di Ilaria Dioguardi
vita.it, 15 aprile 2025
C’è “un numero elevatissimo di detenuti, in larga maggioranza stranieri, molti giovani adulti. Pochi spazi, carenza di agenti. Mi sento di dover valorizzare quello che di positivo avviene all’interno del carcere, come tutte le esperienze di solidarietà, portate avanti dal non profit e dal privato sociale”. A parlare è Elisabetta Palù, direttrice reggente di San Vittore. A San Vittore “i detenuti sono circa 1.100, a fronte di 700 posti. La maggior parte sono stranieri, in aumento la presenza dei giovani adulti”. Le principali criticità da risolvere? “Il sovraffollamento e la mancanza di personale”. A margine di un’iniziativa di Regusto, attiva all’interno di San Vittore con un progetto di economia circolare, abbiamo dialogato con Elisabetta Palù, direttrice reggente della casa circondariale milanese da novembre 2024, dopo circa sei anni da vice direttrice dell’istituto di pena.
cgil.milano.it, 15 aprile 2025
Un presidio per denunciare l’abbandono istituzionale dell’esecuzione penale esterna e chiedere con forza investimenti, assunzioni e dignità per chi lavora nella giustizia di comunità e per chi sta scontando una pena fuori dal carcere. Si è svolta lunedì 14 aprile, in piazza Venino a Milano, vicino al carcere San Vittore, l’iniziativa promossa da Cgil, Funzione Pubblica e Osservatorio Carcere a Territorio, alla quale ha aderito una rete di realtà sociali impegnate sul fronte delle condizioni delle persone autori di reato. “Volontari, operatori, sindacalisti: siamo persone che credono nei valori costituzionali e nei diritti delle persone, tutte le persone”, ha aperto Ivan Lembo della Cgil Milano.
di Gaetano Azzariti
Il Manifesto, 15 aprile 2025
È urgente una prospettiva di riscatto complessiva attorno a valori condivisi. Ma come si unisce una moltitudine scomposta senza cadere nel populismo o nella vuota retorica? L’unica possibilità per raggiungere il quorum è far comprendere che i quesiti rappresentano due tessere di un progetto costituzionale per la salvaguardia dei diritti. Se vogliamo tessere la nostra tela è necessario partire dalla consapevolezza che la crisi della democrazia ha ormai investito il piano nobile della costituzione. Messa sotto pressione da un articolato progetto.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 15 aprile 2025
Mario Serio è componente del Garante nazionale dei detenuti. Prima intervista sul protocollo Albania: “Il trasferimento oltre Adriatico apre dubbi di rilevanza costituzionale: manca il controllo del giudice, il diritto di difesa è limitato, l’accesso al sistema sanitario precluso”. “L’uso delle fascette ai polsi non può essere indiscriminato” e “il decreto per trasferire i migranti dall’Italia all’Albania apre dubbi di rilevanza costituzionale”. Mario Serio, già ordinario di Diritto privato comparato all’università di Palermo, è uno dei tre componenti che il governo Meloni ha nominato al Garante nazionale dei detenuti, con l’avvocata Irma Conti e l’ex magistrato Riccardo Turrini Vita (presidente). È la sua prima intervista sul protocollo Roma-Tirana, esteso ai migranti irregolari.
di Alessandro Diddi*
Il Dubbio, 14 aprile 2025
Le condizioni disumane negli istituti penitenziari e le violazioni dei diritti umani aprono una riflessione sulle responsabilità politiche nell’ignorare le sollecitazioni del papa e del capo dello stato per una riforma penitenziaria. Il Santo Padre il 9 maggio 2024, durante i secondi Vespri della Solennità dell’Ascensione, in occasione della consegna della Bolla di indizione del Giubileo ordinario alle Chiese dei cinque continenti, aveva sollecitato i governi di tutto il mondo ad assumere nell’Anno del Giubileo iniziative “per restituire speranza; forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società; percorsi di reinserimento nella comunità a cui corrisponda un concreto impegno nell’osservanza delle leggi”.
di Giacomo Losi
Il Dubbio, 14 aprile 2025
L’ambiente carcerario per come è pensato fino ad oggi nega qualsiasi possibilità di recupero e di reinserimento. va ripensato a cominciare dagli spazi. Potrebbe sembrare un mero esercizio di stile, un sofisma linguistico destinato a rimanere “lettera morta”, ma il fatto di cambiare nome alla carica di “Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria” in “Commissario straordinario per l’architettura penitenziaria”, è un gesto ben più sostanziale di quanto possa apparire di primo acchito. L’idea è nata dal convegno che Cnf, Fai e Dubbio hanno organizzato a Perugia lo scorso 8 marzo. Un’iniziativa dedicata a carcere e donne ma dalla quale è nata anche la proposta, accolta da buona parte della politica presente quel giorno: da Maria Elena Boschi, Debora Serracchiani oltre a Maria Stella Gelmini e Susanna Donatella Campione.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 14 aprile 2025
Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, denuncia il collasso del sistema penitenziario e ricorda che almeno un terzo dei detenuti potrebbe essere fuori. “Il governo dichiara di voler costruire nuove carceri per risolvere il problema del sovraffollamento, ma sa bene che ci vorranno decenni, mentre l’emergenza è adesso. Le condizioni in cui vivono i detenuti, la polizia penitenziaria e tutto il personale degli istituti sono indegne. Peggio di alcune porcilaie, e lo dico senza esagerare”. Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, attivista di Nessuno Tocchi Caino e da sempre radicale, conosce come pochi la realtà delle carceri italiane. Se ne occupa da anni, dentro e fuori il Parlamento, incalzando le istituzioni sui diritti dei detenuti e degli operatori.
di Carlo Di Stanislao
ecoitaliano.com, 14 aprile 2025
In un’Italia dove il tema della detenzione è spesso ridotto a una questione di ordine pubblico o sicurezza, le stanze dell’affetto si impongono come una rivoluzione silenziosa, ma profonda. Sono spazi dedicati all’incontro privato e dignitoso tra i detenuti e i loro familiari, un diritto ancora troppo poco conosciuto ma essenziale per il rispetto della persona e per la funzione rieducativa del carcere. Non si tratta solo di un luogo fisico, ma di un simbolo potente: quello dell’umanità che resiste, che persiste anche tra le mura spesse dell’istituzione penitenziaria. La realtà è semplice e sotto gli occhi di tutti: chi è detenuto non smette di essere padre, madre, figlio, marito o moglie. La detenzione interrompe la libertà, ma non cancella gli affetti. Anzi, spesso li rende ancora più centrali per chi, da un giorno all’altro, si ritrova a fare i conti con l’isolamento, il tempo sospeso, il peso degli errori commessi.
di Niccolò Carratelli
La Stampa, 14 aprile 2025
Il presidente dell’Anm domani all’incontro con il ministro Nordio: “Affronti i problemi del nostro lavoro”. L’autocritica sulle correnti dei magistrati: “Distorsioni da correggere, ma subiamo attacchi strumentali”. Domani mattina una delegazione dell’Associazione nazionale magistrati è attesa da Carlo Nordio al ministero della Giustizia. Un incontro in agenda da tempo, ma che si è caricato di significato dopo la sequela di attacchi alla magistratura da parte del ministro e di esponenti del governo, a cominciare dal sottosegretario Alfredo Mantovano. Magistrati mossi da “logiche di potere”, condizionati da “degenerazioni correntizie”, che “deragliano dai propri confini” per “erodere la sovranità popolare”.
di Elisa Barresi
ilreggino.it, 14 aprile 2025
Ha parlato ai giovani francamente e senza nascondere nulla ha evidenziato come viviamo in un “Governo della paura che crea nemici immaginari orientando le nostre decisioni tramite algoritmi gestiti da pochi”. La paura vista come un’arma. L’equilibrio e la l’indipendenza come strumenti per tutelare libertà e diritti. Il Procuratore della Repubblica Stefano Musolino ha affrontato temi cruciali legati al sistema penitenziario e al ruolo della magistratura nell’attuale contesto politico e sociale. Nel corso di uno dei progetti Civitas, un’iniziativa che coinvolge giovani nella sensibilizzazione su tematiche carcerarie che mira a creare un ponte tra il mondo esterno e quello dei detenuti, il procuratore ha avuto modo di entrare nel vivo di un’attualità disarmante.
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