frontierarieti.com, 16 aprile 2025
Un progetto della Caritas Diocesana porta matite, colori e ascolto nella Casa Circondariale di Rieti. Tra volti, parole e paesaggi, un laboratorio diventa occasione di espressione e umanità. Nel carcere di Rieti è iniziata una storia lieve, fatta di colore, matite e ascolto. Si chiama Disegnare in libertà ed è un progetto promosso dalla Caritas Diocesana, accolto con favore dalla direttrice della Casa Circondariale, dott.ssa Chiara Pellegrini, e dalla comandante della Polizia Penitenziaria, dott.ssa Daniela Nobile. A renderlo possibile è anche il sostegno concreto di ITAS Mutua, il gruppo assicurativo trentino che reinveste parte degli utili in iniziative sociali, grazie all’impegno dell’agente reatino Mario Iarussi.
di Youssef Taby
Il Fatto Quotidiano, 16 aprile 2025
Vito Fiorino, il 3 ottobre 2013 è stato testimone e soccorritore di uno dei tragici naufragi di barche con migranti a bordo. A raccontare la sua storia Nicoletta Sala nel libro “Vito e gli altri” (Mimesis edizioni). “Questo libro parla di migrazioni. Al plurale. Perché anche io, Vito Fiorino, sono stato un migrante, figlio di migranti”. Comincia così “Vito e gli altri”, il libro edito da Mimesis e scritto da Nicoletta Sala, che ripercorre la vita - e soprattutto una notte - di Vito Fiorino, protagonista di una delle pagine più drammatiche della storia recente del Mediterraneo: il naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa.
di Davide Varì
Il Dubbio, 16 aprile 2025
La sicurezza è una liturgia bipartisan, un rito delle maggioranze che viene celebrato da almeno vent’anni con devozione trasversale, da destra a sinistra, passando per il centro. E non ci sarebbe nulla di male se non fosse per un piccolo dettaglio: mentre si producono decreti “legge e ordine” come se piovesse, i furti calano e gli omicidi toccano i minimi storici della Repubblica. Ma evidentemente non importa. Perché la battaglia, da tempo, è contro l’insicurezza percepita. Un oggetto misterioso, che non si lascia afferrare dai dati ma si insinua nei sondaggi e nei talk show. E allora i reati scendono, ma ci si sente come nel Bronx reaganiano o in una favela sudamericana.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 16 aprile 2025
Via all’iniziativa per sensibilizzare le comunità e per fornire strumenti per essere più informati. “Il gioco d’azzardo produce grandi danni nelle vite delle persone”. “Non chiamiamolo gioco. Il gioco è un’altra cosa, è espressione di libertà e benessere. L’azzardo produce grandi danni nelle vite delle persone”. Le parole sono importanti, non ha dubbi Caterina Boca, referente della Caritas per il progetto “Vince chi smette”. È partito alcune settimane fa e 80 Caritas delle diocesi italiane lo hanno subito messo in pratica per prevenire contro i rischi che le ludopatie stanno provocando. Sono tornate di attualità in questi giorni con la notizia delle indagini in corso sulle scommesse dei calciatori professionisti. Si parla solo di loro, ma non sono gli unici ad essere stati colpiti dall’azzardo. I dati parlano chiaro: secondo le statistiche di giocoresponsabile.info nel 2024 sono stati spesi dai cittadini 160 miliardi di euro. La sanità italiana costa 140 miliardi di euro, l’educazione 67 miliardi.
di Riccardo Bessone
Il Domani, 16 aprile 2025
Positività dubbia e nessuna alterazione, ma patente sospesa. Diverse testimonianze emerse in questi primi mesi di applicazione del testo mostrano varie problematicità portate dal decreto di modifica del ministro Salvini, soprattutto in merito alla guida e l’utilizzo di sostanze stupefacenti. Le associazioni sollevano la questione di costituzionalità. “Ho spiegato che non avevo assunto niente, che in ospedale mi avevano fatto vedere che il valore di Thc era bassissimo. E loro in effetti mi hanno detto che il valore era molto basso, è vero, ma toccava la soglia che avevano come indicazione dal nuovo codice della strada che era appena entrato in vigore”.
di Sergio Segio
Il Manifesto, 16 aprile 2025
Nel 2024 si è tenuto il 40° anniversario della Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti. Non ne sono accorti e ricordati in molti giacché si tratta di una realtà tanto presente ai quattro angoli del mondo quanto rimossa e nascosta. Nell’occasione, Suzanne Jabbour, presidentessa della Sottocommissione per la Prevenzione della Tortura delle Nazioni Unite, ne ha denunciato pubblicamente la drammatica diffusione e le caratteristiche, ricordando che “in quel preciso istante, qualcuno veniva torturato, qualcuno taceva, qualcuno permetteva che la tortura venisse praticata e qualcuno non veniva ritenuto responsabile per aver commesso l’abominevole, disumano e inutile crimine della tortura”.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 16 aprile 2025
Mentre l’Assemblea nazionale e in via di approvazione una legge che istituisce un procuratore speciale per i reati legati alla droga con nuovi e più ampi poteri per gli investigatori, ben sette carceri francesi sono state prese di mira, la notte tra lunedì e martedì, da attacchi che secondo gli inquirenti sembrano rispondere ad una “precisa e coordinata strategia”. Presso la struttura di Tolone l’episodio più grave con colpi di kalashnikov esplosi contro le mura di cinta. Ma fatti di altrettanta gravità, come l’incendio di veicoli e lanci di molotov, si sono verificati anche a Aix- En- Provence, Marsiglia, Valence e Nîmes nel sud della Francia, e a Villepinte e Nanterre, vicino a Parigi.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 aprile 2025
Con la firma del presidente Sergio Mattarella e la conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale venerdì scorso, entra in vigore il decreto- legge “Sicurezza”, che introduce modifiche rilevanti anche nel sistema penale, in particolare per le donne incinte e le madri con figli piccoli. Tra le novità più discusse, la fine del rinvio obbligatorio dell’esecuzione della pena per queste categorie e l’obbligo di detenzione negli Icam (Istituti a Custodia Attenuata per Madri). Un cambiamento che solleva numerosi interrogativi. Il carcere potrebbe aprirsi con maggiore frequenza alle donne incinte o madri di figli di età inferiore a tre anni, anche a causa del numero limitato di Icam, senza previsioni di incremento. Inoltre, non viene valorizzata l’opzione delle case famiglia protette, le quali evitano l’impatto detentivo sui bambini piccoli.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 15 aprile 2025
Ogni giorno nelle carceri italiane ci sono in media cinque episodi di protesta collettiva. Il reato di rivolta penitenziaria, introdotto dal decreto legge “sicurezza”, punisce con pene elevatissime anche chi protesta senza violenza e con forme di resistenza passiva a ordini dati per generiche ragioni di sicurezza. Il carcere è pieno di tali eventi, ogni operatore lo sa. Nel solo 2024 si sono verificati circa 1.500 episodi di protesta collettiva nonviolenta, quali la battitura delle sbarre o il rifiuto di rientrare in cella. Episodi che un bravo direttore o comandante di reparto risolveva con il dialogo, ascoltando le ragioni della protesta. La pedagogia premoderna e punitiva di chi ci governa ha deciso di criminalizzare la disobbedienza nonviolenta. Se il 2025 sarà come l’anno passato, supponendo che in media quattro detenuti partecipino a ogni episodio di disobbedienza a un ordine, arriveremo a seimila detenuti coinvolti.
di Luca Sofri
ilpost.it, 15 aprile 2025
Lo dice tra gli altri l’associazione degli avvocati penalisti italiani; nel frattempo il governo continua a contraddirsi. Giovedì scorso il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha risposto alle interrogazioni dei senatori Ivan Scalfarotto di Italia Viva e Alfredo Bazoli del PD, che gli chiedevano conto dell’amministrazione delle carceri italiane e della gravissima situazione umanitaria che si vive al loro interno. Lo ha fatto con tono un po’ ironico, dicendo che “se aumenta il numero dei carcerati non è colpa del governo, ma di coloro che commettono dei reati e della magistratura che li mette in prigione, anche perché non risulta che siano stati imprigionati in base a nuove leggi promulgate da questo parlamento”.
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