di Checchino Antonini
Il Manifesto, 15 dicembre 2022
“Storie minime di ragazzi di periferia” di Massimo Gentile, per i tipi di Edizioni del Faro. Il libro sarà presentato oggi alle 17 alla Biblioteca Rugantino di Roma con l’autore e Livia De Pietro. Arriva un momento in cui si avverte il desiderio, o il bisogno, di raccontare la propria storia. Il mutamento vorticoso sembra essere una costante del neoliberismo. Vorticoso perché non ha una direzione unica, a volte si manifesta come innovazione, altre come restaurazione.
di Giulio Sensi
Corriere della Sera, 15 dicembre 2022
Il numero di posizioni proposte dallo Stato per progetti sociali è da record: 71.741. Decisivi i fondi Pnrr (650 milioni nel triennio): ma la legge di stabilità pare tagliare. Posti vacanti, abbandoni. L’assegno di 440 euro non invoglia e c’è poca flessibilità.
di Andrea Casadio
Il Domani, 15 dicembre 2022
L’atto con il significato politico più profondo compiuto dal presidente del consiglio Giorgia Meloni all’insediamento del suo governo è stato quello di cambiare il nome del Ministero dell’Istruzione in Ministero dell’Istruzione e del Merito. La Meloni ha voluto inserire la parola “merito” come a rivendicarne il possesso, come a sottolineare che il merito è un concetto caro alla destra. Il neoeletto ministro dell’Istruzione e del Merito, il professor Giuseppe Valditara, si è affrettato a spiegare il motivo di quel cambio di denominazione: “Perché la scuola oggi è una scuola classista, non è la scuola dell’eguaglianza perché non è una scuola del merito, e non aiuta i ragazzi a realizzarsi costruendosi una soddisfacente vita adulta”.
di Sara Volandri
Il Dubbio, 15 dicembre 2022
Oregon, l’iniziativa della dem Kate Brown. Le condanne sono commutate in ergastoli. La democratica statunitense Kate Brown che ritiene da sempre la pena di morte “una barbarie”, una vendetta di Stato, è stata confermata lo scorso mese governatrice dell’Oregon. È il suo primo atto è stato di assoluta fedeltà ai suoi principi: martedì scorso ha infatti annunciato l’annullamento di 17 condanne alla pena capitale che verranno commutate in altrettanti ergastoli. Un regime detentivo duro, certo, e senza possibilità di libertà vigilata, ma decisamente più umano dell’iniezione letale.
di Marco Bascetta
Il Manifesto, 15 dicembre 2022
Perché dopo mesi di sollevazione di massa, centinaia di morti, migliaia di arrestati, decine di condanne a morte e due impiccagioni eseguite, nessuna estesa mobilitazione popolare contro il regime di Teheran si è sviluppata in Europa o negli Stati uniti?
di Lucia Castellano
La Stampa, 14 dicembre 2022
Scongiurare le pene detentive e ripensare la gestione degli ospiti è l’unica via per ridare loro dignità. Solo opportunità formative e di contatto con il territorio possono rendere sensato quel tempo.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 14 dicembre 2022
Dal 31 dicembre i detenuti ai domiciliari torneranno in cella. Mauro Palma rilancia l’appello di Bergoglio per un “gesto di clemenza per chi è privato della libertà”.
L’Osservatore Romano, 14 dicembre 2022
Lo chiede il Pontefice in una lettera ai capi di Stato. In occasione del Natale, Papa Francesco “sta inviando a tutti i capi di Stato una lettera per invitarli a compiere un gesto di clemenza verso quei nostri fratelli e sorelle privati della libertà che essi ritengano idonei a beneficiare di tale misura, perché questo tempo segnato da tensioni, ingiustizie e conflitti, possa aprirsi alla grazia che viene dal Signore”. Lo ha comunicato ieri il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.
di Daniela Fassini
Avvenire, 14 dicembre 2022
“Sono pienamente d’accordo con il Papa, perché la clemenza è una componente della giustizia”. Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, è il primo a schierarsi dalla parte di Francesco, ad accogliere cioè l’invito trasmesso dal Papa a tutti i capi di Stato. In vista del Natale, il Pontefice chiede di compiere “un gesto di clemenza verso quei nostri fratelli e sorelle privati della libertà che essi ritengano idonei a beneficiare di tale misura”. Il carcere non è un “altrove”: sottolinea il Garante con la speranza dunque che le sue parole “non cadano nel vuoto”.
di Piero Sansonetti
Il Riformista, 14 dicembre 2022
Ieri è uscita anche la notizia di un’iniziativa politica e diplomatica di Papa Bergoglio. Si è saputo che ha scritto una lettera a tutti i capi di Stato del mondo per chiedere clemenza per i detenuti. Non conosciamo le argomentazioni contenute in questa lettera, immaginiamo che partano proprio dai fatti di cronaca.











