di Giansandro Merli
Il Manifesto, 16 giugno 2024
Martedì prossimo alla Corte di giustizia dell’Unione europea si terrà un’udienza che potrebbe cambiare le sorti di una delle questioni più controverse in materia di immigrazione. Quella che riguarda il reato di favoreggiamento. Nell’ordinamento italiano è previsto dall’articolo 12 del testo unico immigrazione che, sebbene introdotto precedentemente, rispecchia con precisione gli obblighi di incriminazione previsti dal cosiddetto Facilitators package. L’espressione indica la combinazione di una direttiva e di una decisione quadro dell’Ue, entrambe del 2002.
di Simone Matteis
Il Domani, 16 giugno 2024
Con un accordo decennale Copenaghen affitterà 300 celle di un carcere kosovaro di fatto per deportare prigionieri che non hanno la cittadinanza europea.In questi giorni il carcere di Gjilan, nell’est del Kosovo, si sta rimettendo in sesto per adeguarsi agli standard degli istituti penitenziari della Danimarca. Copenaghen è un modello da imitare? Probabilmente sì, ma dietro al piano di Pristina non c’è soltanto un puro spirito di emulazione. A dire il vero c’è molto di più.
di Elena Colonna
L’Espresso, 16 giugno 2024
Sono due milioni quelli che vivono nello Stato ebraico, sotto un regime sempre di più di apartheid: “Dal 7 ottobre la repressione ha raggiunto il livello di persecuzione politica”. Duecentocinquanta persone protestano ad Haifa, nel Nord di Israele. È il 27 maggio, il giorno dopo la strage di Rafah, in cui un raid dell’esercito israeliano ha ucciso almeno 45 sfollati e ne ha feriti più di 180 in una zona che era stata designata come area umanitaria. I manifestanti agitano uno striscione su cui c’è scritto “Stop al massacro” e qualcuno alza una bandiera palestinese. Per la maggior parte sono cittadini palestinesi di Israele, parte della minoranza araba del Paese, ma ci sono anche alcuni attivisti ebrei. A un’ora dall’inizio della protesta, la polizia intima ai manifestanti di allontanarsi, poi irrompe a cavallo su di loro, caricando con violenza la folla, sequestrando i cartelli e arrestando nove persone.
di Anna Lombardi
La Repubblica, 16 giugno 2024
Il secondogenito Kim Aris racconta le battaglie per liberarla: “Non abbiamo notizie da gennaio”. “Mia madre Aung San Suu Kyi compirà 79 anni il 19 giugno, nell’isolamento in cui è costretta dal 2021: condannata a 27 anni sulla base di false accuse rivoltele dalla giunta militare che quell’anno rovesciò il suo governo con un colpo di Stato. Di lei, non so nulla da mesi”. Kim Aris, 47 anni, secondogenito dell’attivista e del tibetologo britannico Michael Aris è rimasto in silenzio per anni. Lasciando parlare per lui il suo corpo interamente tatuato col “Naga”, il drago d’acqua burmese, simbolo della resistenza nel suo Paese.
di Mauro Palma
La Stampa, 15 giugno 2024
Difficile scrivere di un sistema quale quello dell’attuale detenzione che presenta una pluralità di sintomi di malattia. La doverosa precedenza va al lato umano delle 40 persone che si sono tolte la vita in questi mesi dell’anno - due nelle ultime ventiquattro ore - al ritmo medio di una ogni quattro giorni; ma tale constatazione rinvia necessariamente alla complessiva funesta aria che circonda il sistema detentivo nel suo complesso e, quindi, alla sua attuale fisionomia funzionale, gestionale e amministrativa. Perché l’amministrazione dell’esecuzione penale non può ridursi alla gestione della disperazione e del malessere, di chi è ristretto e anche di chi in carcere opera.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 giugno 2024
Documento di Strasburgo per sollecitare “misure in grado di fermare le morti”. Ma il testo Giachetti, che limita il sovraffollamento, rischia di essere affossato. Il numero dei suicidi nelle carceri italiane preoccupa molto il Consiglio d’Europa: una situazione “allarmante” evidenziata da una tendenza negativa osservata dal 2016 e proseguita nel 2023 e all’inizio del 2024. E sulla quale il governo italiano dovrebbe intervenire “urgentemente”, si legge in un documento reso noto ieri. Sui suicidi dei detenuti che proprio ieri hanno toccato quota 42 dall’inizio dell’anno con i casi di Biella e Ariano Irpino - Strasburgo “constata con grande preoccupazione” che le misure adottate finora dalle autorità non sono riuscite ad arrestare il fenomeno. L’Italia è quindi chiamata “ad adottare rapidamente ulteriori misure e a garantire adeguate risorse finanziarie aggiuntive per rafforzare la capacità di prevenire queste morti”.
di Costanza Oliva
Avvenire, 15 giugno 2024
Due detenuti si tolgono la vita a Biella e Ariano Irpino. Il Consiglio d’Europa: situazione allarmante da tempo, le misure adottate non sono sufficienti. Le misure adottate non sono sufficienti e la situazione è “allarmante”: è il pronunciamento del Consiglio d’Europa che oggi si è detto “molto preoccupato” per l’alto numero di suicidi nelle carceri italiane. La richiesta rivolta a Roma è che vengano stanziate maggiori risorse e prese “rapidamente ulteriori misure correttive”.
di Giunta e Osservatorio Carcere dell’UCPI
camerepenali.it, 15 giugno 2024
Dal comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa un monito all’Italia per l’immediata adozione di efficaci interventi sulle disastrose condizioni delle carceri e per una maggiore trasparenza delle informazioni. Sebbene dall’inizio del 2024 si siano succeduti nelle carceri del nostro Paese 42 suicidi (l’ultimo questa notte a Biella), lo Stato e con esso la Politica non hanno ancora posto in essere alcun rimedio al dramma del sovraffollamento carcerario ed alle gravissime condizioni che ne derivano che appaiono violative dei diritti delle persone detenute.
di Luigi Manconi e Chiara Tamburello
La Repubblica, 15 giugno 2024
Lo Stato, custode per legge dei corpi detenuti all’interno delle proprie carceri, può permettere che quegli stessi corpi decadano e muoiano? Una particolare forma di protesta pericolosa e allo stesso tempo nonviolenta è rappresentata dallo sciopero della fame. È pericolosa perché mette a rischio la salute psichica e fisica di chi lo attua e nonviolenta perché non lede l’incolumità di terzi e affronta il potere e le sue ingiustizie senza arrecare danni materiali a cose e a persone. Nel nostro Paese, in passato, la sospensione dell’alimentazione è stata una forma di mobilitazione promossa principalmente dal Partito radicale e da Marco Pannella; e da qualche decennio viene praticata di frequente nelle carceri in quanto unico strumento nonviolento di cui dispongono i detenuti. Ma si deve ricordare che settant’anni fa, a ricorrere al digiuno così come ad altre forme di disobbedienza civile, fu il movimento che si aggregò intorno a Danilo Dolci.
di Errico Novi
Il Dubbio, 15 giugno 2024
“Si è riconosciuto che l’Italia ha già molte armi contro il malaffare”, dice il guardasigilli. Carlo Nordio parla al Consiglio Giustizia europeo. È in conclave con i guardasigilli degli altri ventisei Stati dell’Unione, a Lussemburgo. Interviene su diverse questioni: dalle misure per il contrasto della pedopornografia all’ormai vexata quaestio della direttiva anticorruzione. Il ministro di Roma parla in italiano. Ma poi, quando arriva a citare la propria esperienza da inquirente - che lo ha portato a comprendere come “non sempre l’arma penale sia la più efficace” - si preoccupa di non affidare l’espressione “pubblico ministero” ai pur impeccabili interpreti, e preferisce dire direttamente, in inglese, “public prosecutor”, tanto per essere chiaro.
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