. Dopo le contestazioni sollevate nei mesi scorsi da sindacati, associazioni di genitori, studenti e docenti, anche il Consiglio di Stato ha rilevato gravi criticità nelle nuove linee guida per infanzia, primaria e medie presentate a marzo dal ministero dell’Istruzione (e del merito). Palazzo Spada ha di fatto sospeso l’espressione del parere sullo schema di regolamento delle Indicazioni nazionali, destinate a sostituire quelle introdotte nel 2012 dall’allora ministro del governo Monti, Francesco Profumo. Una scelta che non equivale a uno stop definitivo, ma che mette in luce le problematiche evidenti del testo, a partire dall’Analisi di impatto della regolamentazione (Air) - la valutazione preventiva, cioè, delle conseguenze di una proposta di legge o di una introduzione normativa, anche dal punto di vista sociale ed economico - che risulta “per molti aspetti inadeguata allo scopo”.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 19 settembre 2025
La trappola della demografia: la paura è quel motore che muove la politica nel ventunesimo secolo. La paura corrode le democrazie. E ad alimentarla può essere la demografia, se vissuta come una minaccia per la convivenza civile: con la proiezione d’un futuro distopico in cui non sapremo più chi siamo e in cosa crediamo. Sta succedendo in Israele, col calvario di Gaza e le continue brutalità in Cisgiordania. Sta accadendo in America, con un clima d’odio che richiama alla mente un film tragicamente di successo dell’anno scorso, Civil War. Ma capita anche da noi, in Europa, con la crescita delle intolleranze e del discorso pubblico violento, in un assurdo ritorno degli opposti estremismi.
di Giovanni Fattore*
Il Fatto Quotidiano, 19 settembre 2025
La memoria storica pesa ancora oggi sulle relazioni internazionali: non possiamo ignorare che per molti paesi l’Occidente resta sinonimo di ipocrisia e dominio. La storia conta perché i fatti e le interpretazioni del passato perdurano nella memoria collettiva e vengono rappresentati dalle visioni dominanti. Questo dato elementare sembra mancare proprio nella nostra cultura occidentale, in cui stato di diritto e valori di eguaglianza e libertà si sono affermati. La nostra storiografia e la sua trasposizione nelle narrative politiche tralasciano sullo sfondo i grandi crimini commessi nei secoli scorsi; li riconosciamo, ma non siamo in grado di capire quanto possano avere plasmato come siamo visti dal resto del mondo. I tre casi più simbolici ma anche molto rilevanti in termini di impatto sociale sono la tratta degli schiavi, le due guerre dell’oppio in Cina e la colonizzazione dell’India.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 19 settembre 2025
I tagli agli aiuti, le crisi a Gaza e In Ucraina e quelle dimenticate in Myanmar e in Africa e tra i temi al centro dell’udienza dell’Alto commissario Onu per i rifugiati con il Papa. Orrore e sgomento per quanto sta accadendo a Gaza, le preoccupazioni per il futuro del Medio oriente, le principali crisi mondiali e per i tagli agli aiuti umanitari del governo americano. E un grazie alla Chiesa per essere la voce spesso unica che ricorda le tante crisi dimenticate, per la collaborazione sul campo e per i corridoi umanitari. Temi al centro dell’udienza di Papa Leone all’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi e degli incontri con il presidente della Cei cardinale Zuppi e con il cardinale Segretario di Stato Parolin. Grandi, alla fine del suo mandato decennale, parla con Avvenire del quadro umanitario globale sempre più drammatico.










