di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 18 giugno 2024
“Voi raccontate la verità. Il talento fa il 40%, il resto è testa, caparbietà, umiltà”. Il cantante è andato ad ascoltare le canzoni composte dagli adolescenti della comunità Kayros di Vimodrone, diretta da don Claudio Burgio e si è fatto raccontare le loro storie. Mahmood è appena andato via dalla comunità Kayros di Vimodrone, alle porte di Milano. Mentre il sole scende, ai ragazzi sembra di avere vissuto un sogno. Uno degli artisti più famosi d’Italia - uno che anche nel suo ultimo singolo “Ra ta ta” ha cantato il disagio giovanile e la vita di strada - è venuto ad ascoltare le loro musiche. E ha regalato una delle cose più preziose, il suo tempo.
di Pietro Gorlani
Corriere della Sera, 18 giugno 2024
La giovane italo-cilena ha fondato la prima Biennale Itinerante del Sociale. I tre anni da clandestina, i viaggi. “Ora narriamo le ferite alle persone e al Pianeta”. Il filo rosso dei troppi diritti negati al mondo è un’enorme matassa, usata dall’occidente per ordire la sua ricchezza. Creando forme d’ingiustizia sociale e ambientale che portano a crisi umanitarie e dolorose migrazioni. Raccontarle è una missione intellettuale diventata ragione di vita per Paula Jesus, regista italo-cilena non ancora trentenne che ha fondato la prima Biennale Itinerante del Sociale. Uno strumento con cui narrare le troppe ferite inferte alla madre terra (Pachamama, come il nome dell’associazione culturale che la gestisce) e ai suoi abitanti più fragili. Il controcanto è però affidato all’ottimismo della volontà di coloro che le ingiustizie le denunciano, a tutte le latitudini. E provano a contrastarle.
di Marina Della Croce
Il Manifesto, 18 giugno 2024
Le tragedie davanti Lampedusa e alle coste calabresi. Tra le vittime anche 26 bambini. Quasi 70 migranti dispersi tra i quali almeno 26 minori, undici corpi già recuperati e per dieci di questi i soccorritori sono dovuti intervenire con un’ascia nella stiva della nave di legno nella quale sono morti soffocati. È l’ultimo bilancio di due naufragi avvenuti tra domenica e la scorsa notte nel Mediterraneo, uno al largo delle coste della Calabria e l’altro davanti l’isola di Lampedusa.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 18 giugno 2024
Strage di Roccella Jonica, lo strazio dei migranti superstiti. Il naufragio di una barca a vela con migranti al largo di Roccella Jonica. Salva una bambina di 10 anni. I volontari: ma è rimasta sola. Dieci anni e il cuore già a pezzi. Non ha più accanto sua madre, suo padre e la sua sorellina ed è disperata. Non fa che chiedere di loro, non sa che sono caduti in acqua e hanno dovuto arrendersi allo strapotere del mare; tre dei tanti corpi perduti per sempre nel Mediterraneo. Chi l’ha guardata sbarcare dice che non c’era niente negli occhi lucidi di quella bambina arrivata ieri mattina a Roccella Jonica. Sembravano spenti. Un momento di pausa dal pianto. Uno solo. Poi di nuovo lacrime. Di solitudine ma anche di sofferenza fisica, perché era così disidratata da avere dolori insopportabili alle braccia; sintomi che a inizio soccorso avevano convinto i medici che fossero spezzate. È arrivata in queste condizioni la più giovane dei dodici naufraghi approdati sulla terraferma di Roccella. Una donna sua compagna di viaggio non aveva più vita, gli altri dieci erano stremati, sofferenti, ma vivi.
di Marinella Salvi
Il Manifesto, 18 giugno 2024
Conosciuto ormai anche fuori d’Italia per le drammatiche condizioni in cui vive chi ha trovato rifugio nello stabile a due passi dalla “Piazza del Mondo”, unico riparo per i migranti, il sindaco Dipiazza ha firmato la fatidica ordinanza di sgombero: via tutti, tempo due settimane. Perché il 7 luglio a Trieste ci sarà la visita di Bergoglio.
di Riccardo Noury*
Corriere della Sera, 18 giugno 2024
Negli anni del Covid-19, in un paese normale, lo scienziato ed esperto in Medicina di emergenza Ahmadreza Djalali, cittadino iraniano e svedese, sarebbe stato posto a capo della task-force di emergenza. Invece, già nel 2020 nel suo paese di origine, l’Iran, era in carcere da quattro anni e sotto condanna a morte da tre. Le autorità iraniane hanno una prassi consolidata di prendere in ostaggio cittadini con doppio passaporto e usarli come pedine di scambio per ottenere contropartite. È successo col Regno Unito, col Belgio e in altri casi.
di Marina Catucci
Il Manifesto, 18 giugno 2024
La decisione del governatore democratico Wes Moore. E già da luglio la cannabis sarà legalizzata anche nelle terre tribali della Carolina del Nord, a condizione che venga acquistata e consumata sul confine di Qualla. Il governatore democratico del Maryland, Wes Moore, annullerà 175.000 condanne per uso di marijuana emesse negli ultimi decenni. Moore, primo governatore nero del Maryland, ha annunciato questa mossa tramite un’intervista al Washington Post dichiarando che firmare questo decreto di grazia equivale a “rettificare un gran numero di errori storici”. Le grazie “perdoneranno automaticamente ogni reato di possesso di marijuana che la magistratura del Maryland potrebbe individuare nel sistema elettronico dei registri giudiziari dello stato”, ha affermato Moore.
di Marina Catucci
Il Manifesto, 18 giugno 2024
La decisione del governatore democratico Wes Moore. E già da luglio la cannabis sarà legalizzata anche nelle terre tribali della Carolina del Nord, a condizione che venga acquistata e consumata sul confine di Qualla. Il governatore democratico del Maryland, Wes Moore, annullerà 175.000 condanne per uso di marijuana emesse negli ultimi decenni. Moore, primo governatore nero del Maryland, ha annunciato questa mossa tramite un’intervista al Washington Post dichiarando che firmare questo decreto di grazia equivale a “rettificare un gran numero di errori storici”. Le grazie “perdoneranno automaticamente ogni reato di possesso di marijuana che la magistratura del Maryland potrebbe individuare nel sistema elettronico dei registri giudiziari dello stato”, ha affermato Moore.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 17 giugno 2024
Ogni quattro giorni un detenuto si toglie la vita in cella. Un fenomeno allarmante sul quale però mancano risposte ed efficaci misure di prevenzione. Due detenuti uccisisi in carcere sabato, quattro in due giorni, nove negli ultimi dieci giorni, 44 suicidi dall’inizio dell’anno, in media uno ogni quattro giorni. Eppure ormai nemmeno conquistano una “breve”, fossero il collaboratore di giustizia a Ferrara, il detenuto guardato a vista per problemi psicologici a Sassari, l’uxoricida a Teramo in attesa di misura alternativa per malattia, il ribelle trasferito ad Ariano Irpino per le sue intemperanze altrove, il romeno invece detenuto modello a Biella.
di Davide Varì
Il Dubbio, 17 giugno 2024
Antigone richiama il governo a intervenire con misure urgenti per contrastare il fenomeno. Nelle ultime 24 ore, quattro persone detenute si sono tolte la vita nelle carceri di Ariano Irpino, Biella, Sassari e Teramo. Questi tragici eventi portano a 44 il numero di suicidi in carcere nei primi cinque mesi e mezzo del 2024, una media di uno ogni tre giorni. Se questa tendenza continuasse, il 2024 potrebbe superare il record negativo del 2022, quando i suicidi furono 85.
- Mal di carcere, quattro suicidi in 24 ore. Condizioni indegne, ma il governo tace
- Santoro (L’Altro Diritto): “Nelle carceri condizioni inumane, bisogna intervenire”
- Zanettin (Forza Italia): “Numeri agghiaccianti e in estate peggioreranno. Nordio deve fare di più”
- “Prigione solo nei casi gravi. Il sovraffollamento cancella la persona e i suoi diritti”
- L’emergenza suicidi nelle carceri italiane, dove è reclusa la marginalità











