Linee guida del CSM per “disciplinare” libertà e diritti dei magistrati? Un’iniziativa inammissibile
questionegiustizia.it, 14 aprile 2025
Sul quotidiano Il Domani del 9 aprile si dà notizia di un’iniziativa assunta dal Consigliere laico del CSM Felice Giuffrè: l’apertura di una pratica “per la definizione delle linee guida in ordine alla partecipazione dei magistrati ad eventi pubblici e per l’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero, di riunione e di associazione nel rispetto dell’interesse costituzionale alla garanzia del prestigio, della credibilità, dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura”. Vasto programma ed obiettivo ambizioso. Se non fosse che i diritti fondamentali dei magistrati - di parola, di riunione, di associazione - e l’equilibrio tra tali diritti e i valori di indipendenza, imparzialità e credibilità della magistratura sono già scritti in testi più solenni ed impegnativi di una circolare del CSM.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 14 aprile 2025
Nel corso della Relazione annuale il Presidente ha detto tra l’altro che il controllo di costituzionalità sulle leggi “rappresenta ormai una connotazione essenziale dello Stato di diritto e della democrazia rappresentativa”. Viviamo “oggi in tempi difficili” con “nuove preoccupazioni che affollano i nostri pensieri, anche a causa di una guerra in terra d’Europa”. “Il futuro è divenuto incerto e nello scenario globale vari parametri sembrano in rapido e imprevedibile mutamento. Ma lo stato di diritto costituisce ancora saldo ancoraggio del vivere insieme come consorzio civile con comunanza di valori e principi fondamentali, i quali danno corpo al patto fondativo della società. Ne è componente essenziale il controllo di costituzionalità”.
di Guido Camera
Il Sole 24 Ore, 14 aprile 2025
Al via il decreto legge con diverse norme in tema di sicurezza pubblica. Le alte pene previste per il nuovo reato consentono il ricorso alle intercettazioni. Un nuovo reato e una misura cautelare reale per contrastare il fenomeno dell’occupazione degli immobili. A prevederli è il decreto legge sicurezza (48/2025), approvato tra le proteste e in vigore da sabato 12 aprile. Ora il testo (che assorbe quasi per intero le misure contenute nel disegno di legge sicurezza già licenziato dalla Camera) deve iniziare il suo percorso in Parlamento per la conversione in legge. Il nuovo reato è uno dei circa 20 interventi contenuti nel decreto legge negli ambiti della sicurezza urbana, del contrasto al terrorismo e della tutela delle forze dell’ordine.
di Gianluca De Cristofaro e Matteo Di Lernia
Il Sole 24 Ore, 14 aprile 2025
Come vengono affrontatati gli errori commessi dall’IA in campo giuridico. Dopo Usa, Australia, Canada e Uk il primo caso anche in Italia. Il fenomeno dell’”allucinazione” dell’Intelligenza Artificiale in campo giuridico ha visto la luce, per la prima volta, negli Stati Uniti, in particolare a New York. In quel caso, un avvocato aveva citato precedenti giurisprudenziali risultati poi inesistenti. Il legale, interrogato dalla Corte, aveva dichiarato di aver utilizzato ChatGPT, che, dopo ripetute interrogazioni per comprendere come mai non si trovasse riscontro delle decisioni citate dal sistema di AI, ha finalmente ammesso di “aver inventato”; non solo, in quell’occasione si era anche detta sinceramente dispiaciuta per il disturbo arrecato.
di Giuseppe Baldessarro
La Repubblica, 14 aprile 2025
Il report annuale del Garante dei detenuti fotografa una situazione esplosiva. Risse, aggressioni: i dati su Bologna non si discostano, oltre 4mila episodi di allerta nel 2024. Una rissa al giorno, tre agenti aggrediti a settimana e un tentativo di suicidio ogni trentatré ore: 267 nelle carceri in regione, di cui 56 a Bologna. Solo nell’ultimo anno ci sono stati inoltre 129 incendi, 796 danneggiamenti e più 1.500 atti di autolesionismo. Sette detenuti che si sono suicidati. Ma anche bande di nazionalità diverse che si fronteggiano a coltellate e sprangate, chi all’interno spaccia e consuma alcool e decine di episodi di overdose da farmaci.
di Elisa Sola
La Stampa, 14 aprile 2025
Non abbastanza “pericolosi” da finire in una Rems. Non abbastanza incapaci di “intendere e di volere”, tanto da evitare il carcere. Non abbastanza liberi di vivere senza vigilanza o restrizioni della libertà. Perché la malattia e le dipendenze spingono a scappare. E a commettere altri reati. In Italia molti detenuti psichiatrici non hanno un posto dove stare. Un luogo sicuro. Dove non si tolgano la vita. Dove possano essere curati, mentre scontano la pena. Il complicatissimo sistema che dovrebbe garantire sanità e giustizia, non prevede che pochi luoghi per i malati psichiatrici: il carcere stesso, le Rems, poche e con liste d’attesa infinite.
di Deborah Giovanati*
ilsussidiario.net, 14 aprile 2025
In Consiglio Comunale a Milano si è discusso di carcere. Un tema troppo spesso ignorato o strumentalizzato, ma che riguarda da vicino la qualità democratica della nostra società. Durante la seduta, Forza Italia ha votato a favore di una proposta della maggioranza, rompendo la logica degli schieramenti ideologici. L’abbiamo fatto per coerenza e responsabilità, perché il tema della detenzione non può diventare una bandiera da sventolare o da evitare in base a chi lo propone. Serve invece uno sguardo umano, costituzionale, lungimirante. Articolo 27 della Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. È questo il faro che dovrebbe guidare ogni discussione, ogni decisione, ogni scelta sul sistema penitenziario. E invece troppo spesso prevale l’indifferenza o, peggio, la tentazione di ridurre tutto a slogan securitari o buonisti.
ilsudmilano.it, 14 aprile 2025
A Chiaravalle e nei quartieri Corvetto e Mazzini si fa strada una giustizia di comunità, senza sbarre e celle, ma fatta di doposcuola, aiuole pulite e corsi di italiano per stranieri e in questo modo, con l’istituto della messa in prova 80% dei detenuti non commette più reati. Nel 2023, secondo i dati del Ministero della Giustizia, sono state oltre 12mila le persone in Italia che attraverso la giustizia di comunità e riparativa sono state coinvolte in percorsi di messa alla prova o lavori di pubblica utilità, evitando così il carcere. Di queste, più dell’80% ha portato a termine il percorso con successo, senza tornare a delinquere. Un dato che racconta una verità semplice: la punizione funziona davvero solo se diventa occasione di riscatto.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 14 aprile 2025
Tre giorni di astensione, il 5, 6 e 7 maggio, degli avvocati di tutta Italia contro le condizioni delle carceri italiane. Uno sciopero, quello indetto dalle Camere Penali, che a Firenze significa protestare per l’ormai insostenibile situazione del penitenziario di Sollicciano. L’astensione è stato deliberato sabato dal direttivo nazionale, che ha manifestato il proprio dissenso verso un provvedimento politico, il decreto sicurezza ispirato, secondo i penalisti, da una “visione securitaria e carcerocentrica”. Ecco i punti contestati: “Inutile introduzione di nuove ipotesi di reato, molteplici sproporzionati e ingiustificati aumenti di pena, introduzione di aggravanti prive di alcun fondamento razionale, sostanziale criminalizzazione della marginalità e del dissenso, introduzione di nuove ostatività per l’applicazione di misure alternative alla detenzione, consequenziale aumento della popolazione carceraria, ulteriore aggravio del fenomeno del sovraffollamento, insufficienza degli interventi per ridurre sia il sovraffollamento carcerario in crescita progressiva sia il tragico fenomeno dei suicidi in carcere che ha raggiunto il numero record nel 2024”.
di Riccardo Mirandola
L’Arena, 14 aprile 2025
“A fine pena potrebbero diventare un lavoro”. I florovivaisti hanno donato tutti gli attrezzi. L’obiettivo produrre ortaggi da consumare all’interno dell’istituto. Realizzare e curare un giardino, un frutteto o un orto sono gli obiettivi della serie di corsi di formazione che da alcuni mesi sono stati attivati per i detenuti della sezione maschile del carcere di Montorio. Il progetto è organizzato dalla cooperativa Lavoro & Società in stretta collaborazione della direzione della struttura penitenziaria e l’Area Trattamentale del carcere stesso e grazie anche ad alcuni fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per le docenze la cooperativa si è avvalsa di alcune figure professionali qualificate del mondo del florovivaismo veronese che si sono impegnate a tenere lezioni teoriche e pratiche nell’istituto creando un orto giardino formato da una superficie destinata alla piantumazione di essenze arboree, piante da frutto verdure.
- Napoli. I taralli fatti a mano nel carcere minorile di Nisida: il cibo diventa riscatto
- Siracusa. Volontariato e relazioni umane in carcere: una conferenza per riflettere sul valore del legame e della dignità
- Gli infiniti colori di Mauro Rostagno. L’uomo che voleva cambiare il mondo
- Giulia Ligresti: “Il carcere mi ha insegnato che noi donne dobbiamo sempre dimostrare il doppio per essere credute”
- Il manga che racconta la rieducazione attraverso il lavoro in un carcere femminile









