di Sergio D’Elia
L’Unità, 8 maggio 2024
Trump vuol riaprire la prigione simbolo della tortura e della disumanità: uno schiaffo a Bergoglio e Mandela. “La Roccia” emerge all’improvviso dall’acqua al centro della Baia di San Francisco e diventa pietra, fortezza, carcere di massima sicurezza. Come “Pena”, il mostro marino che, secondo il mito greco, strappava i figli alle madri e li uccideva, Alcatraz incute timore solo a sentirne parlare e a vederla anche da lontano. Per trent’anni è stato il luogo-simbolo della certezza e della terribilità della pena in America, una minaccia permanente per centinaia di migliaia di detenuti nelle prigioni del Paese, una prospettiva concreta per poche decine di prigionieri riottosi. La originaria fortezza militare diventa carcere duro agli inizi degli anni Trenta del secolo scorso, durante la grande depressione, per proteggere la nazione dal pericolo pubblico costituito dal “peggio del peggio” della criminalità americana.
di Paolo Guzzanti
Il Riformista, 8 maggio 2024
L’amministrazione americana valuta deportazioni nonostante torture e abusi nei centri di detenzione Possibili trasferimenti già da questa settimana. La deterrenza di questo programma funzionerà? Prima la grande fortezza per detenuti a vita in Salvador, poi una in Venezuela, quindi la voce di una riapertura del più famoso e feroce luogo di detenzione americano sullo scoglio di Alcatraz. E ora siamo in attesa della conferma di un altro campo di concentramento per immigrati clandestini con fedina penale, in Libia, nella zona controllata dal generale Haftar come cui gli Usa starebbero concludendo contratti che comprendono sia l’estrazione del petrolio che la edificazione e gestione di campi di concentramento in cui chiedere a vita gli immigrati clandestini accusati di gravi delitti e spaccio di droga nel gli Stati Uniti.
giurisprudenzapenale.com, 7 maggio 2025
Pubblichiamo la lettera aperta - firmata dal prof. Davide Galliani dell’Università di Milano (estensore) e da altri 34 professori universitari - in sostegno di Ristretti Orizzonti a seguito della nota del 27 febbraio 2025 del Direttore Generale della Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento del DAP, avente ad oggetto le modalità di custodia dei detenuti di Alta Sicurezza. Sulla medesima circolare del DAP ha recentemente preso posizione anche l’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) con un documento a firma dell’Osservatorio Carceri.
di Glauco Giostra
Avvenire, 7 maggio 2025
Su giustizia e carceri, i governi del recente passato hanno prodotto, con sensibilità culturale e lungimiranza politica, interessanti progetti di riforma, tradendo poi, per miopi calcoli elettorali, ogni fiduciosa attesa. L’attuale sembra, più “coerentemente”, chiudere qualsiasi spiraglio alla speranza. Si concludono oggi i tre giorni di astensione dalle udienze proclamate dall’Unione Camere penali per protestare contro il c.d. DL Sicurezza, esprimendo il “più ampio e profondo dissenso sia nei confronti delle singole norme, violatine dei principi costituzionali di proporzionalità, ragionevolezza, offensività e tassatività, che della visione securitaria e carcerocentrica”. Difficile non condividere pienamente entrambi i rilievi critici.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 7 maggio 2025
Nonostante la scadenza fosse fissata a fine gennaio, il commissario per l’edilizia penitenziaria nominato a settembre dal governo non ha ancora presentato il programma degli interventi per far fronte all’emergenza carceraria. La conferma arriva dalla Corte dei conti. Nonostante la scadenza fosse fissata a fine gennaio, il commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria nominato a settembre dal governo, Marco Doglio, non ha ancora presentato il programma degli interventi per far fronte all’emergenza carceraria. La conferma emerge dalla relazione pubblicata lunedì dalla Corte dei conti, intitolata “Infrastrutture e digitalizzazione: piano carceri”. Doglio è stato nominato Commissario il 17 settembre 2024 e, secondo il decreto che ha introdotto la sua figura, “entro centoventi giorni” dalla nomina avrebbe dovuto “redigere il programma dettagliato degli interventi necessari, specificandone i tempi e le modalità di realizzazione”. Sono passati quasi otto mesi e, come conferma la Corte dei conti, il piano ancora non esiste.
di Patrizio Gonnella
Gazzetta del Mezzogiorno, 7 maggio 2025
La Corte dei Conti, nella relazione dedicata alle infrastrutture carcerarie, ha stigmatizzato le condizioni drammatiche in cui versa il sistema penitenziario italiano. Ancora una volta le carceri italiane finiscono sotto le lenti della magistratura, questa volta quella contabile. La Corte dei Conti, nella relazione dedicata alle infrastrutture carcerarie, ha stigmatizzato le condizioni drammatiche in cui versa il sistema penitenziario italiano, del tutto incapace di assicurare gli standard costituzionali e internazionali sulla pena. Il sistema penitenziario è oggi dunque illegale.
di Marco Perduca
L’Unità, 7 maggio 2025
Il degrado delle nostre carceri è confermato anche dalle relazioni delle Asl ottenute dall’Associazione Coscioni. La società civile continua con le sue denunce pubbliche. Il problema di uno sconto di pena o liberazione anticipata resta allora tutto politico. Da una prima lettura delle 66 relazioni delle visite delle Asl nelle carceri italiane, ottenute dall’Associazione Luca Coscioni a seguito di una richiesta di accessi agli atti di dicembre scorso, si nota che nella stragrande maggioranza dei casi non siano stati effettuati neanche quegli interventi di ordinaria manutenzione spesso necessari a rendere le condizioni ambientali e igienico-sanitarie a norma di legge. Allo stesso tempo si registrano carenze di personale e disomogenea offerta di servizi socio-sanitari.
di Ezio Menzione*
Il Dubbio, 7 maggio 2025
La sentenza della Consulta apre le porte all’affettività per le persone in stato di detenzione, ma la circolare del Dap le richiude tra vincoli, paure e finto pudore. C’è un gran bel divario fra la sentenza della Corte costituzionale n. 10 del febbraio 2024, che riconosceva il diritto dei detenuti ad esercitare la propria affettività (assieme a quella dei propri congiunti), e la circolare del Dap che, a più di un anno di distanza, stando a quanto era logico sperare, avrebbe dovuto dare attuazione alla sentenza di allora. Tanto era chiaro ed urgente il respiro della sentenza, tanto è, credo volontariamente, ristretto e compromissorio il tenore della circolare attuativa. A cominciare dalla definizione delle linee guida proposte, che portano il nome di “nota” e dunque non intendono essere in alcun modo impegnative. Certo, il fatto in sé che il Dipartimento ministeriale si esprima per la prima volta sul tema posto da quella sentenza, è di per sé elemento positivo. Ma poi, la positività finisce tutta lì.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 7 maggio 2025
Fu il primo parlamentare ad andare in carcere per reati da colletto bianco (poi prosciolto). Sulla lettera di Alemanno a Nordio: “La situazione è così drammatica che è benvenuto chiunque ne parli, anche se doveva farlo prima e non l’ha fatto. La politica è assente perché riflette il sentire del popolo”. “In carcere si registra un’emergenza umanitaria gravissima che non incontra l’interesse della politica istituzionale né della società”. A parlare ad HuffPost è Alfonso Papa, già parlamentare del Popolo della Libertà nonché magistrato che, suo malgrado, si è trovato a conoscere l’esperienza del carcere: 101 giorni di custodia cautelare - il primo parlamentare della storia repubblicana per cui l’aula votò il carcere per reati da colletto bianco - su delle accuse partite da un’inchiesta di Henry John Woodcock che poi si è conclusa con un proscioglimento in appello.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 maggio 2025
Emendamenti anche da FI e Lega. Tentativi di coprire il bug sulla legge intercettazioni. Una cosa è certa: il pacchetto Sicurezza - prima ddl, ora decreto - non fa bene alla democrazia ma neppure all’equilibrio “psico-politico” del centrodestra. Fino a ieri sera, al termine per la presentazione degli emendamenti nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera dove il dl è all’esame per la conversione prima di approdare in Aula il 26 maggio, i tre partiti della maggioranza di governo sono andati in fibrillazione per la pressione di una parte di Forza Italia che vorrebbe emendare il testo in alcuni punti e in particolare con una norma aggiuntiva che ponga riparo al caos prodotto dall’interpretazione della legge Zanettin sulle intercettazioni adottata dalle procure alla prova del nove.
- “Dalle correnti di sinistra un uso politico dell’Anm”. L’affondo di Galoppi spacca la magistratura
- “L’Anm fa politica”. Il clamoroso autogol della destra in toga
- Le toghe di destra “tornano” da Meloni. Accelerazione sulla riforma della giustizia
- “Giudici invisibili per smaltire le cause? Non ne se parla”
- Il Pd propone legge per fermare i ragazzi con i coltelli: “Norme stringenti ma anche rieducazione”









