di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 14 dicembre 2022
L’esordio del governo Meloni sulle droghe non lascia dubbi: i rave sono un crimine, in cui l’uso di sostanze è parte integrante della “minaccia alla sicurezza pubblica”; le persone che usano droghe (Pud) non vanno chiamate così (non sono persone), se no si avvalla il consumo (affermazione della Regione Lombardia, su cui si vorrebbe l’assenso della Conferenza delle Regioni); la Riduzione del danno (RdD) è una resa e una rinuncia, l’astinenza è l’unico legittimo obiettivo (e pazienza per la salute di chi usa); il “metodo Dadone è finito”, da cui si deduce non si rispetterà più la legge 309/90 laddove prevede di organizzare la Conferenza nazionale ogni tre anni, con il contributo di operatori ed esperti (questo Dadone ha fatto nel 2021, e da qui è uscita la RdD come parte integrante delle politiche nazionali).
di Davide Varì
Il Dubbio, 14 dicembre 2022
L’allarme arriva della presidente Metsola che parla di attacco alle società “aperte, libere e democratiche” ed evoca piccoli “dittatori” interessati. Mentre l’inchiesta è sempre più mediatica e ricorda molto da vicino la “nostra” Tangentopoli.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 14 dicembre 2022
Il rapporto Migrantes sull’asilo. Aumentano le fughe dai disastri climatici. In Ue “doppio standard” tra ucraini e rifugiati di altre guerre. 100 milioni. È la cifra tonda delle persone costrette a lasciare la propria casa alla ricerca di sicurezza e protezione che nel corso del 2022 è stata, per la prima volta, superata. Sono state 103 milioni in tutto il mondo, cioè un essere umano ogni 77. Dieci anni fa la proporzione era meno della metà: un individuo ogni 167. A dare una spinta le fughe dall’aggressione di Putin all’Ucraina e i disastri ecologici e ambientali. Nel 2021 le persone sradicate, per periodi più o meno lunghi, a causa del cambiamento climatico sono state 23,7 milioni. Quasi 6 milioni in modo stabile. “Sfollati” o “rifugiati” che stentano ovunque a essere riconosciuti perché manca un quadro condiviso in grado di far emergere il loro status.
rainews.it, 14 dicembre 2022
Più della metà dei giornalisti detenuti si trova in cinque paesi: Cina (110), Birmania (62), Iran (47), Vietnam (39) e Bielorussia (31). Il numero di giornalisti imprigionati in tutto il mondo ha raggiunto il nuovo record di 533 nel 2022, rispetto ai 488 dell’anno scorso secondo i dati di RSF.
di Filippo Zingone
Il Manifesto, 14 dicembre 2022
Sono passati quasi sei mesi dal 24 giugno quando alcune migliaia di migranti, per lo più provenienti dalle regioni sub-sahariane, hanno provato a entrare nell’enclave spagnola di Melilla. 37 morti accertati, 77 scomparsi e centinaia di feriti, per cui manca ancora la verità. Anzi manca la ricerca della verità.
di Gabriella Colarusso
La Repubblica, 14 dicembre 2022
Il capo della sezione 15 del Tribunale rivoluzionario di Teheran Salavati ha firmato un numero record di sentenze capitali e di lunga prigionia per oppositori e giornalisti. A Teheran lo chiamano “il giudice delle impiccagioni”, una fama oscura di cui si torna a parlare con terrore nei giorni in cui la magistratura iraniana esegue le prime condanne a morte per le proteste.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 14 dicembre 2022
L’ex presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, sta morendo. Una settima fa il protagonista della “Rivoluzione delle rose” del 2004 è stato avvelenato (si veda Il Dubbio del 6 dicembre). Sono state ritrovate nel suo corpo tracce di mercurio e arsenico. La notizia ha fatto il giro del mondo in pochissimo tempo. Gli avvocati che lo assistono, già nelle scorse settimane, avevano denunciato le precarie condizioni di salute dell’ex presidente georgiano, considerato da Putin un soggetto scomodo per aver ostacolato le mire espansionistiche di Mosca. Saakashvili è finito in carcere da più di un anno e durante la detenzione ha perso ben quaranta chili.
di Mauro Palma*
La Stampa, 13 dicembre 2022
Le righe che si succedono lungo l’analisi, rigorosa ed empatica, con cui Donatella Stasio descrive realtà e problemi della detenzione in carcere sul giornale di ieri, giungono a un’affermazione che più di altre richiede una riflessione. È nell’indicare “l’assenza di connessione con il territorio” quale uno dei fattori determinanti nell’allontanare da “una seria prospettiva di rieducazione”.
di Salvatore Cernuzio
vaticannews.va, 13 dicembre 2022
Lettera di Francesco ai capi di Stato perché concedano l’indulto a coloro che “ritengano idonei a beneficiare di tale misura”, affinché “questo tempo segnato da ingiustizie e conflitti, possa aprirsi alla grazia che viene dal Signore”. Il gesto simbolico già compiuto nel 2000 da Giovanni Paolo II e poi nel 2002. Anche Bergoglio aveva lanciato lo stesso invito per il Giubileo dei carcerati del 2016.
di Liana Milella
La Repubblica, 13 dicembre 2022
Oggi il voto del decreto Rave. Bocciata la proposta di tenere fuori chi, con i decreti per la pandemia, ha ottenuto di finire di scontare la pena a casa. Dal 31 dicembre tutti dentro nonostante il sovraffollamento. E i condannati per reati contro la Pa escono dall’ergastolo ostativo. Anche quelli delle associazioni a delinquere.
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