di Laura Aldorisio
Corriere della Sera, 14 aprile 2025
Organizzati laboratori settimanali, grazie a Taralleria Napoletana, per i giovani detenuti nei quali si impara l’antica tradizione artigianale del prodotto da forno. Quaranta taralli per teglia e ogni tarallo è un mondo a sé: per forma, per elasticità dell’impasto e per consistenza. È un inno napoletano il tarallo, con mandorle intere e pepe. E la ricetta è una tradizione che ora passa anche dalle mani dei ragazzi detenuti a Nisida. Leopoldo Infante, l’imprenditore della Taralleria Napoletana, non ne è geloso e l’ha condivisa. Tre ore di laboratorio a settimana durante le quali i ragazzi imparano il mestiere del tarallaro, aiutati da chi lavora con Infante e ne conosce i segreti.
siracusanews.it, 14 aprile 2025
“Il valore delle relazioni interpersonali all’interno degli istituti di pena - il ruolo del volontariato”. Questo il tema della conferenza che si è tenuta ieri, nella sala consiliare del Comune di Priolo, promossa dall’associazione evangelica di volontariato penitenziario Onesimo O.d.V. L’incontro è stato moderato da Samuele Lana, vicepresidente e referente per la sezione di Siracusa. Tra i presenti anche il presidente dell’associazione, Salvatore Saraceno, a conferma dell’impegno condiviso nel valorizzare l’azione dei volontari e rafforzare le relazioni umane nel contesto penitenziario. Obiettivo dell’evento: sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle relazioni interpersonali all’interno del contesto penitenziario, riflettendo sulle conseguenze dell’isolamento e della privazione affettiva nei percorsi di vita dei detenuti.
di Giacomo Giossi
Il Domani, 14 aprile 2025
Il documentario di e con Roberto Saviano, disponibile su Sky, offre un ritratto efficace di un movimento prima ancora che di un uomo, l’omaggio a un tempo oggi difficile da riconoscere e da immaginare. Quando Mauro Rostagno entrava in una stanza le persone si voltavano verso di lui, attratte e sedotte dalla sua presenza. Non era questione di potere di seduzione o di capacità di manipolazione, oggi tanto diffusi e ricercati, ma di un’energia che trasmetteva, di un sentimento che Rostagno era in grado di mettere a disposizione: l’aprirsi di una possibilità diversa. Quando lui entrava in una stanza la stanza cambiava. E allora perché non il mondo? Il bel documentario di e con Roberto Saviano, “Mauro Rostagno. L’uomo che voleva cambiare il mondo” prova così a perlustrare chi era Mauro Rostagno in un tempo in cui il cambiare il mondo afferisce a figure ostili a ogni forma di democrazia, condivisione e inclusione. Ed è un contrattempo bellissimo quello di Rostagno, un rimbalzo del cuore ritrovarlo in quel percorso esistenziale che fu fatto della meraviglia del mondo e del suo meravigliarsi.
di Alessia Arcolaci
vanityfair.it, 14 aprile 2025
Un viaggio tra memorie familiari, riflessioni ed esperienze indimenticabili: l’autobiografia dell’imprenditrice, dalle missioni umanitarie in giro per il mondo fino all’esperienza del carcere da innocente. Giulia Ligresti è un concentrato di sfumature, desiderio di esserci ed energia che esce da ogni sua parola. Dopo la carriera nel mondo finanziario, ha intrapreso un percorso creativo come designer esponendo le sue opere in prestigiose gallerie in Italia e all’estero, e ha continuato a dividere la sua vita nei Paesi in cui è impegnata da sempre con progetti umanitari, tra cui Afghanistan, Etiopia, Burkina Faso, India, Sri Lanka, Striscia Gaza. In mezzo a tutto questo, c’è stato il carcere. Per essere assolta in via definitiva, Giulia Ligresti ha dovuto aspettare sei anni e vivere un mese e mezzo di carcere preventivo a Vercelli, ovvero custodia cautelare prima e arresti domiciliari poi.
di Ali Raffaele Matar
fumettologica.it, 14 aprile 2025
Un cielo azzurro. Un salone di bellezza. Una prigione. Immagini e luoghi che, a prima vista, sembrano fra loro incompatibili finiscono per diventare un tutt’uno, in “Deep Sky - La gabbia delle nuvole” (Dynit, 2020), manga della giovane promessa Marco Kohinata, particolarmente apprezzata in Spagna e Francia. Più che la redenzione o la mestizia della vita in carcere, il tema alla base del manga (ispirato a un romanzo di Mina Sakurai) è la gratitudine: è questo il sentimento che caratterizza l’attitudine della protagonista, condannata a causa della foga di un istante, che finisce per passare il suo periodo di detenzione a tagliare i capelli di altre donne.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 14 aprile 2025
La storia la conoscete. Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio, ministro delle Infrastrutture, da giorni ha scelto di spostare l’attenzione della sua agenda politica su due temi interessanti, che meritano di essere presi sul serio. La necessità di spostare l’agenda politica su temi nuovi, diversi da quelli principali, è dettata da una circostanza non semplice da gestire e da maneggiare, ed è quella di dover fare qualcosa per sviare l’attenzione dai problemi centrali, dal problema centrale, dalla questione cruciale, che è quella della presenza alla guida degli Stati Uniti di un presidente americano amico, in teoria, che sta facendo di tutto per passare sopra le teste degli alleati come un tempo avrebbe fatto qualcuno con una famosa ruspa. I temi sui quali Matteo Salvini si sta concentrando di più, che meritano di essere presi sul serio, sono due, e sono entrambi suggestivi.
di Valeria D’Autilia
La Stampa, 14 aprile 2025
Le testimonianze dei dottori diventano un libro: “Ustioni e disidratazione, la traversata del Mediterraneo è un inferno”. “Kullu tamam?”. “Tutto bene?” chiedono, in arabo, i soccorritori. E poi la risposta, di quelle che aprono il cuore: “Miya Miya”. Tradotto letteralmente: “Al 100 per cento”. Nonostante la traversata, la paura, i segni sul corpo e nella mente, va davvero “tutto bene”. Perché sono salvi. Lo capiscono i medici che, da tempo, sono in prima linea nell’accoglienza. Imparano a capirlo da subito anche gli specializzandi in malattie infettive e tropicali dell’università degli studi di Bari “Aldo Moro” che, da due anni, operano sul molo Favaloro di Lampedusa. A rotazione, sono impegnati nella vigilanza sanitaria transfrontaliera durante gli sbarchi, grazie ad un accordo tra università e direzione prevenzione del ministero della Salute (nello specifico Usmaf-Sasn Sicilia), riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “best practice” per la promozione della salute di migranti e rifugiati.
di Salvatore Settis
La Stampa, 14 aprile 2025
Riassunto delle puntate precedenti: l’Unione Europea non riesce a trovare un accordo sull’ora legale, ma in compenso riuscirà presto a schierare poderosi eserciti che ci consentiranno di trattare alla pari con Usa, Russia e Cina. Armandosi, l’Ue gioca d’anticipo sull’intenzione di Putin (mai espressa) di assaltare l’Europa occidentale, ma non dice verbo sull’intenzione Usa, ripetutamente espressa da Trump, di annettersi la Groenlandia, una regione autonoma della Danimarca (membro dell’Unione). L’Ue esalta il rispetto delle regole democratiche, ma approva che in Ucraina di elezioni non si parli, anche se il mandato presidenziale di Zelensky è scaduto il 20 maggio 2024 (in Usa le elezioni presidenziali del 1944 si tennero regolarmente, nonostante la guerra mondiale). L’Ue riafferma ogni giorno la propria fedeltà alla Nato, mentre il nuovo presidente del Paese-guida dell’alleanza (“il leader del mondo libero” secondo la retorica americana) scatena la guerra dei dazi contro gli alleati. L’Ue ha reagito con preoccupazione e fastidio alla secessione del Regno Unito, ma flirta, Brexit o non-Brexit, con la Santa Alleanza dei ‘volenterosi’ lanciata da Starmer. E si potrebbe continuare ad libitum.
di Domenico Quirico
La Stampa, 14 aprile 2025
Quindici anni fa il mare interno fra Europa, Africa e Asia era crocevia del mondo, oggi la Storia si fa negli oceani. Sono tornate le dittature sulla sponda Sud, i migranti sono solo questione amministrativa: è la fine delle illusioni. È stato un attimo. O forse, molto semplicemente, noi europei non siamo stati all’altezza, non l’abbiamo meritata quell’occasione che il Tempo ci offriva. Dopo lunghe ma fragili peregrinazioni la Storia era tornata, una quindicina di anni fa, con dramma e dolore (ma quando questo non è stato il suo lievito fatale?) laddove era nata, al Mediterraneo: la grande cerniera di cui l’avventura umana ha fatto il suo nido prediletto, Nord e Sud, Est e Ovest, Oriente e Occidente, Islam e laicità, democrazie e assolutismi. Dopo tanto parlare di oceani, il centro dell’attenzione del mondo era fissato su questa piccola pianura d’acqua dove ogni nome di isola, insenatura, città evoca luoghi dove si sono combattute grandi battaglie e chiusi storici accordi di pace, rigata dalle migrazioni e dalle fughe davanti al nemico ma anche dagli incontri dei sapienti, dei profeti e degli umili.
di Fabrizia Giuliani
La Stampa, 13 aprile 2025
Il rischio è assuefarsi: non registrare più, non stupirsi più, figuriamoci indignarsi. Emergenza carceri, sovraffollamento, strutture fatiscenti, carenza di personale e via così. Formule ineccepibili, pensate per chiudere bene i fatti, sigillarli e non esserne toccati. Così parlano i verbali, le relazioni, le audizioni parlamentari e così parliamo anche noi. Noi che lo sappiamo quali sono le condizioni delle nostre prigioni, quelle per adulti e anche quelle per i minori, sempre per restare alle locuzioni indolori, quelle dove stanno i ragazzi e le ragazze e a volte portano nomi che generano ossimori. Come il Beccaria di Milano, titolato alla parte migliore della nostra storia, dove meno di un anno fa sono stati arrestati agenti per torture e da dove si continua a evadere.
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