certastampa.it, 27 marzo 2025
Tre indagati per la morte in carcere di Domenico Di Rocco, 46enne di Mosciano, ritrovato nel letto della sua cella a Castrogno martedì mattina, secondo le prime indagini per un arresto cardiocircolatorio. Nella cella di Di Rocco intervennero, dopo l’allarme degli agenti di turno: il medico di turno e i due infermieri con l’ipotesi di reato di concorso in omicidio colposo. Sono loro, adesso, che la procura, come atto dovuto in questa fase, ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo in attesa che oggi si svolgerà l’autopsia.
salernotoday.it, 27 marzo 2025
Domani mattina verrà affidato l’incarico per l’autopsia, il cui esito sarà determinante per chiarire le cause del decesso e consentire il rilascio della salma. Svolta nelle indagini sulla morte di Renato Castagno, il 37enne salernitano deceduto mercoledì scorso dopo un malore nel carcere di Fuorni. La Procura di Salerno, infatti, ha iscritto nel registro degli indagati il medico del servizio di sanità penitenziaria di turno in quel momento nell’istituto di via del Tonnazzo. L’ipotesi di reato avanzata dal pm Katia Cardillo è di omicidio colposo.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 27 marzo 2025
Sarà a giugno il processo per la presunta violenza sessuale avvenuta in cella ai danni del trapper Jordan Tinti, noto come Jeffrey Baby, morto suicida a 26 anni il 12 marzo 2024. A dicembre il giudice Luigi Riganti aveva respinto la richiesta di archiviazione della procura e accolto l’opposizione del legale dei familiari del ragazzo, Federico Edoardo Pisani. Il giudice, quindi, ha riaperto il caso restituendo gli atti al pubblico ministero e ordinando l’imputazione coatta per il compagno di cella, un 50enne ancora detenuto.
di Alessandro Villari
zetaluiss.it, 27 marzo 2025
Restituire significato alle vite trascorse dietro le sbarre non è cosa da poco. Un’importante iniziativa a riguardo arriva da Perugia. “La peggior sensazione che dà il carcere è quella di trascorrere una vita vuota: se passi giorni e giorni senza nessun senso la tua disperazione ti porta al suicidio”, sono le parole di Emilio Santoro, professore di Filosofia del diritto dell’università di Firenze e presidente del comitato scientifico dell’associazione L’altro diritto. Secondo l’organizzazione Antigone, nel 2024 sono state ottantotto le persone che si sono tolte la vita nei penitenziari: un dato che ha superato il triste record del 2022, quando i casi sono stati ottantacinque. Dall’inizio dell’anno fino al 15 marzo invece, i morti per suicidio negli istituti di pena sono già stati diciassette.
di Igor Cipollina
La Gazzetta di Mantova, 27 marzo 2025
Operano quotidianamente sul filo teso tra fermezza e umanità, disciplina e comprensione, impegnati “a difendere e diffondere luce e speranza”. In un luogo pieno di ombre, dove la missione del recupero sociale si scontra con carenze - di organici e strutture - e con grumi di emarginazione. Difficile immaginare un riscatto quando si è ultimi tra gli ultimi, oltre i bordi. Difficilissimo placare le intemperanze e, al tempo stesso, alimentare la prospettiva di un domani in chi vive l’apnea di un presente compresso. Stretti in 140 dentro uno spazio per 97. “Abbiamo imparato a non cedere alle provocazioni, a non temere le sfide di una quotidianità imprevedibile - scandisce Raffaele Pierro, comandante del reparto di polizia penitenziaria in servizio nella casa circondariale di Mantova - ma siamo anche pronti a rappresentare le esigenze dei detenuti, a dar loro una parola di conforto”. L’occasione per accendere una luce sul carcere di via Poma - così centrale, nella geografia della città, eppure così invisibile - è la festa per il 208esimo anniversario della fondazione del corpo di polizia penitenziaria.
La Nazione, 27 marzo 2025
Problemi igienici e nuovi sopralluoghi. Tutto cambia, niente cambia. Il teorema gattopardesco vale anche per Sollicciano. Perché dopo la non conferma dell’ormai ex direttrice, Antonella Tuoni, additata dal Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria) di essere “responsabile” delle gravi situazione in cui versa il penitenziario, la situazione anche con il nuovo dirigente a tempo determinato non fa che peggiorare. A dirlo è l’ultimo verbale con gli esiti dei sopralluoghi del personale dell’Asl Toscana centro all’interno della quarta sezione dell’ala maschile e nel reparto Atsm (salute mentale).
merateonline.it, 27 marzo 2025
È iniziato lo scorso lunedì il primo incontro di un progetto organizzato dal gruppo “Imbersago per Tutti”, in collaborazione con l’Amministrazione, per coinvolgere, una volta al mese, con un appuntamento a tema, tutta la popolazione. Il primo argomento affrontato, con il ritorno in paese dell’arte terapeuta Luisa Colombo, è stato le donne e il carcere, in occasione dell’appena celebrata Festa della Donna. Partendo dal suo libro “Tutte le lacrime sono trasparenti”, l’autrice ha raccontato di donne che hanno subito violenza in carcere e comunità protette, che lei ha incontrato esercitando la sua professione. Un’opera nata in carcere non per spaventare le persone sulle tragedie che accadono ogni giorno, ma per dare un segno di speranza. “Perché le donne se scelgono di rinascere, anche se è difficile, lo possono fare e oggi ci sono una serie di meccanismi e istituzioni che le sostengono. Se decidi di farcela puoi farcela”.
di Alessandro Mambelli
Il Resto del Carlino, 27 marzo 2025
Alle 20.30 l’Istituto Salesiano Orselli di Forlì, la Sala San Luigi e la Fondazione Opera Don Bosco Onlus, in collaborazione con la Diocesi di Forlì-Bertinoro e la Caritas Diocesana, promuovono la proiezione del film documentario ‘Io spero paradiso’ di Daniele Pignatelli, con confronto e testimonianze presso la Sala San Luigi, in via Nanni 14. Negli ultimi anni le carceri italiane sono state al centro del dibattito pubblico a causa del sovraffollamento, delle difficili condizioni di vita dei detenuti e delle criticità legate al reinserimento sociale. Questi temi pongono interrogativi sul modo in cui il sistema penitenziario possa svolgere al meglio il suo ruolo punitivo, rieducativo e riabilitativo. Il regista Daniele Pignatelli affronta i temi nel film realizzato con la collaborazione dei detenuti del Carcere di Opera, e che racconta una storia di rinascita e seconde opportunità attraverso il vissuto di tre detenuti, per riflettere su come il carcere possa essere anche un luogo di crescita personale e reintegrazione.
di Maurizio Porro
Corriere della Sera, 27 marzo 2025
La serie Netflix in quattro episodi segue la vita della famiglia Miller, la cui esistenza viene sconvolta quando Jamie, studente 13enne, viene arrestato per avere ucciso una compagna di classe. Sono 24 milioni di visualizzazioni, dice orgogliosamente Netflix, oggi saranno il doppio o il triplo. La nuova serie di cui si parla è inglese dello Yorkshire e si chiama “Adolescence”: è bellissima nella forma e nella sostanza, sono quattro episodi di un’ora tutti girati in piani sequenza, senza stacchi, con qualche piccolo e legittimo trucco. Non è una storia fantasy, non è romantica, non è distopica (anzi, proprio di oggi si parla), non è dozzinale, non fa ridere, non ha alcuno degli elementi che in genere determinano il successo di un prodotto a largo consumo globale. Eppure è nella top ten di 71 Paesi, tutti complici di questo fattaccio di cronaca che nessuno riesce a considerare estraneo.
di Angela Nocioni
L’Unità, 27 marzo 2025
Rappresaglia con i manganelli per aver sorpreso un migrante che con uno smartphone tentava di denunciare un tentativo di suicidio per impiccagione. “Aiuto! Aiuto! No, no!”. Sono grida disperate. Ascoltatele, se potete, a questo link: https://video.unita.it/pestaggio-al-cpr-di-trapani/ Vengono dal centro per il rimpatrio di Milo, a Trapani. Sono state registrate durante un pestaggio lunedì 24 marzo dentro il Cpr. Agenti in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione e hanno manganellato furiosamente tutti i presenti. Sangue e ferite. Si è salvato solo chi è riuscito a nascondersi sotto il letto. Nei Cpr sono rinchiuse persone in detenzione amministrativa, ossia persone che non sono nemmeno accusate di aver compiuto reati. A parte le espulsioni giudiziarie che sono una esigua minoranza, si tratta di persone ritenute - non da giudici ma da funzionari delle prefetture - migranti da rimpatriare, privati della libertà e rinchiusi in celle in violazione della Costituzione italiana.
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