di Ermes Antonucci
Il Foglio, 15 giugno 2024
I vertici dell’Anm si riuniscono oggi per decidere su come reagire alla presentazione del ddl di riforma costituzionale della magistratura. L’ipotesi sciopero perde quotazione: tra le toghe ci sono opinioni contrastanti (e si teme un nuovo flop). Scioperare o non scioperare? Questo è il dilemma che si porranno oggi i vertici dell’Associazione nazionale magistrati, riuniti a Roma in via straordinaria per decidere su come reagire all’approvazione in Consiglio dei ministri della riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, la creazione di due distinti Csm e l’istituzione di un’Alta corte per i giudizi disciplinari. Al momento l’ipotesi di un’astensione dall’attività giudiziaria sembra aver perso quotazione, per tre ragioni principali.
di Giulia Merlo
Il Domani, 15 giugno 2024
Il magistrato progressista Stefano Celli, membro dell’Anm, spiega: “L’Anm deve mantenere i nervi saldi ed elaborare una strategia di ampio respiro. Lo sciopero funziona se “gli altri”, non solo la politica, ma soprattutto la società civile, ne comprende le ragioni e le condivide”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 giugno 2024
La toga ha fatto sapere che non prenderà parte agli eventi formativi organizzati dagli organi associativi forensi che si sono schierati a favore della riforma Nordio. Di certo l’iniziativa di un singolo magistrato non è rappresentativa dello spirito che anima l’intera categoria delle toghe. Però potrebbe apparire sintomatica di un sentimento crescente di frustrazione e rabbia che cresce all’interno dell’Associazione nazionale magistrati in merito al ddl costituzionale sulla separazione delle carriere, sorteggio per i membri del Consiglio Superiore della Magistratura e Alta Corte disciplinare.
di Daniela Mainenti*
Il Fatto Quotidiano, 15 giugno 2024
Nel contesto delle moderne democrazie costituzionali, la figura del pubblico ministero non suscita dubbi circa la sua esistenza, ma piuttosto pone interrogativi riguardo il possibile impiego politico degli strumenti processuali penali. Questa critica è figlia di un’eccessiva ipertrofia legislativa, che mina la riserva di legge in ambito penale e propende per un suo utilizzo come strumento simbolico, piuttosto che come ultima ratio di protezione. Tale fenomeno espande in modo preoccupante la discrezionalità del Giudice e ancor più quella del pm, il quale viene talvolta percepito come un “decisore politico”.
di Tullio Padovani*
L’Unità, 15 giugno 2024
In Italia abbiamo una presenza sempre più invadente, sempre più pericolosa, e sempre più silenziosa, nel senso che se ne parla poco, troppo poco o non se ne parla affatto. Magari se ne occupano i giornali che curano di più gli aspetti della giustizia ma che sono letti da pochi. I grandi giornali non dedicano nessuno spazio a un problema che viceversa costituisce un vero e proprio cancro del sistema giuridico italiano. Parlo delle misure di prevenzione, soprattutto delle misure di prevenzione patrimoniali e delle cosiddette interdittive antimafia. Si tratta di un meccanismo diabolico che ha un carattere eversivo, del quale non percepiamo la portata perché agisce un po’ dietro le quinte. Ogni tanto emerge nelle cronache - hanno portato via il patrimonio di Tizio, di Caio, di Sempronio - però la cosa non fa scandalo. C’è stato un recente processo a Palermo a carico di un magistrato che operava nel settore delle misure di prevenzione e allora della cosa si è parlato. Ma la sostanza del fenomeno non è ancora percepita, sembra che non sia un problema. Eppure, in Sicilia, credo che la stessa economia dell’isola sia condizionata dall’esistenza delle misure di prevenzione.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 15 giugno 2024
Oggi l’inaugurazione davanti all’Hotel Plaza di Roma, 41 anni dopo il clamoroso arresto del conduttore a favore di telecamere. La compagna Francesca Scopelliti: “Un atto di memoria”. “Roma ricorda il giornalista e personaggio televisivo Enzo Tortora qui arrestato nel 1983 per accuse infondate poi assolto in via definitiva dopo anni di detenzione e di coraggioso impegno per una ‘giustizia giusta’”. È un tributo ma anche un monito quello che il Comune di Roma ha voluto dedicare al conduttore tv quarantuno anni dopo quel terribile 17 giugno 1983. Ovvero il giorno che ha dato inizio al “caso Tortora” con il clamoroso arresto a favore di telecamere all’Hotel Plaza di Roma.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 15 giugno 2024
“In decenni di detenzione nel carcere speciale non avevano mai visto un Luigi Spera”. Chissà cosa hanno pensato i sette brigatisti all’ergastolo che, insieme a un anarchico, sono tumulati nella sezione di alta sorveglianza della casa di reclusione San Michele, ad Alessandria. Certo alcuni riflessi dello scorrere del tempo e dei cambiamenti globali arrivano anche in quelle celle singole da tre metri quadrati. Così negli ultimi tempi hanno visto passare soggetti accusati di jihadismo o terrorismo internazionale. Mai, però, uno che dicesse: “Sono un pacifista e voglio tornare a fare il vigile del fuoco”. Le parole le riferisce il deputato di Alleanza verdi sinistra Marco Grimaldi, che la scorsa settimana è entrato nella prigione piemontese per andare a trovare Spera.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 15 giugno 2024
Per le S.U. della Cassazione, sentenza n. 23755 depositata oggi, l’Ordine europeo di indagine (O.e.i.) del Pubblico ministero non deve essere preceduto da una autorizzazione del giudice italiano. Importante e complessa decisione delle Sezioni unite (44 pagine) in materia di Ordine europeo di indagine (O.e.i.) con riguardo alla richiesta e trasmissione dei contenuti di comunicazioni attraverso i “critpofonini” (smartphone con un particolare software). Se esse sono già stata acquisite e decrittate dall’autorità giudiziaria estera in un procedimento penale pendente davanti ad essa - chiarisce la Cassazione, sentenza n. 23755 depositata oggi -, la richiesta di O.e.i. da parte del Pubblico ministero non deve essere preceduta da autorizzazione del giudice italiano. E la ragione è che una simile autorizzazione, nell’ordinamento italiano, non è richiesta per l’acquisizione del contenuto di comunicazioni telefoniche già acquisite in altro procedimento perché il vaglio giurisdizionale è comunque già avvenuto.
La Nuova Sardegna, 15 giugno 2024
La decisione del parlamentino presieduto dalla consigliera Camilla Soru. La commissione Cultura e Lavoro del Consiglio regionale della Sardegna, presieduta da Camilla Soru (Pd), effettuerà sopralluoghi in tutte le carceri della Sardegna. È stato deciso nell’ultima seduta del parlamentino e condiviso con la Presidenza del Consiglio regionale. “Vogliamo verificare con i nostri occhi - ha affermato la presidente Soru - le condizioni in cui si trovano le strutture, i detenuti e gli agenti della polizia penitenziaria.
ilbiellese.it, 15 giugno 2024
Tragedia nel carcere di Biella. Un detenuto, un uomo di 46 anni, origini romene, marito e padre, si è tolto la vita impiccandosi alla finestra della sua cella. Il suo corpo è stato rinvenuto ieri attorno all’una durante un ordinario passaggio di controllo da parte del personale di polizia penitenziaria. Poche ore prima aveva ricevuto comunicazione chi gli era stato negato l’avvicinamento alla famiglia, in Lombardia, e quindi gli venivano negati i colloqui con i familiari. Di più, gli veniva tolta la potestà genitoriale.
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