di Liana Milella
La Repubblica, 4 ottobre 2024
Bavaglio alla stampa, abuso d’ufficio soppresso, legge Severino in bilico, stretta sulle intercettazioni, sempre a favore dei colletti bianchi. E poi separazione delle carriere e sorteggio al Csm. È un piacione, ed è galante con le signore. Sarà per questo che c’è chi lo definisce “uno dei ministri più attivi”. Difficile da sostenere, visto che a suo nome in due anni di governo c’è una sola legge in vigore dal 25 agosto, quella sull’abuso d’ufficio, i cui segnali nefasti si cominciano già a vedere. Toccherà alla Consulta metterci mano. Attivo lo è sicuramente sul fronte delle polemiche, e delle incongruenze.
di Liana Milella
La Repubblica, 4 ottobre 2024
Forza Italia brucia i tempi, il 23 ottobre già al via gli emendamenti. Detto fatto. Forza Italia accelera al massimo sulla separazione delle carriere, l’obiettivo di una vita che Silvio Berlusconi da premier non è mai riuscito a portare a casa. E invece ecco adesso che il governo di Meloni punta a farcela. Anche se, con una netta inversione di rotta, mette in secondo piano il premierato, costretto a una battuta d’arresto anche per via delle incertezze sulla legge elettorale.
di Simona Musco e Valentina Stella
Il Dubbio, 4 ottobre 2024
La campagna elettorale per i vertici del “sindacato” delle toghe si intensifica, con tensioni tra i gruppi, accuse di collateralismo e compromessi. Pinelli prova a sminare il conflitto almeno al Csm. Sembra essere già entrata nel vivo la campagna elettorale per il rinnovo dei vertici dell’Anm. Le elezioni del “parlamentino” sono previste a fine gennaio: seguirà la scelta di presidente, segretario e vicepresidente. Secondo alcune indiscrezioni, i giochi sarebbero ormai chiusi: il segretario di “Magistratura indipendente” Claudio Galoppi dovrebbe essere il nuovo presidente del “sindacato”, in virtù di un accordo con le correnti progressiste di “AreaDg” e “Magistratura democratica”, con “Unicost” fuori dalla partita e la carica di segretario assegnata al gruppo guidato da Giovanni Zaccaro.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 4 ottobre 2024
Proseguite ieri in Commissione Affari costituzionali del Senato le audizioni in merito al disegno di legge costituzionale che vorrebbe inserire nell’articolo 111 della Costituzione, quello sul giusto processo, anche la tutela per “le vittime di reato e le persone danneggiate dal reato”. Tra i giuristi ascoltati diversi si sono mostrati perplessi: tra loro il professor avvocato Vittorio Manes, Ordinario di Diritto penale nell’Università di Bologna, con cui approfondiamo il tema in questa intervista.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 4 ottobre 2024
Il gip di Caltanissetta: palazzo Chigi e Viminale responsabili civili per la strage del 1992. Se i quattro poliziotti verranno condannati, a pagare saranno le istituzioni. Il teorema è lo stesso della cosiddetta trattativa stato-mafia: istituzioni e cosa nostra a braccetto per depistare, insabbiare, coprire la verità sugli anni delle stragi e degli omicidi dei corleonesi, stagione terminata con una valanga di arresti e diversi secoli di condanne. Una storia cominciata a Palermo, sconfessata dalla Cassazione del 2023 e che ora riemerge a Caltanissetta, con l’inchiesta a carico di quattro poliziotti (Maurizio Zerilli, Giuseppe Di Gangi, Vincenzo Maniscaldi e Angelo Tedesco) che avrebbero depistato le indagini sull’omicidio del giudice Paolo Borsellino, avvenuto il 19 luglio del 1992, e per aver mentito al processo su Vincenzo Scarantino, pentito che poi non si è rivelato davvero tale.
Corriere della Sera, 4 ottobre 2024
Accusato di aver ucciso l’ex compagna di liceo Lidia Macchi, è stato assolto definitivamente. È rimasto in carcere per tre anni, 6 mesi e 40 giorni. È infinita la vicenda giudiziaria di Stefano Binda, di Brebbia (Varese), arrestato nel 2016 con l’accusa di aver assassinato 30 anni l’ex compagna di liceo Lidia Macchi e poi assolto definitivamente per non aver commesso il fatto, ma detenuto in carcere da innocente per tre anni 6 mesi e 40 giorni. L’Avvocatura dello Stato ha impugnato la decisione della Cassazione bloccando il risarcimento che gli era stato riconosciuto. Dopo la piena assoluzione Binda ha chiesto di essere risarcito per l’ingiusta detenzione subita. Ottenendo un primo riconoscimento, pari a 303mila euro, dalla Corte d’Appello di Milano. Sentenza impugnata davanti alla Cassazione dalla Procura generale di Milano. Lo scorso 23 settembre la massima Corte ha riconosciuto a Binda un risarcimento pari a 212mila euro attribuendogli una “colpa lieve” nella sua condotta processuale.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 4 ottobre 2024
Le S.U. della Cassazione, sentenza n. 36764 depositata oggi, hanno chiarito che la disciplina dell’art. 270, co. 1, Cpp. opera ove il procedimento nel quale sono state fatte le intercettazioni è stato iscritto dopo il 31 agosto 2020. La Corte chiarisce anche il regime di pubblicità delle pronunce con riguardo all’oscuramento dei dati sensibili.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 ottobre 2024
“L’ottava sezione del carcere è diventata una baraccopoli!”. In un’atmosfera di crescente preoccupazione per quanto riguarda l’insostenibile penitenziario nel cuore di Roma, il sindacalista Gennarino De Fazio della Uil-Pa Polizia Penitenziaria ha lanciato un grido d’allarme sulle condizioni di Regina Coeli dopo i recenti disordini. Le sue parole dipingono un quadro di degrado e pericolo che sconvolge la coscienza e mette in discussione i fondamenti stessi del sistema penitenziario italiano. La sua denuncia è un pugno allo stomaco: 115 detenuti ammassati su quattro piani privi di elettricità, con cavi elettrici volanti che serpeggiano lungo le scale in un disperato tentativo di portare un po’ di luce. Ambienti carbonizzati, inferriate divelte, intonaci che si sbriciolano sotto il peso dell’incuria. E nell’aria quell’acre odore di bruciato che si insinua nei polmoni, testimone silenzioso di una violenza ancora palpabile.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 4 ottobre 2024
Una storica volontaria: “Abbiamo messo gli impermeabili, mai vista una cosa così”. Acqua nei corridoi e nelle celle. A Sollicciano gli agenti costretti a indossare gli impermeabili. Dentro la sezione penale di Sollicciano si sente lo scroscio d’acqua che si riversa a terra. Inarrestabile, sembra quasi una cascata. Altro che infiltrazione, dicono quelli che l’hanno visto da vicino, sembra piuttosto un buco nel muro, perché la potenza della pioggia è la stessa che c’è fuori dal carcere. Quindi, di fatto, piove in carcere. Piove come se il carcere fosse all’aperto, in alcuni punti. E il pavimento, nel corridoio della sezione penale, è allagato. E alcune celle, pure, hanno l’acqua sul pavimento con i detenuti costretti a stare con le scarpe.
di Andrea Bassi
reggionline.com, 4 ottobre 2024
È stato rimandato l’ultimo degli interrogatori di garanzia calendarizzati. Questa mattina si è svolta una delle udienze fissate per sottoporre a interrogatorio gli imputati. Inizialmente attesa per l’inizio dell’autunno, slitta ulteriormente la data della sentenza del processo che vede imputati dieci agenti della Polizia penitenziaria per l’accusa di tortura e lesioni ai danni di un detenuto. È la conseguenza di rinvii legati a finalità difensive. Alla volta prossima è stato ad esempio rimandato l’ultimo degli interrogatori di garanzia che erano stati calendarizzati. Si svolgerà nell’udienza del 28 ottobre. Per l’occasione sarà convocato il comandante della penitenziaria di Reggio, chiamato a chiarire alcuni dettagli su un documento finito agli atti soltanto in queste ultime ore, illustrato davanti al giudice dal difensore di uno degli imputati.
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