camerepenali.it, 26 maggio 2025
È necessario ricorrere con urgenza a provvedimenti di clemenza generalizzati per abbattere il sovraffollamento e fare sì che le carceri non siano solo luoghi di contenimento, di sofferenza e di morte, ma i luoghi in cui si costruiscono le condizioni per nuove esistenze nel rispetto dei diritti e della dignità della persona. Mentre il Governo, per far fronte al sovraffollamento carcerario, punta sulla costruzione di “moduli detentivi” prefabbricati, i suicidi conoscono ancora una spaventosa recrudescenza con l’inimmaginabile picco di tre morti in un solo giorno.
di Rita Bernardini
L’Altravoce, 26 maggio 2025
Il “non dibattito” sulla condizione delle carceri nel nostro Paese che si è tenuto nell’aula di Montecitorio giovedì 20 marzo è emblematico dello stato attuale della nostra democrazia che da decenni si consuma nell’oltraggio delle procedure che dovrebbero caratterizzarla. Il confronto e il dibattito da cui potrebbero nascere decisioni migliorative da entrambe le parti. sono considerati superflui, noiosi e fastidiosi, trasformando il Parlamento in un “Insultamento” dove ciascuno recita la propria parte. Lasciando che la maggioranza imponga le decisioni normative e di indirizzo senza che l’opposizione possa emendare i singoli provvedimenti o votare separatamente i documenti di indirizzo al Governo.
di Gianni Alemanno e Fabio Falbo
L’Unità, 26 maggio 2025
Dopo la lettera all’Unità, e dopo un dibattito in Parlamento segnato dalla totale assenza del Governo, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e Fabio Falbo (anche lui detenuto) tornano a rivolgere un appello a politici e magistrati. Caro Direttore volevamo ringraziarla per aver pubblicato la nostra lettera sul suo giornale, anche se la maggior parte dei parlamentari non ne hanno tenuto conto nel corso del recente dibattito parlamentare, portando avanti lo slogan della sicurezza e non quello dei diritti. Le chiediamo un suo aiuto per non far spegnere del tutto l’attenzione sulla questione carceri. Crediamo nel dialogo nel confronto per non far smorzare la fiammella della speranza di tutte le 62.000 persone recluse affinché si possa ripristinare lo stato di diritto violato. Con la dovuta franchezza possiamo affermare che quella politica che non vuole ripristinare la legalità negli istituti di pena deve “affrontate le conseguenze delle sue sconfitte” se si considera il carcere come una porzione dello Stato.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 26 maggio 2025
La malattia ha contagiato nel tempo tutte le forze politiche, la cura richiede interventi di livello costituzionale. Ad esempio un iter legislativo rafforzato, con maggioranza qualificata, per l’introduzione di nuovi reati e inasprimenti di pene (in Spagna si fa già). Andrebbe invece riabbassato il quorum (oggi “dolomitico”) per l’approvazione delle leggi di amnistia e indulto, così da arginare i danni della sbornia giustizialista.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 maggio 2025
Quello che si celebrerà oggi alla Camera dei deputati sarà solo il primo di diversi “processi politici” contro il Ministro della Giustizia Carlo Nordio. Stamane infatti Montecitorio si esprimerà sulla mozione di sfiducia al Guardasigilli sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione, ad eccezione di Azione che fa sapere che uscirà dall’Aula, avente ad oggetto il rimpatrio del generale libico Osama Njeem Almasri, capo della polizia giudiziaria di Tripoli e direttore del carcere di Mitiga, accusato dalla Corte penale internazionale di crimini di guerra e crimini contro l’umanità. L’esito del voto, che si dovrebbe tenere nel pomeriggio, è scontato e sarà favorevole al Ministro. Tuttavia l’iniziativa delle opposizioni rappresenta il primo di diversi bombardamenti che verranno sferrati contro il responsabile di Via Arenula.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 26 maggio 2025
Alla Camera si vota la mozione sul caso Elmasry. Il ministro senza spiegazioni valide. Intanto al Copasir Mantovano sentito per 3 ore: focus anche su Paragon. La sfiducia non ci sarà, ma il ministro della Giustizia Carlo Nordio, comunque, stamattina sarà costretto una volta di più a intervenire sul caso che più lo imbarazza negli ultimi tempi: quello di Osama Elmasry, il capo della polizia giudiziaria libica arrestato a Torino lo scorso gennaio per ordine della Corte penale internazionale e liberato nel giro di 48 ore in una maniera che ancora oggi, a distanza di due mesi, nessuno dalle parti del governo è riuscito a spiegare in maniera convincente.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 26 maggio 2025
Di fronte alle motivazioni della Cassazione sulla sentenza Open, il leader di Italia viva Matteo Renzi prima esulta, ma poi spiega che “il Paese ha perso, perché una vicenda di questo genere segna la sconfitta della politica e la vittoria del giustizialismo”. Poi aggiunge che l’idea di “tornare al finanziamento pubblico” non lo convince e attacca la maggioranza: “Salvini e Tajani sono come due bimbetti che litigano per il giocattolino”.
di Simone Marani
altalex.com, 26 maggio 2025
L’allontanamento non deve violare il diritto al rispetto della salute, della vita privata e familiare (Cassazione n. 7254/2025). L’espulsione dello straniero irregolare può avvenire solo se l’allontanamento non comporti una violazione del suo diritto al rispetto della salute, della vita privata e familiare. Questo è quanto emerge dalla sentenza 20 febbraio 2025, n. 7254 della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione. Secondo costante giurisprudenza di legittimità, l’espulsione dello straniero non appartenente all’Unione europea, identificato, irregolare, il quale sia stato condannato e si trovi detenuto in esecuzione di pena, anche residua, non superiore a 2 anni per reati non ostativi, prevista dall’art. 16, comma 5, D.Lgs. n. 286 del 1998, ha natura sostanzialmente amministrativa e costituisce una misura alternativa alla detenzione atipica, della quale è obbligatoria l’adozione in presenza delle condizioni fissate dalla legge (Cass. Pen., Sez. I, 8 novembre 2018, n. 50871).
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 26 maggio 2025
Lo ha chiarito la Corte di cassazione, sentenza n. 11743 depositata ieri, rigettando il ricorso dell’imputato. La previsione, introdotta dalla riforma Cartabia, per cui si ha remissione di querela nel caso in cui il querelante non si presenti all’udienza in cui è stato citato come testimone, non si applica al (diverso) caso in cui il tribunale ha acquisito le dichiarazioni rese della persona offesa nel corso delle indagini preliminari. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, sentenza n. 11743 depositata oggi, respingendo il ricorso di un uomo condannato (ex art. 612-ter Cp) per revenge porn e affermando che diversamente si amplierebbe eccessivamente il concetto di remissione tacita, oltre dunque la necessità di una effettiva partecipazione dell’offeso.
di Massimo Sechi
La Nuova Sardegna, 26 maggio 2025
Il fiume di messaggi pieni di insulti dopo la visita e il report sulle condizioni nel carcere di Bancali. “Chiudetela dentro”, “La garante di stupratori e assassini pagata dal popolo italiano”, “mandatela a fare le pulizie in carcere e vediamo cosa le fanno”. Sono solo alcuni dei commenti apparsi sulle varie pagine social dopo che Irene Testa, garante regionale dei diritti delle persone detenute in Sardegna, ha descritto le condizioni del carcere di Bancali a Sassari. Un fiume di insulti e disprezzo, spesso tranquillamente firmati con nome e cognome, che ha travolto la sua figura e il suo ruolo istituzionale. Ma dietro quelle parole, c’è un probabilmente un problema più grande che sarebbe meglio iniziare ad affrontar con decisione: l’ostilità, e in alcuni casi purtroppo anche l’odio, di una parte della società verso chi è detenuto, a prescindere dalla pena che deve scontare e dal reato che ha commesso.
- Teramo. Era evaso dai domiciliari per tornare in carcere, ritrovato morto in cella
- Milano. Rivolta al carcere minorile di Beccaria. Il monito di Mattarella sull’emergenza
- Modena. Alessandra Camporota: “Più sbocchi lavorativi e progetti per i detenuti”
- Napoli. Paola Severino: “Una grande regata per aiutare i ragazzi del carcere di Nisida”
- Chieti. “Nella mia ora di libertà: salute mentale e condizioni di detenzione”, il convegno









