di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 21 aprile 2023
La protezione speciale limitata a pochi casi, stretta anche sulle malattie. Il giro di vite, seppur con la correzione in extremis che ha rimesso la norma nella cornice di rispetto dei trattati internazionali, c’è stato. Il cosiddetto decreto Cutro infatti, nella versione approvata ieri dal Senato e destinata ora al vaglio della Camera, pur mantenendo i permessi di soggiorno per protezione speciale, li limita a poche fattispecie, eliminando inoltre la possibilità di convertirli in permessi di soggiorno per ragioni lavorative, (finora concessa nei casi in cui il beneficiario straniero riusciva a trovare un impiego). Ma vediamo nel dettaglio cosa cambierà, se il decreto verrà convertito in legge prima del 10 maggio.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 aprile 2023
Più detenzione amministrativa non significa più rimpatri: la metà delle persone detenute non può essere espulsa perché non c’è accordo con i paesi terzi. Più Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) e tempi più lunghi di detenzione amministrativa. Sono due delle norme votate ieri dal Senato durante la conversione in legge del decreto Cutro. L’aumento di queste strutture, “una per regione” come previsto già dal decreto Minniti-Orlando del 2017, era contenuto nell’articolo 10 del testo originario che consente al governo di derogare a una serie di norme per le nuove costruzioni. Il prolungamento dei tempi di trattenimento, invece, è stato inserito ieri con un emendamento che aggiunge altri 45 giorni al tetto attuale (inizialmente ne erano stati ipotizzati 90). L’obiettivo dichiarato dal governo è aumentare i rimpatri, ma che le nuove misure possano aiutare a raggiungerlo resta da vedere.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 aprile 2023
“La protezione speciale ha un fondamento costituzionale e perciò non è abrogabile”, dice Silvia Albano, giudice presso il tribunale civile di Roma nella sezione specializzata in diritti della persona e immigrazione. Albano è componente del comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) e dell’esecutivo nazionale di Magistratura democratica.
di Aldo Torchiaro
Il Riformista, 21 aprile 2023
L’Europa accende i riflettori sui diritti calpestati dal governo? E loro tirano dritti: al Senato il Dl Cutro (che Elly Schlein ha ribattezzato “Decreto Ungheria”) passa tra frizzi e lazzi del centrodestra. Matteo Salvini festeggia: “Recupera lo spirito e l’efficacia di quanto avevo fatto da Ministro dell’Interno, rimediando a gravi storture introdotte dalla sinistra”.
di Silvia Morosi
Corriere della Sera, 21 aprile 2023
Dal Nord al Sud non c’è regione italiana che sia esente dai crimini contro la natura. I crimini contro la natura sono la quarta attività criminale più redditizia al mondo: preceduti “solo” dal traffico di droga, dalla contraffazione e dal contrabbando di armi. Un mercato che genera entrate per 280 miliardi di dollari l’anno e costituisce un settore della criminalità in crescita. I dati sono emersi il 12 aprile in occasione della presentazione del workshop organizzato dal Wwf a Roma per il Progetto LIFE SWiPE. L’Italia è un crocevia fondamentale del traffico di specie protette e, in generale, dei crimini contro la fauna selvatica. Le sanzioni comminate dai Carabinieri ammontavano nel 2018 a oltre 5 milioni e mezzo di euro (oltre 1 milione nel 2020). Tra il 2016 e il 2019 la Regione in cui sono stati denunciati più illeciti è la Lombardia con 5.256 denunce, seguita da Veneto con 2.526 e Toscana con 2.247 denunce.
di Ornella Favero*
Ristretti Orizzonti, 20 aprile 2023
Storie di ordinaria disumanità: Ha un figlio in Germania, un altro a Malta, la figlia e la moglie vivono a Padova, la madre in Tunisia, è detenuto nella Casa di reclusione di Padova: finora, “grazie al Covid”, poteva fare una telefonata al giorno di dieci minuti, ora la prospettiva è di tornare a una telefonata di dieci minuti a settimana, quindi quei figli, quella moglie, quella madre lo sentiranno ognuno una volta al mese, spartendosi quei pochi minuti di telefonata concessi. Questa è una storia come tantissime altre, di inutile crudeltà del carcere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 20 aprile 2023
Concretizzare le linee di lavoro e collaborazione tra l’amministrazione penitenziaria e l’Ordine degli Psicologi. Valorizzare l’apporto e la presenza della professione psicologica nelle carceri, ampliare l’offerta organica e qualificata delle prestazioni psicologiche per detenuti e personale, aggiornare e valorizzare le modalità di selezione ed impiego degli psicologi esperti e migliorare la presenza dei servizi psicologici del Ssn.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 20 aprile 2023
La Corte Costituzionale si è pronunciata ieri sulla questione sollevata dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino, la quale dubitava della legittimità del divieto di far prevalere le circostanze attenuanti sulla recidiva aggravata in relazione ai delitti puniti con l’ergastolo. Tale divieto è contenuto nel quarto comma dell’art. 69 del codice penale, per come modificato dalla legge cosiddetta ex-Cirielli del 2005. Nella decisione di ieri, la Consulta (di fronte alla quale Antigone ha proposto le proprie ragioni con un atto d’intervento) ha affermato - “in continuità con i suoi numerosi e conformi precedenti sulla disposizione censurata”, come si legge nel comunicato stampa - che il divieto in questione è incostituzionale.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 aprile 2023
L’anarchico rompe il digiuno dopo sei mesi: la decisione arriva all’indomani della pronuncia della Consulta, che ha aperto la strada per uno sconto di pena. Dopo quasi 6 mesi di digiuno e all’indomani della decisione della Corte Costituzionale - che ha fatto cadere la norma che avrebbe vincolato la Corte d’assise d’appello di Torino a condannarlo necessariamente all’ergastolo per l’attentato alla Scuola allievi carabinieri di Fossano - Alfredo Cospito, l’anarchico esponente della Fai, ha deciso di interrompere lo sciopero della fame contro il 41bis, iniziato il 20 ottobre. Lo ha comunicato lui stesso su un modello prestampato a disposizione dei detenuti e in cui ha scritto: “Dichiaro di interrompere lo sciopero della fame”, avvisando così i vertici del Dap, del carcere di Opera e del Tribunale di Sorveglianza di Milano.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 20 aprile 2023
Esercitare l’azione disciplinare contro i magistrati rientra ovviamente nei poteri del ministro della Giustizia. Ma se lo si fa con rullo di tamburi e alla vigilia di un dibattito parlamentare che si preannuncia delicato anche per l’esecutivo; se poi al proclama del ministro si possono obiettivamente muovere alcune critiche nel merito (come quelle di Paolo Colonnello su questo giornale o del direttore di “Questione giustizia” Nello Rossi, secondo il quale “scelte da valutare con riferimento al momento in cui sono state assunte” vengono di fatto censurate “a piedi giunti” con un “ministeriale senno del poi”), ecco che il quadro si complica e si intorbida.
- Flick: “Non si può punire una scelta dei giudici anche se fosse sbagliata”
- C’è una poltrona che nessuno vuole occupare: quella della Commissione Antimafia
- Reggio Emilia. “Picchiato in carcere”, trasferito il detenuto
- Treviso. “A dicembre il carcere minorile sarà trasferito a Rovigo”
- Firenze. Quando a sbagliare è un minore









