di Corrado Ocone
Libero, 12 dicembre 2022
Chissà se i responsabili della casa editrice Liberilibri avevano considerato l’eventualità che Carlo Nordio diventasse Ministro quando gli hanno affidato il compito di inaugurare con il suo “Giustizia” (pag. 62, euro 13) una nuova collana (“Voltairiana”) di testi brevi dedicati ai concetti cardini del pensiero liberale?
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 12 dicembre 2022
Vittimizzazione secondaria e dominio di genere attraverso il linguaggio. Ne parla l’avvocato Iacopo Benevieri nel suo libro sulle parole nel processo penale.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 12 dicembre 2022
Si chiamava Majid Reza Rahnavard ed è stato impiccato nella città di Mashhad. Aveva 23 anni come Mohsen Shekari, il primo ragazzo giustiziato. L’Iran ha eseguito la sua seconda esecuzione legata all’ondata di proteste antigovernative durata quasi tre mesi. Majid Reza Rahnavard è stato impiccato nella città di Mashhad, ha detto la magistratura del paese. È stato condannato per aver accoltellato e ucciso due membri delle forze di sicurezza. La prima esecuzione legata alle proteste è avvenuta giovedì scorso, quando Mohsen Shekari è stato impiccato, scatenando una diffusa condanna. L’Iran esegue la prima esecuzione per le proteste Il ministro degli Esteri britannico James Cleverly ha avvertito all’epoca che il mondo non poteva “chiudere un occhio davanti all’aberrante violenza commessa dal regime iraniano contro il suo stesso popolo”. Le proteste in corso sono state innescate dalla morte di Mahsa Amini, una donna di 22 anni che è stata arrestata dalla polizia morale del paese a settembre ed è morta durante la detenzione. È stata trattenuta per aver presumibilmente indossato il suo hijab, o velo, “in modo improprio”. I disordini, iniziati nella capitale Teheran, dove è morta Amini, si sono estesi a circa 160 città in tutte le 31 province iraniane. Secondo il gruppo per i diritti HRANA, oltre 18.000 persone sono state arrestate e 488 persone sono state uccise durante i disordini. Le proteste sono una delle sfide più serie per la Repubblica islamica sin dal suo inizio dopo la rivoluzione del 1979.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 12 dicembre 2022
Il 5 dicembre, per la prima volta, un giudice libanese ha applicato la legge contro la tortura del 2017: cinque funzionari dei servizi di sicurezza sono stati incriminati per la morte del rifugiato siriano Bashar Abdel Saud. Saud era stato arrestato nella sua abitazione della capitale Beirut il 30 agosto ed era morto il giorno dopo a seguito di un violentissimo pestaggio. Il 3 settembre i familiari avevano ricevuto una telefonata da un funzionario dei servizi di sicurezza, che chiedeva loro di recarsi nel quartier generale di Tebneen, nel sud del Libano, per recuperare la salma.
di Marilisa Lorusso
balcanicaucaso.org, 12 dicembre 2022
Carceri sovraffollate, carenza di personale, scarse attività per i detenuti, ma soprattutto il perpetrarsi all’interno del carcere di modelli di criminalità e violenza. Un report del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura e dei Trattamenti Disumani e Degradanti.
di Sara Vanni
sardegnareporter.it, 11 dicembre 2022
Intervista a Daniela De Robert, membro dell’Autorità Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà: “La dimensione di un tempo che scorre inutilmente. Un tempo che è semplicemente sottratto alla vita e che non riesce a diventare un’opportunità di crescita di cambiamento. Eppure, la Costituzione ci chiede un reinserimento costruttivo”.
di Massimo Martinelli
Il Messaggero, 11 dicembre 2022
Il Guardasigilli: “Le critiche? Me le aspettavo. Ma sono 25 anni che sostengo le stesse cose”. Un nuovo modello di avviso di garanzia, magistrati-manager ai vertici degli uffici giudiziari, utilizzo “flessibile” dei fondi europei per incidere sulle criticità e una data, giugno, per vedere i primi risultati della “rivoluzione Nordio” nella giustizia civile.
di Lorenzo Salvia
Corriere della Sera, 11 dicembre 2022
Chi applaude da sinistra alle riforme annunciate dal ministro. L’ex capo dei Disobbedienti: “Non sono suo amico ma condivido la sua linea”. Il sindaco di Bergamo: “Il garantismo è il fondamento dello Stato di diritto”.
di Pino Corrias
Il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2022
Per l’età e la sapienza storica si paragona a Churchill. D’aspetto si è gemellato a Giordano Bruno Guerri, quello che vive al Vittoriale con i fantasmi dannunziani. Invece è solo il dottor Carlo Nordio da Treviso, detto l’Intermittente, qualche volta burbero di legge, sempre elegante nei modi, bon vivant per prassi quotidiana e cene veneziane. Ex magistrato di laguna. Neo ministro di lotta e sorprendentemente di governo, visto che per quarant’anni ha ripetuto che un “un magistrato mai e poi mai sarebbe dovuto scendere in politica”. Nemmeno da ex.
di Mario Chiavario
Avvenire, 10 dicembre 2022
“Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale”. Non è nuovo il dibattito sulla laconica regola che si legge all’art. 112 della Costituzione; ma a ravvivarlo, in questi giorni, è stato il proposito di revisione, espresso dal ministro Nordio davanti alle Commissioni giustizia delle due Camere, con il concomitante annuncio dell’intenzione di esplicitare, nel testo costituzionale, una netta e radicale separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
- Per combattere la corruzione non bastano le leggi
- “Da Nordio un coraggio rivoluzionario, ma ora tocca al Parlamento”
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