di Massimo Basile
La Repubblica, 13 dicembre 2022
Per motivi burocratici, nello Stato americano ogni anno tra le 2mila e le 2.500 persone vengono tenute in cella oltre il termine stabilito, per un “tempo supplementare” in media di di 44 giorni. Un “soggiorno” extra ingiusto e anche costosissimo, soprattutto se le istituzioni venissero costrette ai risarcimenti.
di Gabriella Colarusso
La Repubblica, 13 dicembre 2022
Due ayatollah anziani dei seminari di Qom contestano l’uso della pena capitale per punire chi protesta. L’ex leader dell’onda Verde: “La nazione è stanca di oppressione, umiliazione, discriminazione e corruzione”. L’ex direttore della tv di Stato, un tempo vicino a Khamenei, parla di sistema “insostenibile”.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 12 dicembre 2022
Cresce il numero di chi chiede l’affidamento all’Ufficio di esecuzione penale esterna. La possibilità di scontare il periodo fuori dal carcere è prevista per i reati non gravi. L’emergenza sulle condizioni di detenzione.
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 12 dicembre 2022
Dalla riforma le alternative al carcere fino a quattro anni: una nuova sfida per gli Uepe. Arriva un nuovo modello per la giustizia di comunità dalla riforma del procedimento penale che entrerà in vigore il 30 dicembre. È la risposta all’annoso problema dei “liberi sospesi”, vale a dire i soggetti ammessi finora a fruire delle misure alternative al carcere soltanto dopo molto tempo dal compimento del reato: le sanzioni che sostituiscono le pene detentive brevi, invece, sono ora comminate direttamente dal giudice della cognizione, all’esito di un’udienza di sentencing, secondo il modello anglosassone il tutto entro termini sicuramente più vicini ai fatti per i quali si procede.
di Donatella Stasio
La Stampa, 12 dicembre 2022
L’idea “giustizialista” della pena rivendicata dalla premier è incompatibile con i tempi. Meloni e Nordio vengano a guardare in faccia la realtà: non c’è rieducazione dove c’è sopruso.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 12 dicembre 2022
Il ministro della Giustizia: il traffico d’influenze così non va, è un’intenzione vaga.
di Ernesto Menicucci
Il Mattino, 12 dicembre 2022
Il leader di Iv: “Interventi disciplinari per chi viola il segreto istruttorio”. Presidente Renzi, avrà letto l’intervista di Nordio al Messaggero. Quanta parte ne condivide?
di Angela Stella
Il Riformista, 12 dicembre 2022
Non si placano le polemiche in merito alle linee programmatiche illustrate dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio alle Commissioni giustizia di Senato e Camera. Come ha scritto ironicamente - ma non tanto - Filippo Facci, “la nazionale magistrati ha dimostrato di avere la panchina lunghissima: ieri allo stadio Giornaloni (Corriere-Repubblica-Stampa) è stata schierata la formazione Rebibbia, composta da giornalisti e forcaioli che indossavano la maglietta ‘Black Toga Matters’”. Aveva poi precisato: “Informazione di servizio: si avvisa che la prevista disamina degli articoli del Fatto Quotidiano è rinviata a data da destinarsi”.
di David Allegranti
publicpolicy.it, 12 dicembre 2022
Riforma delle intercettazioni, della carcerazione preventiva, dell’obbligatorietà dell’azione penale. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato, la settimana scorsa, un’autentica rivoluzione. Tant’è che da opposizione e magistrati sono arrivate molte critiche e risposte stizzite, compreso il grande classico: così si aiutano le mafie, così si attacca la democrazia, così si vogliono colpire i magistrati.
di Claudio Martelli
Gazzetta del Mezzogiorno, 12 dicembre 2022
Per chi non lo sapesse l’attuale ministro della giustizia, Carlo Nordio, è un magistrato oggi in pensione che ha esercitato il ruolo di pubblico ministero per circa quarant’anni. All’esperienza istituzionale è venuto poi accompagnando una pregevole attività pubblicistica affidata a libri, saggi, relazioni a convegni con i quali ha espresso la sua ben argomentata e impietosa critica alla progressiva degenerazione dell’amministrazione della giustizia in Italia. In particolare il suo ultimo libro, “Giustizia, ultimo atto”, compendia in una ricostruzione storica accurata le cause e le responsabilità del dissesto e del terribile discredito in cui è precipitata. Con un approccio liberale e in una prosa elegante impreziosita da rimandi letterari che ne rendono piacevole la lettura anche ai non esperti, Nordio non si limita a passare in rassegna fatti e misfatti che da quarant’anni - dal caso Tortora, all’inchiesta Mani Pulite al caso Palamara - hanno via via corroso la giustizia italiana e azzerato la sua credibilità, ma è risalito all’origine di molti dei mali che l’affliggono e che ci affliggono.
- La giustizia e il modo d’intenderla della magistratura
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