ilpiacenza.it, 14 settembre 2025
All’evento “Oltre la vendetta”, il magistrato di sorveglianza Marcello Bortolato spiega che la giustizia riparativa vuole “risolvere le conseguenze che derivano dal reato, per tutte le persone coinvolte, con l’aiuto di un terzo imparziale”. La novità - o come l’ha preferito definire Bortolato “lo scandalo” - della giustizia riparativa risiede nel mettere “vicino e sullo stesso piano” coloro che hanno subito il danno e coloro che l’hanno cagionato. Trattarli da pari, in un sistema non più verticale ma orizzontale, che permette alle parti di confrontarsi sedute l’una di fianco all’altra. Non si accantona la sofferenza, non si disumanizza il reo (come nel processo ordinario), ma si tende verso l’accordo - un accordo volontario, sottolinea il magistrato - a cui il giudice poi può dare peso nel processo per concedere una riduzione di pena.
agoranotizia.it, 14 settembre 2025
Lunedì 15 settembre, a partire dalle ore 10, l’associazione “Nessuno tocchi Caino” farà visita al carcere di Borgo San Nicola e, all’uscita, prevista verso le 13.30, terrà una Conferenza stampa davanti al carcere. Sarà l’occasione per dar conto delle condizioni del carcere di Lecce in base a quanto riscontrato nel corso della visita e delle proposte volte a superare la grave situazione delle carceri in Italia che sono al collasso a causa del sovraffollamento. Saranno presenti Sergio D’Elia (segretario di “Nessuno tocchi Caino” ed Elisabetta Zamparutti (Tesoriere, i membri del Consiglio Direttivo Anna Briganti e Giuseppe Napoli, Alfredo Lonoce e Ivan Silvestro Siciliano del Movimento Indipendenza, l’avvocato Antonio Morleo Tondo e la Garante dei detenuti di Lecce Maria Mancarella.
di Asja D’Arcangelo
torinocronaca.it, 14 settembre 2025
Grazie al progetto “Ri-vesti”, Lorenzo, Michele e Thomas hanno trasformato abiti usati in una collezione completa. Una passerella insolita e ricca di significato si prepara ad animare la casa circondariale di Verbania nella mattinata di venerdì 19 settembre. L’evento rappresenta il culmine del progetto di economia carceraria “Ri-Vesti”, nato dalla collaborazione tra l’associazione Mastronauta e il Comune di Omegna, con l’obiettivo di far conoscere la realtà del carcere e sostenere le attività di rieducazione e reinserimento sociale.
di Paolo Girotti
Il Giorno, 14 settembre 2025
Una serata di emozioni e musica in carcere con il Centro musicale concertare. La Casa circondariale di Busto Arsizio da qualche mese è entrata a far parte di alcune rassegne culturali (BA Book e May fiber) e ha ospitato due concerti nell’ambito di BA Cultura per l’estate, il primo il 18 luglio e il secondo lo scorso venerdì. In scena nel cortile del carcere due band di giovanissimi, Fullstop e Zeker, che si sono esibite davanti a un gruppo di detenuti e a una cinquantina di cittadini.
di Pietro Pizzolla
gazzettadinapoli.it, 14 settembre 2025
Con professionalità ed estrema sensibilità, Annalisa Senese dà voce ai figli e alle figlie dei detenuti nel libro “Figli cancellati”. Scritto con il giornalista Antonio Vastarelli, il libro è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi e sarà presentato per la prima volta mercoledì 17 settembre, alle ore 18 presso la libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri, Napoli. Dialogano con l’autrice: Antonio Vastarelli, Maria de Luzenberger Milnernsheim, Lucia Castellano. “Figli cancellati” raccoglie sei storie, otto i protagonisti: Salvatore, Imma, Genny, Ciro, Enzo, Riccardo, Ambra e Anita. Bambini e bambine che crescono ai margini della libertà, osservando il mondo attraverso la lente del carcere.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 14 settembre 2025
L’omicidio in America di Charlie Kirk. Bisogna spegnere il fuoco delle parole perché alla fine degenera in violenza. Cosa ci sta succedendo? Cosa sta stravolgendo le opinioni pubbliche occidentali tanto da far smarrire i valori fondamentali che con tanta fatica e tanto sangue abbiamo conquistato nel Novecento? Siamo irriconoscibili. Come se la storia del progresso umano-espressione che dovrebbe contenere non solo il calcolo dei profitti e delle ricchezze ma soprattutto quello delle relazioni umane- si fosse bruscamente interrotto. Come se una mano guantata, medievale e tecnologica, avesse innestato la marcia indietro. Stiamo regredendo. Non accettiamo di convivere con l’altro da noi. Davvero in questi primi anni venti del nuovo millennio dobbiamo tornare a discutere se sia lecito o giustificabile uccidere un avversario politico, in democrazia?
di Massimiliano Panarari
La Stampa, 14 settembre 2025
Dalla “Bestia” leghista ai Vaffa Day, l’hate speech è cresciuto con il neopopulismo. Ma oggi il linguaggio violento usato come clava contro i nemici è trasversale. E così, l’omicidio di Charlie Kirk sembra avere spalancato la consapevolezza delle “porte dell’inferno” della violenza politica. O forse no; ed esclusivamente a senso unico, a giudicare dalle affermazioni di Trump, che ha immediatamente colto l’occasione per addossare la colpa dell’assassinio alla “sinistra radicale”, anziché chiamare la nazione all’unità come imporrebbe la carica che ricopre. E dire, appunto, che questa dovrebbe essere l’occasione per riflettere su una dialettica politica che si è sempre più impregnata di odio, dando (tristemente) ragione a chi sottolineava come l’escalation dell’incivility politics e dell’hate speech nelle nostre già assai ammaccate e denigrate democrazie liberali avrebbe prodotto conseguenze molto gravi.
di Marco Iasevoli
Avvenire, 14 settembre 2025
La violenza politica non può essere tema da campagna elettorale. E come premessa di ogni dibattito servirebbe il “mea culpa” di partiti e leader su come hanno cercato il consenso in questi anni. Se il governo ritiene che ci sia un reale “clima di odio politico” nel Paese, si affidi a piene mani alla Costituzione, la quale indica la via maestra del Parlamento per affrontare le emergenze e le necessità improrogabili del Paese. Si vada nelle Aule dati alla mano, illustrati direttamente dalla presidente del Consiglio, e si proponga ai gruppi parlamentari una strategia per contrastarla.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 settembre 2025
“Abbassare i toni” perché dopo l’omicidio di Charlie Kirk “non bisogna dimenticare che ci possono essere processi di emulazione”. Allora va alzato il livello delle scorte: “C’è stato qualche tono esagerato in sede parlamentare, e anche questo mi ha ispirato”. Del resto, si sa, “chi si occupa di sicurezza deve fare professione di immaginazione”. Parole e musica del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che si trova costretto a gestire il rinnovato allarme per i pericoli che derivano dal clima d’odio fomentato “dalla sinistra”.
di Federico Cella
Corriere della Sera, 14 settembre 2025
La fondazione creata in memoria della figlia uccisa vuole sensibilizzare sulla necessità di un’educazione agli affetti nella scuola italiana. Un obiettivo comune che il Corriere porterà insieme a Cecchettin nelle aule italiane. Trasformare il dolore in impegno sociale. Per Gino Cecchettin è stata una transizione faticosa ma, dato la persona che è, inevitabile. Prima il libro, la lettera “Cara Giulia” alla figlia, e poi la Fondazione Giulia Cecchettin finanziata proprio con la pubblicazione. “La perdita di Giulia mi ha spinto a un impegno incrollabile contro la violenza di genere”, è il pensiero e la missione, condivisa con i figli Elena e Davide.
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