di Tommaso Moretto
Corriere del Veneto, 25 marzo 2025
L’inaugurazione del carcere minorile per il Triveneto in via Verdi in città avverrà non entro il mese corrente (come annunciato) bensì quest’estate ma la data ancora non è stata precisata. Una volta a regime, l’istituto correzionale accoglierà 27 utenti. La loro età, minori (14-18) e giovani adulti (19-25) dipenderà dalle scelte della magistratura di sorveglianza. Già individuati quattro funzionari pedagogici e un funzionario contabile addetti alla struttura ed è stata indetta la procedura di selezione per un comandante e un direttore. Quanto agli agenti di custodia, già chiesta la mobilità per 55 lavoratori. Stando al progetto, quello di Rovigo sarà il primo carcere minorile di nuova concezione, con ampi spazi per attività formative e professionalizzanti.
di Lucia Gentili
Il Resto del Carlino, 25 marzo 2025
Il garante Giulianelli insieme con tre aziende ha organizzato un corso da imbianchino nel carcere Barcaglione di Ancora. La Twenty21 srl che opera a Tolentino ne assumerà due per carenza di manodopera. Offrire nuove possibilità di reinserimento sociale e combattere il rischio di recidiva: con questi obiettivi il garante regionale dei diritti della persona Giancarlo Giulianelli, in collaborazione con Twenty21 srl, Cattaneo srl e San Marco Group spa, ha deciso di organizzare un mini corso di formazione professionale da imbianchino (in tecniche di pittura) rivolto ai detenuti del carcere di Barcaglione, ad Ancona.
di Daria Geggi
civonline.it, 25 marzo 2025
Anche a Civitavecchia l’associazione fondata da Flavia Filippi continua il suo impegno per il reinserimento lavorativo dei detenuti. Con il supporto di Stefania Polo, sempre più aziende locali stanno offrendo opportunità concrete. L’associazione “Seconda Chance” continua a sviluppare il suo impegno per il reinserimento lavorativo dei detenuti e degli ex detenuti, portando avanti una missione che ha già dato risultati concreti in molte realtà italiane, compresa Civitavecchia. Fondata dalla giornalista del TgLa7 Flavia Filippi nel 2022, l’associazione si pone come ponte tra il mondo imprenditoriale e il sistema penitenziario, offrendo opportunità di formazione e impiego ai detenuti desiderosi di reinserirsi nella società.
di Valentina Damiani
Il Resto del Carlino, 25 marzo 2025
Il sindaco Ciccolini: “Siamo e saremo sempre a fianco del Garante regionale dei diritti dei detenuti”. Si rinnova per il 2025 l’esperienza del corso di ceramica nella Casa Circondariale di Villa Fastiggi, di Pesaro, unico Istituto penitenziario nelle Marche in cui sono presenti detenute. Un progetto molto apprezzato, sia da parte delle detenute che da parte del personale educativo, per aver contribuito a migliorare la socialità e le relazioni nonché a sviluppare le potenzialità espressive e creative delle recluse. Il progetto, esempio virtuoso di sinergia tra enti pubblici e privati, ha visto la collaborazione della Regione Marche, attraverso il Garante Regionale dei Diritti dei Detenuti, Giancarlo Giulianelli, e la Commissione Pari Opportunità, presieduta da Maria Lina Vitturini. Decisivo il contributo del Comune di Urbania, che ha coordinato l’aspetto amministrativo, promosso il progetto e coperto le spese primarie per la cottura delle argille. Un corso promosso e gestito dall’Associazione Amici della Ceramica di Urbania, che prevede due cicli di 26 lezioni, il primo, ormai prossimo alla conclusione, ha coinvolto circa 10 detenute che hanno realizzato manufatti personali di pregevole fattura. Dopo la cottura nei forni dell’Associazione, le partecipanti potranno conservare le loro creazioni e portarle con sé al termine del periodo detentivo. Il secondo ciclo del corso inizierà ad aprile.
di Caterina Ruggi d’Aragona
Corriere Fiorentino, 25 marzo 2025
Il carcere Don Bosco a Pisa apre le porte alla musica dal vivo, ospitando artisti di spicco nel panorama indipendente italiano. Con l’esibizione di Giancane inizia domani il progetto “Chroma”, promosso dalla compagnia teatrale pisana I Sacchi di Sabbia e finanziato dalla Regione Toscana. Un’iniziativa unica, che coinvolge uomini e donne reclusi nella casa circondariale pisana in un percorso artistico e multimediale in bilico tra musica, video e teatro. A curarlo, per conto dei Sacchi di Sabbia, i due artisti e musicisti Davide Barbafiera e Davide Cappai, consapevoli dell’importanza emotiva che la musica può avere all’interno di un istituto di pena. “Il progetto Chroma è molto più di un semplice cartellone musicale.
di Alessia Arcolaci
vanityfair.it, 25 marzo 2025
“Quante morti si potevano evitare, per esempio, con una telefonata?”. Il giornalista del Corriere della Sera, in libreria con “Morire di Pena” (ed. Laterza), racconta perché molti suicidi di detenuti in carcere (forse) potevano essere morti evitate. “Il referto neuropsichiatrico redatto dal dottor Salvatore Bruno nota che nel “signor Lombardo Damiano Cosimo” si evidenzia “una infuturazione scarsamente propositiva ed altamente velleitaria”. Non ho mai sentito la parola “infuturazione”. Infuturarsi. Nel linguaggio psichiatrico indica la capacità di proiettarsi nel futuro”. Con queste parole, Alessandro Trocino, giornalista del Corriere della Sera, presenta la prima delle dodici storie di suicidio in carcere che ha scelto di raccontare nel saggio “Morire di Pena”, in libreria per Editori Laterza.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 25 marzo 2025
Nel fumetto “Morire di carcere”, scritto per “La Revue”, le storie delle persone negli istituti di pena, in 24 pagine. Con le illustrazioni di Ilaria Urbinati, è stato scritto dal giornalista Luca Cereda: “L’obiettivo di questo progetto è di entrare in carcere e raccontare il tema non con i soliti freddi numeri, che sono necessari per comprendere il fenomeno, ma andando un po’ oltre, mettendo a nudo i sentimenti”. “Esiste un immaginario comune del carcere: una visione che ci viene restituita dai film, dalle serie, a volte anche dal giornalismo. Questo racconto, invece, prende forma in un luogo reale, la casa circondariale Due Palazzi di Padova, e dalle testimonianze dei suoi detenuti: Paolo, Mario, Amin e Tommaso”. Inizia così “Morire di carcere”, fumetto scritto per il numero 9 de La Revue Dessinée Italia (diventata La Revue dalla fine del 2024) dal giornalista Luca Cereda, a lungo firma di Vita, e illustrato da Ilaria Urbinati.
di Sofia Landi
lumsanews.it, 25 marzo 2025
Gli errori, l’amore, le risse, la voglia di guardare il cielo oltre i muri di una cella. Sono gli ingredienti che hanno reso Mare Fuori la serie dei record targata Rai. Ma quando i titoli di coda scorrono con la sigla, è il momento di distinguere il racconto televisivo dalla realtà. Oltre le sbarre della fiction esistono carceri minorili sovraffollate, dove l’approccio rieducativo viene travolto da quello repressivo, dalla carenza delle risorse, dalla fatiscenza delle strutture.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 25 marzo 2025
La gip di Firenze ha disposto l’imputazione coatta dopo la sentenza della Consulta del 2024 sul “trattamento di sostegno vitale”. Il procedimento riguarda l’aiuto fornito a Massimiliano dall’associazione Luca Coscioni. Gli imputati: “Pronti alle conseguenze delle nostre azioni di disobbedienza civile”. La gip di Firenze ha deciso: Marco Cappato andrà a processo per aver accompagnato Massimiliano a morire suicida in Svizzera. La giudice Agnese Di Girolamo ha disposto l’imputazione coatta e rigettato la richiesta di archiviazione del pm Carmine Pirozzi, in modo da approfondire la vicenda alla luce della sentenza emessa sul caso dalla Corte costituzionale nel luglio 2024. Il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni rischia fino a 12 anni di carcere, insieme ad altre due volontarie con le quali aiutò materialmente il 44enne livornese Massimiliano, affetto da sclerosi multipla, a recarsi in una clinica svizzera dove morì l’8 dicembre 2022. “La nostra - ricorda Cappato - è stata un’azione di disobbedienza civile. Con Chiara Lalli e Felicetta Maltese ci eravamo autodenunciati perché eravamo, e siamo, pronti ad assumerci le nostre responsabilità, nel pieno rispetto delle decisioni della magistratura, e nella totale inerzia del Parlamento. Continueremo la nostra azione - ha promesso l’attivista - fino a quando non sarà pienamente garantito il diritto alla libertà di scelta fino alla fine della vita, superando anche le discriminazioni oggi in atto tra malati in situazioni diverse”.
di Chiara Lalli
Il Dubbio, 25 marzo 2025
Il Gip di Firenze dispone l’imputazione coatta per Lalli, Cappato e Maltese dell’Associazione Coscioni dopo l’ultima sentenza della Consulta sul suicidio assistito e il requisito del “sostegno vitale”. Questa mattina arriva una pec dal tribunale di Firenze con un oggetto un po’ strambo e molto burocratico. Me la inoltrano i miei avvocati mentre sto bevendo il mio secondo caffè. Già so che cosa riguarda ma apro comunque il pdf pensando chissà cosa sarà. “Ordinanza con la quale si dispone che il pubblico ministero formuli l’imputazione coatta” (tutto in maiuscolo). Tutta questa formalità ritarda ancora di qualche secondo la registrazione cerebrale di questa informazione e “imputazione coatta” mi fa un po’ ridere (perché sono scema, lo so). La giudice per le indagini preliminari ha rigettato la richiesta del pubblico ministero e dei miei avvocati di archiviare il procedimento a mio carico, di Marco Cappato e di Felicetta Maltese per aver aiutato Massimiliano ad andare in Svizzera.
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