redattoresociale.it, 24 agosto 2023
Fa discutere la proposta del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari. Gonnella (Antigone): “Il lavoro è dignità, emancipazione sociale. Il lavoro deve essere reddito altrimenti si torna ai lavori forzati. I prelievi forzosi dagli stipendi dei detenuti che lavorano per darli alle vittime hanno già subito la censura della Corte Costituzionale. Non si vede perché far gravare l’onere della restituzione alle vittime sui detenuti”.
di Paolo Viana
Avvenire, 24 agosto 2023
“Il lavoro carcerario è uno strumento di redenzione, non di espiazione della pena”. Il diritto al lavoro è ancora disatteso, soprattutto quello delle categorie più fragili. I diritti costituzionali debbono essere rispettati da tutti i tipi di contratto, anche quando il vincolo di subordinazione è abilmente camuffato. La gig economy è un ritorno al futuro: presenta dei rischi simili a quelli creati dal taylorismo della rivoluzione industriale e oggi come allora bisogna “proporre regole democratiche, garantire libertà ed eguaglianza”.
agensir.it, 24 agosto 2023
A colloquio con la presidente di Prison Fellowship Italia, realtà che nasce dall’esperienza statunitense della vasta organizzazione Prison Fellowship International, operante da oltre quarant’anni e attiva in quasi 140 sedi nazionali del mondo.
di Leo Beneduci*
Il Fatto Quotidiano, 24 agosto 2023
Le dichiarazioni che affollano emittenti e quotidiani ogni qual volta, soprattutto ad agosto e forse per la concomitante assenza di ulteriori argomenti d’interesse, i tristi eventi penitenziari diventano degni di attenzione mediatica, portano alla mente almeno due domande: “perché sul carcere si affermano da anni, sempre, le stesse cose?” e anche “perché chi parla di carcere più degli altri è assai spesso chi, politici compresi, il carcere lo conosce poco o niente?”.
di Paolo Pombeni
Il Messaggero, 24 agosto 2023
In questa bollente estate in cui il dibattito politico sembra interessarsi più di narrazioni che di problemi, emerge con una qualche evidenza nel Paese una certa voglia di frasi giustizia da sé. Sono, come ha documentato questo giornale, fenomeni non piccoli, ma certo non ancora (per fortuna) di grandi dimensioni. Sono però segnali che non è opportuno trascurare, soprattutto in un contesto in cui crescono le incertezze e gli spaesamenti a livello sociale.
di Giovanni M. Jacobazzi e Valentina Stella
Il Dubbio, 24 agosto 2023
Nel testo attuativo sul Csm, cala di poco il tetto dei giudici “dislocati” e si tollerano flop in oltre la metà dei processi. Giorgia Meloni non ha dubbi: considera l’intervento sulla giustizia, al pari di quello costituzionale sul premierato, la riforma prioritaria. Lo dice nell’intervista al magazine “Chi”. Il punto è capire però quali contenuti avrà questa riforma della giustizia.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 24 agosto 2023
Dopo lo stupro di Palermo Salvini rilancia il ddl. Ma già nel 2019 Carlo Nordio parlò di “un ritorno al Medioevo”: anche se disposto su base volontaria, il trattamento ormonale viola il principio della funzione preventiva e rieducativa della pena.
di Claudio Bottan*
Il Dubbio, 24 agosto 2023
Agosto 2021, sono trascorsi otto anni dalla sentenza Torreggiani. Mi trovo a Rebibbia, reparto G- 12 per una condanna definitiva risalente a tredici anni prima. Mi faccio prestare il metro dal detenuto MOF, l’addetto alla manutenzione che tenta invano di riparare gli scarichi della cella numero 8 in cui sono collocato da un paio di mesi. Qualcuno gli ha detto che non potrebbe cedere gli strumenti di lavoro, pena la perdita del posto, ma un caffè ben fatto vince le sue resistenze. La cella in cui sopravvivo con altre cinque persone misura circa 17 metri quadrati. Ci sono due letti a castello, uno dei quali è il mio rifugio, e due letti singoli. Sei persone che si dovrebbero muovere, vorrebbero scrivere, mangiare e respirare.
omceo-to.it, 24 agosto 2023
In questo mese due giovani donne detenute nel carcere di Torino sono morte, l’una suicidandosi e l’altra lasciandosi morire di fame e di sete. Prima di loro altre due persone si erano tolte la vita. L’Ordine dei medici di Torino vuole proporre alcune riflessioni sulle cause che possono portare a questi tragici eventi, innanzitutto sottolineando che il carcere può sospendere il diritto alla libertà (facendo scontare una pena che non mortifichi la dignità Umana), ma non annullare gli altri diritti fondamentali, come quello alla salute e alla risocializzazione, anche se nella realtà quotidiana è spesso irrisolta la contraddizione tra l’esigenza di sicurezza e il rispetto dei diritti costituzionali.
rainews.it, 24 agosto 2023
Per la Procura sarda Stefano Dal Corso si è impiccato. Secondo alcuni medici specialisti, contattati dalla famiglia, le foto del cadavere mostrerebbero segni di strangolamento. E poi c’è il mistero di un libro recapitato alla sorella. Anche ora che i magistrati hanno archiviato il caso, per la famiglia del romano Stefano Dal Corso, il mistero resta. Secondo la Procura di Oristano l’uomo, 42 anni si è impiccato in carcere lo scorso 12 ottobre. Per i magistrati l’autopsia è superflua, anche se scrivono “non è stata individuata con certezza la causa scientifica del decesso”. La famiglia si oppone, ma in mano ha solo le fotografie del cadavere. Medici specialisti, che le hanno viste, sostengono che i segni delle ferite sarebbero più compatibili con “uno strangolamento che con un impiccamento”.
- Perugia. Incidente in carcere, operato dopo un anno e mezzo: detenuto fa causa a ministero e Asl
- Verona. La richiesta di +Europa: “Maggiore attenzione per migliorare le condizioni dei detenuti”
- Brescia. Frigoriferi per i detenuti: parte la raccolta fondi
- Venezia. Detenuti realizzano shopper con il Pvc che copriva il restauro di un Tiziano
- Catanzaro. Il Garante comunale Giacobbe in visita al carcere: sollecitati interventi urgenti











