di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 8 dicembre 2022
Nello Rossi, ex giudice di Cassazione e direttore di Questione giustizia, la rivista di Md, lei ha una lunga esperienza in magistratura ed è stato tra l’altro segretario dell’Associazione nazionale magistrati e consigliere del Csm.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 8 dicembre 2022
L’Anm, Caselli e altri attaccano il Guardasigilli che vuol limitare le intercettazioni ed è intenzionato a separare le carriere di giudici e accusatori. Non se lo aspettavano, che dal bozzolo sarebbe uscita la farfalla.
di Amedeo La Mattina
linkiesta.it, 8 dicembre 2022
Il governo Meloni ci prova, aggiungendo anche la riforma istituzionale, per rinsaldare la maggioranza, tenere aperto il dialogo con il Terzo Polo, dividere l’opposizione e governare cinque anni. Auguri!
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 8 dicembre 2022
Il Pd si allinea al M5S contro l’agenda Nordio, Repubblica sembra il Fatto, la sinistra regala il garantismo alla destra e non s’accorge delle sberle del Guardasigilli ai finti liberali della destra. Indagine su un cortocircuito.
di Filippo Ceccarelli
La Repubblica, 8 dicembre 2022
Con le inchieste su ex missini e leghisti è iniziato il ripensamento. È ormai sicuro che a tirare le monetine a Craxi davanti all’hotel Raphael c’erano anche dei missini: Teodoro Buontempo arrivò trafelato da Montecitorio con due sacchetti pieni. Era il 30 aprile del 1993 e i camerati erano scatenatissimi contro i “ladri di regime”. All’inizio del mese un presidio di giovani del Fronte della Gioventù tentò l’assalto a Montecitorio. Indossavano magliette con la scritta: “Arrendetevi, siete circondati”. A un certo punto una monetina da 100 lire fischiò sopra la testa dei granatieri di guardia infrangendo il lunotto sopra l’ingresso della Camera. Non si è in grado di stabilire se fra gli assaltatori del Fronte vi fosse quel pomeriggio la giovanissima Giorgia Meloni, che oggi si proclama garantista.
di Gaetano Pecorella
Il Dubbio, 8 dicembre 2022
Di ogni legge bisogna calcolare tutti gli effetti anche quando a prima vista sembra una buona riforma. La proposta del ministro Nordio ha più ombre che luci anche se la strada imboccata sembra quella giusta: finalmente, da vero giurista qual è, si è reso conto che la minaccia della pena ha una influenza sempre minore dell’interesse che spinge a commettere un reato, tanto più che il beneficio che deriva dal reato è certo ed immediato, mentre la sanzione è incerta e dipenderà da molte variabili imprevedibili. Come segnalò un grande giurista dell’ottocento, i falsari scrivono sulle banconote che stampano: “è punita la fabbricazione di monete false”.
di Aldo Fabozzi
Il Manifesto, 8 dicembre 2022
Travolto dalle critiche, il ministro Nordio ha provato a difendersi, spiegando non aver voluto attaccare la magistratura, ma solo di essere “deluso dai comportamenti di alcuni, pochi, magistrati”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 dicembre 2022
Il Movimento 5 Stelle ha espresso voto contrario mentre il gruppo Alleanza Verdi-Sinistra si è astenuto. Ieri la Camera dei Deputati ha dato il via libera, con 248 sì, 45 no e 12 astenuti, all’ordine del giorno a prima firma di Enrico Costa (Azione - Italia Viva), che “impegna il Governo a prevedere che l’Ispettorato generale del ministero della Giustizia effettui un monitoraggio degli atti motivati dei procuratori della Repubblica in ordine alla sussistenza dell’interesse pubblico che giustifica l’autorizzazione a conferenze stampa e comunicati degli organi inquirenti”. Ad annunciare parere favorevole all’odg, insieme alla maggioranza e Azione- Italia viva, il Partito democratico. Il Movimento 5 Stelle ha espresso voto contrario mentre il gruppo Alleanza Verdi- Sinistra si è astenuto.
di Luigi Manconi
Il Riformista, 8 dicembre 2022
Diritti e garanzie valgono a prescindere dal clima politico, dalle emergenze, dal soggetto in questione e dalle sue idee. La vicenda di Cospito va considerata solo per la sua sostanza giuridica. Dura la vita del garantista. Vorrei proprio conoscere quel genio di un anarchico che ha ritenuto utile, al fine di sostenere lo sciopero della fame di Alfredo Cospito contro il 41-bis, realizzare un attentato incendiario contro la prima consigliera dell’ambasciata italiana ad Atene.
di Giuliano Foschini
La Repubblica, 8 dicembre 2022
Il ministro degli Interni alla Camera parla dello scandalo scoppiato negli scorsi giorni: “L’inchiesta è in corso. Dicono di aver trattato solo quattro casi ma il Dipartimento di pubblica sicurezza non aveva mai dato l’ok”. Magi (+Europa): “Caso gravissimo. È un’attività illegale”.
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