di Liana Milella
La Repubblica, 13 giugno 2024
Il presidente incontra la Rete Europea dei Consigli di Giustizia e mette in guardia “dalle gravi conseguenze” qualora “le nomine e le carriere dei magistrati siano influenzate politicamente” proprio mentre è chiamato a inviare alle Camere il ddl costituzionale sulla separazione delle carriere. Un discorso breve, ma fortissimo, ancora una volta, quello di Sergio Mattarella sull’indipendenza dei giudici.
di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 13 giugno 2024
Il capo dello Stato: l’indipendenza dei giudici è essenziale per un equo processo ma ogni potere è soggetto alla legge. Non lo dice, il capo dello Stato. Ma il pensiero di chi ascolta le sue parole al Quirinale è lì che va: all’Ungheria di Viktor Orban. E quindi, alla vicenda di Ilaria Salis. Per rimarcare l’importanza di una magistratura che sia - e che rimanga - indipendente dal potere politico. “Recenti vicende di alcune democrazie occidentali - suona l’avvertimento di Sergio Mattarella - dimostrano quanto possano essere gravi le conseguenze di una erosione dei pilastri dello Stato di diritto qualora vengano sottratti spazi di indipendenza, ovvero siano influenzate politicamente, le nomine e le carriere dei magistrati”.
di Fabrizio Valerio Bonanni Saraceno
L’Opinione, 13 giugno 2024
Fin da quando ero studente in Giurisprudenza mi accorsi subito, nell’affrontare la preparazione dell’esame di diritto costituzionale, quanto esistesse una anomala, se non ingiusta, disparità di tutele e garanzie da parte della Carta costituzionale nei confronti di coloro, ossia gli avvocati, tramite i quali i cittadini possono sia agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi, sia esercitare il diritto inviolabile alla difesa in ogni stato e grado del procedimento (ex articolo 24 della Costituzione), in rapporto a quelle statuite dalla Costituzione a favore dell’Organo della magistratura.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 giugno 2024
Inchiesta della Dda di Reggio Calabria su un presunto scambio politico- mafioso. I politici - Giuseppe Falcomatà, Giuseppe Neri, Giuseppe Francesco Sera - sono stati scagionati dal gip, ma ieri le prime pagine della stampa cartacea e online hanno dato spazio esclusivamente alla tesi accusatoria. Ne parliamo con Enrico Costa, responsabile giustizia di Azione, sempre in prima fila per denunciare le distorsioni del processo mediatico.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 giugno 2024
“Su richiesta del sottosegretario Delmastro, gli inviai due relazioni sul caso del detenuto Cospito, entrambe con la clausola ‘a limitata divulgazione’, che quindi sarebbero dovuti rimanere all’interno dell’amministrazione. L’intento era fornire al soggetto politico, su un tema così caldo, gli elementi più idonei” a prendere eventuali decisioni politiche. Così ieri, davanti ai giudici dell’ottava sezione penale del Tribunale penale di Roma, il Capo del Dap Giovanni Russo, che ha deposto come testimone al processo in cui è imputato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, accusato di rivelazione di segreto d’ufficio sul caso dell’anarchico Alfredo Cospito.
di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 13 giugno 2024
La testimonianza di Bonelli (Avs) che effettuò una richiesta di accesso agli atti al ministero e se la vide rifiutare: “Ci chiedemmo come mai sapessero delle conversazioni fra detenuti e deputati dell’opposizione”. Al processo nei confronti di Andrea Delmastro, il sottosegretario alla Giustizia accusato di rivelazione del segreto d’ufficio sulle conversazioni riservate tra detenuti nel carcere in cui era rinchiuso l’anarchico Alfredo Cospito e alcuni capi di organizzazioni criminali, parla il deputato Angelo Bonelli (Alleanza Sinistra Verdi) che effettuò all’epoca una richiesta di accesso agli atti al ministero e se la vide rifiutare: “Ci chiesero (Giovanni Donzelli, in aula, ndr) se fossimo schierati dalla parte dei mafiosi e dei terroristi e ci chiedemmo come mai sapessero di quelle conversazioni avvenute in carcere tra i deputati dell’opposizione e alcuni detenuti. Era evidente che si riferiva a fonti del ministero della Giustizia. Feci un accesso agli atti per conoscere le conversazioni tra Cospito e i parlamentari. Chiedevo se potevo avere copia degli atti per poi divulgarli. Lo chiesi al ministero di Giustizia”.
di Linda Maggiori
Il Manifesto, 13 giugno 2024
Parla la storica attivista del movimento No Tav, da inizio giugno di nuovo ai domiciliari a seguito di una condanna a un anno e nove mesi per “evasione”. Aveva già passato tre mesi in carcere nel 2020, seguiti dai domiciliari dati per il Covid, come misure preventive a seguito di episodi di disobbedienza civile risalenti al 2012 e poi al 2015-2016. Ai domiciliari ora si aggiunge l’ingiunzione del foglio di via, arrivata da pochi giorni, che vieta alla Dosio il permesso di visitare o sostare nei comuni di Venaus, San Didero, Bruzolo, Chiomonte, Giaglione (abituali luoghi di assemblea e riunione del Movimento No Tav) in quanto “persona socialmente pericolosa”. L’accanimento giudiziario su Nicoletta è ancora più incomprensibile perché la donna, 78 anni, è alle prese con la malattia terminale di suo marito. La raggiungiamo al telefono
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 13 giugno 2024
Lo ha stabilito la Corte di cassazione, sentenza n. 23627 depositata oggi, chiarendo che la dipendenza la rende “vittima vulnerabile”. In un giudizio per maltrattamenti la condizione di tossicodipendente della persona offesa non incide sulla sua attendibilità ma, al contrario, la rende “vittima vulnerabile”. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, sentenza n. 23627 depositata oggi, dichiarando inammissibile il ricorso di una donna contra la sentenza della Corte di appello di Bologna che aveva confermato la condanna per maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni della compagna.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 13 giugno 2024
La ricerca di Icrios-Bocconi valuta l’impatto dei Fondi europei investiti in progetti per l’inserimento lavorativo di detenuti o di accoglienza abitativa: gli interventi hanno evitato nuovi reati. Progetti per l’inserimento lavorativo di detenuti o persone in esecuzione penale esterna, percorsi di accoglienza abitativa temporanea fuori dal carcere e interventi educativi, uniti alle terapie per tossicodipendenze e problemi psichici, riducono il rischio di recidiva. L’81,1% delle persone che hanno svolto un tirocinio, sei mesi dopo la fine del percorso ha conservato un impiego, per il 75% nello stesso settore.
lavocedibolzano.it, 13 giugno 2024
È stato approvato il Piano d’Azione 2024-26, documento di pianificazione delle azioni da proseguire o avviare nel prossimo futuro, nell’ambito del Protocollo d’intesa “per il reinserimento sociale, per promuovere la salute e il benessere dei detenuti e per l’attuazione di misure volte all’umanizzazione della pena e al reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute e in esecuzione penale esterna, anche minori di età, dei dimittendi nel momento del reingresso nella società, delle persone sottoposte alle misure di sicurezza e per promuovere lo sviluppo di percorsi di mediazione penale e di giustizia riparativa, anche in fase esecutiva” sottoscritto ancora nel 2020 tra la Provincia Autonoma di Trento, Regione e Ministero della Giustizia.
- Bolzano. Giustizia riparativa, un nuovo sportello nel carcere di via Dante
- Milano. Torture nel carcere Beccaria, altre 20 vittime tra i giovani detenuti
- Roma. Carcere di Rebibbia, i vescovi italiani donano 80 ventilatori alle detenute
- Alessandria. Studenti e detenuti portano gli Argonauti in Prefettura
- Varese. “Partita con mamma e papà”, gioco in carcere con i figli











