di Gabriele Segre
La Stampa, 20 giugno 2025
Nello scenario bellico dove si punta all’annientamento altrui, serve unire nuovamente i puntini. Reagire con sgomento di fronte all’escalation di guerra tra Israele e Iran è giusto e comprensibile. Continuare a considerarla un’eccezione, non più. Lo scontro tra i due Paesi è solo l’ultimo segnale brutale di quanto la storia stia cambiando e oggi la vera sfida è decifrare quale nuova immagine del mondo potrà emergere una volta uniti tutti i puntini seminati da queste crisi infinite. Magari prima che si compia una di quelle svolte storiche che, all’improvviso, danno senso a un’intera epoca, ma sempre a un prezzo altissimo.
Il carcere è legittimo se rispetta la persona. Altrimenti è solo violenza, alimentata dalla politica
di Adriano Sansa*
Famiglia Cristiana, 19 giugno 2025
Ho frequentato a lungo il carcere come giudice per interrogare gli arrestati, uomini e, molto più raramente, donne. Gli ambienti erano assai diversi, la sezione femminile pareva una casa ordinata, priva di quell’odore di umori e sudori, di quel sentore di promiscuità forzata e sciatta quasi sempre presente tra gli uomini. Ammetto che il pensiero di dover stare anche un solo giorno in una cella mi inquietava. In pochi metri quadrati i letti a castello e qualche minimo arredo a disposizione dei detenuti: d’estate il caldo accresceva ogni disagio. In una cella passano la maggior parte della giornata le persone nei cui confronti lo Stato esercita la “legittima violenza” per garantire custodia e rieducazione.
di Luca Cereda
Famiglia Cristiana, 19 giugno 2025
Un giorno con gli educatori dell’istituto penitenziario di Bollate (Milano). “Non formiamo bravi
detenuti, ma cittadini”, dice il responsabile Roberto Bezzi. Qui le celle sono chiuse solo di notte e si svolgono tante attività. Risultato: il tasso di recidiva è solo del 18%. si entra lasciando il documento dopo la registrazione. Poi si attraversano la guardiola esterna e tre cancellate presidiate dagli agenti. Ogni cancello si apre solo quando il precedente si è chiuso. È un passaggio fisico, ma anche simbolico: varcata la soglia della Seconda Casa di reclusione di Milano-Bollate, si entra in un’altra dimensione, dove il tempo è sospeso e il “fuori” sembra lontano anni luce. Eppure, proprio qui, ogni giorno si lavora perché quel fuori “torni” ad avere senso.
di Claudio Bottan
vocididentro.it, 19 giugno 2025
Le carceri scoppiano e la politica sonnecchia. Nei giorni scorsi, complici le alte temperature e il sovraffollamento, ci sono state rivolte a Genova, Terni, Spoleto, Trapani, Aosta e Palermo Malaspina. In alcuni istituti manca puntualmente l’acqua, altri sono infestati da cimici e topi. Ovunque si registrano condizioni igieniche carenti e mancanza di personale a fronte di un continuo aumento della popolazione carceraria, alimentato soprattutto da persone con problemi di tossicodipendenza e patologie psichiatriche: un mix esplosivo che lascia intravedere un’estate bollente.
di Rita Bernardini*
nessunotocchicaino.it, 19 giugno 2025
Dalla mezzanotte di domenica 15 giugno ho ripreso lo sciopero della fame affinché il Parlamento intervenga prima della pausa estiva con una legge che riduca il sovraffollamento nelle carceri, sovraffollamento che il 30 maggio 2025 ha raggiunto l’indice medio nazionale del 134,9% con punte che in alcuni istituti superano il 200% secondo quanto riportato dal Garante Nazionale delle Persone private della Libertà (Gnpl). Secondo il Gnpl, che redige il suo rapporto con i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap), sono 157 (pari all’83%) gli Istituti con un indice di affollamento superiore al consentito e 63 (pari al 33%) quelli in cui tale indice risulta pari e superiore al 150%.
garantedetenutilazio.it, 19 giugno 2025
La Conferenza dei Garanti territoriali in assemblea ribadisce la necessità di un provvedimento di clemenza che sia rapido ed efficace contro il sovraffollamento. Si è tenuta ieri a Roma, nella sede della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative regionali e delle province autonome, l’assemblea della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale che attualmente conta 93 figure di garanzia designate, da Regioni, province, comuni.
di Elettra Raffaela Melucci
ildiariodellavoro.it, 19 giugno 2025
È appena terminata la II edizione di “Recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere”, giornata di lavoro organizzata dal Cnel in collaborazione con il Ministero della Giustizia. L’obiettivo è di favorire e promuovere l’inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale. L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’Accordo interistituzionale sottoscritto nel giugno 2023 tra Cnel e Ministero della Giustizia e fa seguito alla I edizione che si è tenuta il 16 aprile dello scorso anno.
di Giulia Merlo
Il Domani, 19 giugno 2025
La legge costituzionale va a tappe forzate. Ira di Pd, Avs e M5S. Voto finale entro il 26 giugno. Le toghe si preparano al referendum. Il testo è “intoccabile” e il suo iter parlamentare non prevede rallentamenti: è con questa certezza granitica messa in chiaro dal guardasigilli Carlo Nordio che la riforma costituzionale della giustizia è arrivato al Senato, dopo il sì della Camera. L’obiettivo è l’approvazione entro la fine dell’anno in doppia lettura. Poi sarà referendum, la prossima primavera. Un referendum costituzionale e dunque senza quorum, che sarà la vera scommessa del governo Meloni e un fondamentale test sul gradimento del centrodestra. Tutto è apparso chiaro, lineare e ineluttabile nell’aula di palazzo Madama, dove si sono succeduti i duri interventi delle opposizioni. Duri quanto inutili visto che, come ha fatto notare Andrea Giorgis del Pd, “la riforma è stata calendarizzata indipendentemente dallo stato di avanzamento dei lavori in Commissione”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 19 giugno 2025
Il testo approda al Senato senza “sorprese”. Il presidente del Cnf Francesco Greco: il provvedimento “è un passo avanti verso una giustizia finalmente imparziale”. La separazione delle carriere è sbarcata ieri in una Aula del Senato quasi vuota, senza mandato al relatore e senza la discussione di tutti i mille emendamenti presentati in Commissione affari costituzionali. Tutto come previsto, nulla di nuovo sotto al cielo: le opposizioni che hanno ribadito come dal Governo sia in atto una sorta di “golpe costituzionale”, la maggioranza che ha replicato come sia stata garantita la discussione e che tutto è iscritto nel regolamento parlamentare.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 19 giugno 2025
Intervista al senatore renziano: “Siamo favorevoli alla separazione delle carriere, ma siamo contrari a come questo principio è stato declinato dal Governo. Il sorteggio dei laici del Csm è il trionfo del grillismo”. “Noi di Italia viva siamo favorevoli alla separazione delle carriere, ma siamo contrari a come questo principio è stato declinato dal governo. Siamo talmente favorevoli al principio che, nonostante il disegno di legge governativo sia pessimo, sia nel merito sia nel metodo, non voteremo contro, i nostri voti non saranno in opposizione al provvedimento”. Lo dice al Foglio Ivan Scalfarotto, senatore di Italia viva. Ieri su queste pagine, l’avvocato Gian Domenico Caiazza, amico di Renzi e candidato alle europee lo scorso anno per la coalizione che riuniva Italia viva e Più Europa, ha espresso sorpresa per la scelta del partito renziano di astenersi sulla riforma della separazione delle carriere, sbarcata ieri all’Aula del Senato. “Come ho detto oggi in Aula, la separazione delle carriere è sacrosanta”, replica Scalfarotto. “Questa riforma andava fatta insieme a quella del processo penale del 1988. Il fatto che il pubblico ministero e il giudice non appartengano alla stessa categoria professionale è una necessaria conseguenza del processo accusatorio. Ma non ci si può aspettare che un partito di opposizione come Italia viva voti a favore, a scatola chiusa, un provvedimento sul quale non c’è stata data la possibilità di collaborare e sul quale abbiamo diverse riserve sostanziali”, sottolinea il senatore.
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