di Giuseppe Legato
La Stampa, 16 giugno 2024
La procuratrice: più arresti con il decreto Caivano. Il nuovo fronte della protesta carceraria non è più soltanto l’istituto penitenziario per antonomasia della città, il Lorusso e Cutugno al centro in questi giorni di un processo per presunte torture con 22 agenti indagati. Sovraffollamento, aggressività dei detenuti, emergenza personale sono temi che varcano adesso anche i cancelli dell’istituto modello Ferrante Aporti, riservato ai minori che commettono reati o per questi vengono condannati.
di Ambra Prati
Gazzetta di Reggio, 16 giugno 2024
La cifra consegnata dalle difese di otto agenti, ma la richiesta è di 180mila. Pestaggio in carcere: otto dei dieci agenti di polizia penitenziaria imputati a vario titolo (dei reati di tortura, lesioni e falso ideologico in atto pubblico aggravati) hanno messo sul banco del giudice complessivamente 8mila euro in assegni circolari. Un’offerta risarcitoria al detenuto parte civile, che ne vorrebbe 180mila. È stato il punto saliente dell’udienza di ieri davanti al giudice per le indagini preliminari, Silvia Guareschi.
di Irene Carmina
La Repubblica, 16 giugno 2024
Il costoso macchinario nuovo di zecca è inutilizzato dal 2019. A denunciarlo in una nota il Garante regionale per i detenuti. Una Tac nuova di zecca, ancora imballata. È sistemata in un sottoscala del carcere di Messina, all’interno dei locali del Sai, il servizio di assistenza intensificato. Come un pacco regalo in attesa di essere aperto. Solo che sono passati cinque anni dalla data di consegna. Era il 2019 quando l’Asp di Messina l’ha fatta arrivare dall’ospedale di Patti. E da quel momento non si è smossa dal sottoscala. “È una vergogna - tuona Santi Consolo, Garante regionale dei detenuti - Stiamo parlando di un macchinario che costa una barca di soldi, il cui mancato utilizzo determina una gravissima compromissione del diritto alla salute dei detenuti”.
salernotoday.it, 16 giugno 2024
L’iniziativa rappresenta un gesto concreto di attenzione verso il prossimo di cui si è discusso durante il IV convegno nazionale dei Cappellani e Volontari delle Carceri. L’estate è alle porte, così, mercoledì 19 giugno alle ore 11, l’Arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Sua Eccellenza Monsignor Andrea Bellandi, insieme al Cappellano Don Rosario Petrone e agli addetti alla pastorale carceraria diocesana, si recherà presso l’Istituto penitenziario di Salerno per la consegna di 70 ventilatori.
di Francesca Visentin
Corriere del Veneto, 16 giugno 2024
La mostra “I segni dell’anima” a Palazzo Zucckermann. Le opere di detenuti e detenute delle carceri di Padova, Treviso e della Casa di reclusione femminile di Venezia, nella mostra I Segni dell’anima, che apre domani a Palazzo Zuckermann, a Padova. L’arte, insieme alla musica, si fa terapia, conforta, distrae, riempie di emozioni e speranza. I dipinti sono nati dall’ascolto di celebri pagine sinfoniche, un mosaico cromatico scaturito dalle note di Smetana, Ravel, Morricone, Debussy e altri. Il tema della mostra è la musica e le suggestioni dell’acqua. Le opere arrivano dal progetto del maestro Nicola Guerini, direttore d’orchestra e divulgatore, che promuove nelle carceri l’ascolto della musica, che genera segni e narrazioni creative. I quadri di detenute e detenuti parlano di dolore, fallimento ma anche di emozioni e rinascita. La mostra I Segni dell’anima resterà aperta fino alla mattina di domenica 23 giugno (ingresso libero. Lunedì 10-13.30, martedì-sabato 10-19, domenica 10-13.30).
di Roberta Rampini
Il Giorno, 16 giugno 2024
La casa discografica Rude Cares ha donato le attrezzature per la sala di registrazione dove i giovani artisti hanno potuto lavorare sui pezzi originali. Il nome evoca il luogo in cui è stato pensato e ideato, “Mezz’ora d’aria”. È il titolo dell’album interamente scritto e registrato dai ragazzi detenuti nel quarto reparto della casa di reclusione di Milano Bollate. Punto d’arrivo di un percorso musicale iniziato nel 2021 da Rude Cares, ramo charity della casa discografica Rude Records, in collaborazione con la cooperativa Articolo 3, l’album uscirà mercoledì.
di Barbara Bellettini
Ristretti Orizzonti, 16 giugno 2024
Giovedì 13 giugno si è svolta presso la Casa circondariale Le Sughere di Livorno, la giornata conclusiva del progetto Ulisse - sesta edizione (Pet Therapy), alla presenza dei detenuti partecipanti, di Marco Bravi (in rappresentanza di Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, che ha finanziato il progetto anche quest’anno), di Lorella Fulceri (Cooperativa Melograno), del personale educativo e della polizia penitenziaria, degli operatori dell’associazione Do Re Miao-APS e dei cani Nana, Pigna e El Niño.
di Sergio Rizzo
L’Espresso, 16 giugno 2024
Dal 11 novembre 2023 le Camere temporeggiano sull’elezione del giudice mancante della Corte costituzionale. Cessata Silvana Sciarra, seconda donna a presiederla dopo Marta Cartabia, i partiti aspettano dicembre, quando ne scadranno altri tre. Per lottizzarla completamente. Si profila un’altra infornata spaventosa di nomine, la più imponente degli ultimi anni. Ci sono da riempire - dice il Centro Studi CoMar che segue puntualmente le evoluzioni di questo scenario - 694 caselle nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali di società pubbliche. Ma non fatevi prendere dall’ansia: per lo spettacolo c’è ancora tempo. Tanto per cambiare, la politica che ci governa non concede neppure in questa occasione una deroga alla regola aurea non scritta, ma in vigore da tempo immemore ormai. Cioè che, nella scala dei fattori che ispirano questa curiosa gestione della cosa pubblica, gli interessi della collettività vengono sempre dopo quelli dei partiti, quando non dei singoli loro leader. Il governo di Giorgia Meloni ha quindi stabilito che l’ordalia delle nomine avrà inizio dopo le elezioni dell’Europarlamento. Soltanto in seguito al verdetto delle urne si saprà chi saranno i nuovi amministratori delle grandi e piccole imprese pubbliche. Quelli della Cassa depositi e prestiti, la più grande holding di Stato che controlla roba come Eni, Poste e Autostrade. Quelli delle Ferrovie dello Stato, destinatarie della maggior parte dei fondi per le infrastrutture del mitico Pnrr. Quelli della Rai, da non confondere con TeleMeloni. E altre ancora.
di Donatella Stasio
La Stampa, 16 giugno 2024
Le citazioni di passi di Cassazione e Consulta fatte ad arte, dimenticando altre prescrizioni. È già avvenuto sulle adozioni omogenitoriali, sul fine vita e sul diritto all’affettività in carcere. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio va a Lussemburgo e sventola le sentenze della Corte costituzionale e della Cassazione per dimostrare che l’Italia proprio non può condividere la proposta di regolamento Ue sul riconoscimento automatico della genitorialità di coppie omosessuali già accettata da altri Stati membri dell’Unione europea, perché quelle sentenze lo escludono. Carta canta, sembra dire lo zelante Nordio che, come il suo governo, usa le sentenze delle Corti supreme, in particolare della Consulta, quando e come più gli aggrada. Dalla tutela dei figli arcobaleno al fine vita, dal doppio cognome al diritto all’affettività dei detenuti, è tutto un gioco di citazioni, omissioni, strumentalizzazioni. Qualcuno direbbe un gioco delle tre carte. Fatto sta che le sentenze vengono richiamate solo quando fa comodo alla furia ideologica di un governo che calpesta i diritti, in particolare delle minoranze e delle persone più fragili.
di Giovanni Maria Flick
La Stampa, 16 giugno 2024
Consenso liberamente formato, incurabilità, sofferenze insopportabili. Il suicidio assistito richiede valutazioni legate alla situazione concreta. La Corte costituzionale nel 2019 ha ricordato la necessità di un intervento del Parlamento per regolare in maniera organica il fine vita. La legge richiesta dalla Corte non è stata adottata, nonostante l’approvazione di un disegno di legge da parte di un ramo del Parlamento nella precedente legislatura e la presentazione di altre proposte nel corso di quella attuale. Molti ritengono (fra cui il sottoscritto) che l’inerzia del Parlamento su questo tema non sia più accettabile, ma a questo punto occorre chiedersi se ciò non sia frutto di una scelta politica legittima, a prescindere dal merito.
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