di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 dicembre 2022
Non nascono per sostituire gli Opg, ma come presa in carico dell’autore di reato e dichiarata non penalmente responsabile. Domani un convegno a Torino con gli autori di una ricerca.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 13 dicembre 2022
Tagli all’amministrazione penitenziaria? “Già presentato un emendamento di maggioranza per mille nuove assunzioni”, spiega il sottosegretario alla Giustizia Delmastro Delle Vedove, in quota FdI.
di Giulia Merlo
Il Domani, 13 dicembre 2022
Nelle interviste porta avanti la sua linea di sempre, contro le intercettazioni e con riforme di sistema soprattutto nel penale e sui pm, per cui vuole la separazione delle carriere e la discrezionalità dell’azione penale. Gli uffici ministeriali, invece, hanno avuto l’input di dare priorità all’applicazione alla riforma Cartabia e a temi “con ricaduta economica”, per rispettare gli impegni del Pnrr. Unico spazio concesso sul fronte delle riforme penali ex novo: Nordio intenderebbe rispettare l’impegno preso con i sindaci dell’Anci e riformare in modo rapido il reato di abuso d’ufficio, su cui non ci sarebbero particolari criticità in maggioranza.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 13 dicembre 2022
Il guardasigilli rilancia la riforma: sì di Lega e Forza Italia, tacciono M5S e Anm. I dem parlano di proposta confusa. Ieri, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato tre cose importanti riguardanti il decreto Severino. La prima: “Occorre far sì che la norma sull’incandidabilità non venga applicata ai condannati in primo grado”. La seconda: per non confliggere con la presunzione di innocenza “l’incandidabilità dovrebbe scattare dalla sentenza di appello in poi”. Terza: sui reati più gravi “si può discutere. Certamente la norma non può essere applicata retroattivamente”.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 13 dicembre 2022
Il ministro della Giustizia ha promesso di limitare gli abusi degli ascolti selavaggi, ma oggi il Senato converte un dl che consente l’utilizzo di altre “cimici”. Oggi il Senato convertirà in legge un dl Rave che somiglia appena a quello varato in origine e che nella sua formulazione, nella sua parabola e nel suo approdo finale rivela una confusione e un pressapochismo che sono per il governo una minaccia molto più temibile degli attacchi di un’opposizione per il momento inconsistente. Nella sua formulazione iniziale il decreto era uno svarione costituzionale macroscopico e il solo fatto che il consiglio dei ministri non se ne sia resto conto è elemento che desta a ragion veduta preoccupazione. Sulla base di quel testo le norme punitive si sarebbero potute estendere smisuratamente, dalle occupazioni alle manifestazioni: la Corte costituzionale non avrebbe potuto graziarla. Il governo ha dovuto ingranare una vertiginosa retromarcia e chiarire che la stretta si limita agli “eventi musicali”, risolvendo così un problema ma creandone un altro: perché tanto rigore proprio contro i raduni musicali di questo tipo, che oltretutto si contano su una mano sola, essendosi quest’anno svolti in Italia appena tre Rave illegali?
di Riccardo Lo Verso
Il Foglio, 13 dicembre 2022
L’Antimafia si interessa nelle sue relazioni al sistema di protezione dei collaboratori e dei testimoni di giustizia. Mai che venga posta la questione se questa protezione la meritino davvero e davvero tutti i pentiti. Così si emettono sentenze, si ritirano patenti di moralità senza accorgersi che nel frattempo la lotta alla criminalità è crollata sotto il peso degli scandali e delle storture.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 13 dicembre 2022
È il reato più temuto da amministratori locali e dirigenti pubblici: l’abuso d’ufficio. Una fattispecie così aleatoria da spingere in molti casi a preferire la paralisi amministrativa. Gli ultimi dati rendono idea del disastro a cui si è di fronte: “Su 5.400 procedimenti nel 2021, nove si sono conclusi con condanne davanti al gip e diciotto in dibattimento”, ha riferito il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, la scorsa settimana al Senato, definendo queste statistiche “a dir poco allarmanti”.
di Giacomo Costa
Corriere Veneto, 13 dicembre 2022
L’uomo, trevigiano di Gaiarine, nel settembre del 2021 era stato arrestato assieme ad altri quattro con l’accusa di spaccio. La sveglia, la colazione, il rientro in cella, tutto nella norma, poi il malore improvviso, il mancamento da cui non si è più ripreso, nonostante l’immediato allarme dato dai compagni e gli sforzi dei sanitari del 118. Giovedì mattina, negli spazi del carcere di Santa Maria Maggiore, a Venezia, il detenuto 43enne Maurizio Moras è morto per quello che sembra essere un episodio imprevedibile, ma su cui ora la procura vuole provare a fare chiarezza.
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 13 dicembre 2022
Era recluso a Secondigliano, dove avrebbe avuto un infarto: il pm ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso. Condannato all’ergastolo con il Maxiprocesso, ha passato quasi due terzi della sua esistenza dietro le sbarre. Il Garante campano dei detenuti: “Era malato da tempo, disumano non farlo morire a casa”.
di Ivan Grozny Compasso
padovaoggi.it, 13 dicembre 2022
In Consiglio comunale la relazione annuale del Garante, il dottor Antonio Bincoletto, ha toccato anche il tema della giustizia e di pene alternative. Elogio al terzo settore: “C’è bisogno non solo di personale ma anche di volontari”.
- Frosinone. “Seconda Chance”, detenuti e volontari ripuliscono la spiaggia di Sabaudia
- Santa Maria Capua Vetere. Nel carcere delle violenze si producono camicie per Isaia
- Santa Maria Capua Vetere. Dal laboratorio sartoriale le camicie per la Polizia Penitenziaria
- Milano. Indagine conoscitiva per combattere il disagio psichico in carcere
- Saluzzo (Cn). Le Opere Libere dei detenuti del “Morandi” in mostra al Monastero della Stella











