di Anna Lombardi
La Repubblica, 10 dicembre 2022
Una marcia per i diritti umani in Iran: e non solo. È quella organizzata dal Partito Radicale stamattina a Roma (appuntamento alle 10 in Piazza dalle Repubblica) in sostegno della protesta contro il regime iraniano, e di tutti i popoli vessati da invasori o governi anti democratici, dall’Ucraina all’Afghanistan. Cui farà seguito domenica 11 alle 20.30 una serata Una serata in onore delledonne iraniane. Domani, alle20.30, il Teatro Franco Parenti di Milano, in collaborazionec on “la Repubblica” e “Linkiesta” organizza l’evento “Donna, Vita, Libertà. Al fianco del popolo iraniano”. Sono previsti interventi e testimonianze dopo la proiezione del film “Climbing Iran”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 10 dicembre 2022
Carlo Nordio scuote i partiti. Li mette alla prova, li costringe a svelare il loro tasso di garantismo, la loro disponibilità a cambiare davvero la giustizia. E su alcuni temi, come l’uso della custodia cautelare o gli argini alla propalazione incontrollata delle intercettazioni, il guardasigilli spinge i partiti, compresi quelli di maggioranza, verso un bivio: insistere nell’assecondare gli orientamenti securitari dell’elettorato o provare a cambiarli. Ecco, in questa particolare direzione prova a muoversi anche un deputato da tempo fra i più attivi e determinati nelle battaglie garantiste, il vicesegretario di Azione Enrico Costa, da poco nominato al vertice della giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio. Visto che a frenare le scelte garantiste dei partiti sembra essere proprio il timore di sfidare le paure degli elettori, Costa propone, con un emendamento alla Manovra, di finanziare iniziative nelle scuole per promuovere un’idea “costituzionale” di giustizia.
di Sarantis Thanopulos
Il Manifesto, 10 dicembre 2022
Il trattamento di Alfredo Cospito da parte dello Stato italiano è, al di là delle valutazioni squisitamente giuridiche che sono complicate e difficili, un’eccezione alla vita, cosa ben più grave dell’eccezione alla legge. È un trattamento eccezionale ed eccessivo. La giustizia non deve entrare in contraddizione con il buon senso del vivere. La ragion di Stato (un ragionamento teorico che diventa norma comportamentale) non ha alcuna supremazia etica sulla cultura di vita della comunità di cittadini costruita sulla parità degli scambi, sulla profondità e libertà delle relazioni affettive e sul senso della misura. Queste tre condizioni possono sembrare un ideale che non è mai stato raggiunto. Tuttavia in loro assenza lo Stato si riduce a dispositivo impersonale di potere del tiranno sui sudditi. Più sono, invece, soddisfate, più la Polis è una comunità di diversi ma pari (Aristotele) e lo Stato è democratico nella sostanza e non solo formalmente.
di Carlo Lania
Il Manifesto, 10 dicembre 2022
Sblocco navale. Accantonata la linea dura, via libera allo sbarco di 500 naufraghi. Ma la svolta di Meloni rischia di aprire uno scontro nell’esecutivo. Sulla linea dura ha prevalso quella della mediazione, la presa d’atto che un altro scontro sulle navi delle ong avrebbe rischiato di avere in Europa conseguenze politiche pesantissime per l’Italia. E così, a sorpresa, il governo decide che non è il caso di forzare ulteriormente la mano e apre alle tre navi umanitarie con 500 migranti a bordo che da giorni attendono un porto dove sbarcare.
di Fabio Tonacci
La Repubblica, 10 dicembre 2022
Un anno fa i giudici li avevano definiti illegali. Ma Piantedosi ha appena firmato una circolare per riattivarli. Tra le polemiche. Sul confine italiano di Nord-Est sono ricominciati i respingimenti dei profughi che percorrono la rotta balcanica. Il Viminale li chiama “riammissioni informali” e sostiene che siano attuabili sulla base di un accordo con la Slovenia del 1996 mai ratificato dal Parlamento. La locuzione burocratica, però, non riesce a nasconderne la vera natura: riconsegnare alla polizia slovena i richiedenti asilo rintracciati nei pressi della frontiera impedisce l’esercizio del diritto alla protezione internazionale, dunque è una pratica illegale. E a stabilirlo è stato il tribunale di Roma con un’ordinanza del gennaio 2021, motivo per cui le riammissioni erano state sospese. Adesso la direttiva del 28 novembre del ministero dell’Interno le ha riattivate. E la Lega esulta.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 10 dicembre 2022
Intervista a Elisa Fornero, assistente sociale responsabile del progetto Neutravel, che racconta la realtà dei Rave, dall’ottica di chi si occupa di riduzione del danno causato dall’assunzione di sostanze stupefacenti.
di Francesco Strazzari*
Il Manifesto, 10 dicembre 2022
La temperatura scende sotto lo zero sulle città ucraine, ma la guerra avanza e anzi tracima oltre confine. Il centro di Donetsk è colpito dall’ artiglieria ucraina con morti civili. Kyiv parla di operazioni false flag: l’ennesima falsità architettata dal Cremlino in difficoltà.
di Gabriella Colarusso
La Repubblica, 10 dicembre 2022
I capi d’accusa sono “corruzione sulla terra” e “guerra contro Dio”. Il Center for Human Rights: “Processi farsa senza avvocati indipendenti. Moshen Shekari è stato sepolto ieri: nel cimitero Behesht-e-Zahra di Teheran c’erano pochi familiari, all’esterno la strada era blindata da un ingente dispiegamento di forze di sicurezza. Mohsen aveva 23 anni, è il primo manifestante giustiziato in Iran dopo quasi 3 mesi di proteste e un processo che tutti gli avvocati indipendenti e le organizzazioni per i diritti umani hanno definito ingiusto e non equo. Ma nonostante 470 morti, le condanne delle cancellerie occidentali, delle Nazioni Unite e la mobilitazione popolare, dall’establishment arrivano messaggi che fanno presagire una repressione ancora più dura.
di Niccolò Carratelli
La Stampa, 10 dicembre 2022
Sono quasi triplicate nel giro di 24 ore le adesioni all’appello lanciato da La Stampa per salvare la vita di Fahimeh Karimi e per la libertà delle donne iraniane. Il traguardo è 100mila firme, rispetto alle 35mila di giovedì. Tra coloro che si sono aggiunti nelle ultime ore anche la senatrice a vita Liliana Segre, il cantautore Jovanotti, il campione olimpico dei 100 metri Marcell Jacobs, lo scrittore spagnolo Javier Cercas e il collega egiziano Alaa Al Aswany. E poi tanti volti noti del mondo del cinema, da Paolo Virzì a Sergio Rubini, da Marco Giallini a Serena Autieri, da Anna Foglietta a Edoardo Leo. E ancora Iva Zanicchi, Ambra Angiolini e Frankie hi-nrg.
di Gian Luigi Gatta*
Il Sole 24 Ore, 9 dicembre 2022
La certezza della pena è sempre più spesso evocata nel dibattito pubblico sulla giustizia. Per la retorica populistica, altro non è che la certezza del carcere. Viene così travisato uno dei più nobili concetti del diritto penale liberale, al quale Cesare Beccaria, nel 1764, dedicò un fulminante paragrafo del suo “Dei delitti e delle pene”.
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