di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 dicembre 2022
Niente proroga nel decreto anti rave per i semiliberi, così il governo “premia” chi si è comportato bene per due anni. Intanto Magi di +Europa presenta un emendamento alla manovra: un finanziamento per la legge Smuraglia.
di Stefano Anastasia*
Il Riformista, 14 dicembre 2022
A causa del Covid hanno goduto di una licenza che gli consentiva di dormire a casa o in strutture di accoglienza, ora la retrocessione. Lo ha deciso questo governo. Ma la Costituzione parla di rieducazione.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 14 dicembre 2022
Il testo passa ora alla Camera. Norma antirave riformulata per evitarne applicazioni estensive; più articolata disciplina transitoria della riforma Cartabia del processo penale; revisione della disciplina sui reati ostativi; rinvio al 30 giugno 2023 delle sanzioni ai no vax tenuti all’obbligo vaccinale. Questi i contenuti principali del decreto legge approvato ieri dal Senato con 92 sì, 75 no e un astenuto; ora il testo del provvedimento, il primo decreto del nuovo Governo, passa all’esame della Camera.
di Simona Musco
Il Dubbio, 14 dicembre 2022
Via libera al Senato al dl Rave, con 92 sì, 75 no e un astenuto. Il testo, che contiene le norme che riformano l’ergastolo ostativo e il nuovo reato di rave, con una pena da 3 a 6 anni, passa ora alla Camera.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 14 dicembre 2022
L’approccio del ministro alla riforma della giustizia è sgangherato, come sostiene Bonini. Ma l’ex pm è un garantista in una compagine giustizialista. Ha ragione Carlo Bonini (La Repubblica, del 7 dicembre scorso) nel rilevare come per troppi anni siano mancate una riforma, ma anche un’autoriforma, della magistratura, che delle due componenti della giustizia (come potere e come servizio) valorizzasse la seconda ben più della prima.
di Paolo Borgna*
Avvenire, 14 dicembre 2022
Obbligatorietà dell’azione penale e intercettazioni, su molti temi manca un confronto vero, svincolato dalle contingenze politiche, fra tutti gli attori coinvolti: magistratura, avvocatura, università.
di Guido Stampanoni Bassi*
Avvenire, 14 dicembre 2022
Un programma ambizioso e persino rivoluzionario, ma propositi difficili da realizzare Caro direttore, il programma della giustizia penale illustrato dal ministro Carlo Nordio è suonato rivoluzionario e le reazioni, a volte scomposte, che ha suscitato ne sono la conferma. Rivoluzionario non tanto per i concetti che sono stati illustrati - non è certo la prima volta che sentiamo parlare di abuso della custodia cautelare in carcere, uso distorto delle intercettazioni e separazione delle carriere - quanto per chi li ha esposti (un ministro della Giustizia che per decenni ha ricoperto il ruolo di pubblico ministero) e per come lo ha fatto (essendosi detto disposto a “battersi sino alle dimissioni” per raggiungere l’obiettivo).
di Paolo Comi
Il Riformista, 14 dicembre 2022
La legge ‘Severino’ andrebbe “modificata” e - forse - anche “abolita”. Parola di ministro della Giustizia. In una lunga intervista ieri al Corriere della Sera, Carlo Nordio è tornato ancora una volta sulle norme volute dall’allora Guardasigilli del governo Monti e ritenute “inadeguate” per mancanza di “tassatività” e “specificità”. Nel mirino, oltre al reato di abuso d’ufficio, il temibile traffico di influenze illecite, lo spauracchio dei pubblici amministratori. Tali norme, nelle intenzioni, avrebbero dovuto agevolare, recependo una indicazione dell’Assemblea generale dell’Onu, il contrasto alla corruzione.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 14 dicembre 2022
È la solita storia del “premesso che”. Premesso che siamo garantisti, quello è un ladro. Premesso che siamo garantisti, è una vergogna. Premesso che siamo garantisti, è evidente che quella è una famiglia di farabutti. Premesso che siamo garantisti, insomma, garantiamoci il diritto di fare a pezzi un indagato, e la moglie, e la figlia, arrestate non si sa in base a quali imprescindibili esigenze cautelari, perché d’accordo che la giustizia deve fare il suo corso ma intanto ci pensiamo noi. Per il dovere di informare la gente. Per la difesa dell’onestà. Per la democrazia.
di Luca Casarini
Il Riformista, 14 dicembre 2022
12 dicembre 1969, il giorno della strage. Alcuni anni fa fu svolta una ricerca all’interno degli istituti superiori di Milano. Per la maggioranza degli studenti intervistati, la strage fu opera delle Brigate Rosse. Poi via via altre risposte. Pochi la attribuivano correttamente a fascisti e Stato. Sulla natura fascista della sua esecuzione, vi è certezza. Tutta l’operazione si svolse un giorno qualunque di un anno più che caldo, rovente, il 1969, con le piazze piene del conflitto sociale operaio e studentesco e 144 attentati, di cui 90 di matrice fascista.
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