corrieredellacalabria.it, 21 agosto 2025
Il Dap ha comunicato alla Camera Penale di Cosenza l’impossibilità per la stampa di partecipare alla visita nella Casa circondariale di Cosenza. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con una nota, ha comunicato alla Camera Penale di Cosenza l’impossibilità per la stampa di partecipare alla visita nella Casa circondariale di Cosenza, chiesta e organizzata il prossimo 22 agosto, “per constatare le condizioni di vita dei detenuti”. A darne notizia è la Camera Penale di Cosenza. “La motivazione è tanto incredibile, quanto inaccettabile in uno Stato veramente di diritto: “come da prassi, ai giornalisti professionisti non è consentito accedere unitamente agli autorizzati alla visita, bensì attenderli al termine, al di fuori dei locali detentivi”.
di Matteo Bernardini
Giornale di Vicenza, 21 agosto 2025
La visita nel penitenziario di San Pio X voluta dalla Camera penale nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”. Anche quest’anno la Camera penale di Vicenza ha aderito all’iniziativa “Ristretti in agosto”; una campagna, promossa dall’Osservatorio carcere dell’Unione delle camere penali italiane, che ha previsto, ieri, la visita alla Casa circondariale “Del Papa” di San Pio X, per testimoniare vicinanza alla comunità penitenziaria e manifestare attenzione alle condizioni di vita dei detenuti e degli operatori che prestano servizio nel penitenziario cittadino.
di Elisa Barresi
ilreggino.it, 21 agosto 2025
Durante la visita promossa dal Partito Radicale nel carcere di Reggio Calabria, la garante dei detenuti denuncia l’inefficacia dell’attuale sistema penitenziario. A fronte dell’impegno del personale, emergono carenze strutturali e numeri preoccupanti. Appello a una riforma profonda per garantire la dignità e la funzione rieducativa della pena. Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Agosto in Carcere” promossa dal Partito Radicale, il membro della direzione Fabio Federico ha visitato la casa circondariale di Arghillà insieme alla Garante regionale Giovanna Russo. Un’occasione per accendere i riflettori su una realtà spesso dimenticata, quella della detenzione, e sulle condizioni strutturali e umane che ne determinano l’efficacia.
di Serena Simula
La Provincia Pavese, 21 agosto 2025
Nessun commento riguardo l’ampliamento del carcere di Voghera arriva da via Prati Nuovi, dove gli stessi vertici sono in attesa di scoprire di più sui modi e i tempi. L’istituto di detenzione vogherese, inaugurato nell’agosto 1982 e inizialmente destinato alle sole donne, nel è stato trasformato in maschile ospitando dapprima i detenuti provenienti inizialmente dal vecchio penitenziario di Voghera (ospitato dal castello della città). Oggi nell’istituto i detenuti appartengono a quattro diversi circuiti con prevalenza numerica (parliamo dell’80%) per il circuito AS3, dedicato ai reati di stampo mafioso e comunque inerenti alla criminalità organizzata.
La Gazzetta del Mezzogiorno, 21 agosto 2025
“Abbiamo conosciuto ragazzi per bene che ci hanno guardato negli occhi e ci hanno raccontato perché sono finiti in carcere”. Domenico Spinelli, responsabile delle risorse umane del Gruppo Cobar racconta a “La Gazzetta del Mezzogiorno” l’incontro con “Seconda Chance”, l’associazione guidata da Flavia Filippi, che cerca di inserire detenuti o ex detenuti nel mondo del lavoro. “Offriamo così un futuro diverso a questi ragazzi”. “Abbiamo deciso di aderire al progetto anche grazie alla grande sensibilità dei vertici Cobar - spiega Spinelli - e oggi ci sono tre detenuti assunti nella nostra impresa e due che attendono le autorizzazioni del magistrato”.
di Antonio Coniglio
L’Unità, 21 agosto 2025
Infine, in piazza Vetra, fu costruita una baltresca, e Caterina, “carnosa ma di ciera diabolica”, venne torturata con tenaglie arroventate, strangolata, e i suoi resti gettati nel fuoco. È la giustizia dei vendicativi pensieri - che coarta a confessioni insincere e anela a premi mortiferi - della quale Leonardo da Racalmuto, perché la Sicilia è metafora di un intero paese, si occupò tutta la vita. Di questa ingiustizia di regime, il carcere è la massima espressione, l’acme. Per dirla con lo Sciascia de La corda pazza: “la più terribile, la più inumana delle pene; e nello stesso tempo la più inutile”. La galera non è mai un semplice edificio con mura e sbarre. È un simbolo, un prisma attraverso cui osservare il rapporto tra verità, potere e giustizia.
di Marco Birolini
Avvenire, 21 agosto 2025
L’antropologa Francesca Cerbini, autrice del saggio “Prison lives matter”: “Il carcere è un luogo oscuro della nostra democrazia. I penitenziari sudamericani? Non sono così lontani”. “Il carcere è un luogo oscuro della nostra democrazia, dove non sappiamo realmente cosa accade”. Francesca Cerbini, docente di antropologia culturale all’Università di Palermo, va dritta al punto. Con l’occhio della ricercatrice, fissa lo sguardo sulle radici della grande questione penitenziaria: “Il sistema è assai poco trasparente e orientato verso la repressione, spesso violenta. In nome della sicurezza è tutto consentito, ma è chiaro che così com’è lo strumento non funziona. Non serve alla rieducazione del reo e non protegge la società”.
di Arianna Finos
La Repubblica, 21 agosto 2025
Dalla serie “Gerri” alla Mostra di Venezia protagonista di “La salita” esordio alla regia di Massimiliano Gallo. È una donna di camorra irrequieta, fragile e colta. Roberta Caronia è in vacanza con il figlio dodicenne a Favignana, “abitudine familiare, sì”. Palermitana doc, “vivo a Roma da quando vinsi il provino per l’Accademia ma la Sicilia me la porto dentro per memoria e identità” sorride, evocando Elio Vittorini “che ho letto a sedici anni”. Tanto teatro, la popolarità arrivata con la serie Gerri, alla veneziane Giornate degli autori porta La salita, esordio alla regia di Massimiliano Gallo.
di Marcello Maria Pesarini
vocididentro.it, 21 agosto 2025
Il mondo non è impazzito, ha cambiato i parametri della sua vita e ha perso il controllo anche di quella parvenza di facciata che, prima dell’accentuarsi della crisi climatica e delle migrazioni di massa, ancora conservava. I conflitti armati sono stati sdoganati dagli interventi Usa nel 1991 e con lo smembramento della Jugoslavia nello stesso anno sono entrati nel cuore dell’Europa. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 e il genocidio del popolo palestinese da parte di Israele accentuatosi in reazione all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 stanno addormentando le coscienze. Non c’è bisogno di andarne a cercare i risultati lontano. Stiamo perdendo sempre più l’attitudine all’azione, ma anche a un sano giudizio politico e umano. Di fronte alla violenza con cui si risponde ai reati siamo osservatori muti e disinformati.
di Estefano Tamburrini
Il Fatto Quotidiano, 21 agosto 2025
Parla l’italo-venezuelano espulso dagli Usa dopo 7 mesi in carcere. Intervista al 32enne, rientrato a Roma il 7 agosto dopo la prigionia: “Quel che hanno fatto è incostituzionale, valuto azioni legali”, racconta. Sette mesi in cella negli Stati Uniti, poi l’espulsione in Italia e una vita tutta da ricostruire. David D’Ambrosio, 32enne italiano di origini venezuelane, è rientrato a Roma il 7 agosto dopo la lunga prigionia, trascorsa soprattutto nel carcere della contea di Plymouth, da dove, sotto pseudonimo, aveva raccontato in esclusiva la sua storia a ilfattoquotidiano.it.










