di Viola Giannoli
La Repubblica, 16 dicembre 2022
Dalla Coscioni all’Arci, da Antigone alla Cgil, le associazioni della società civile si schierano a difesa dell’esperienza dei free party e delle strategie di contenimento non repressive: “Con la conversione in legge carceri sovraffollate, stigma sociale e maggiori costi per la collettività”.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 dicembre 2022
Intervista alla presidente della commissione Giustizia del Senato dopo l’iniziativa di un’indagine conoscitiva sugli ascolti. La senatrice leghista si oppose al tentativo di Berlusconi di cancellarle, ora dice che bisogna “evitare gli eccessi, che c’erano e ci sono ancora: non si può costruire un’accusa sulla base di un’unica dichiarazione”.
di Filoreto D’Agostino
Il Fatto Quotidiano, 16 dicembre 2022
Dichiarazioni e primi atti del ministro della Giustizia hanno ricevuto pesanti critiche, solo in parte bilanciate da convinte adesioni. I pro e soprattutto i contro sono stati rappresentati con lucidità e passione da esimi esponenti della magistratura, qualificatissimi opinionisti e professionisti e forze politiche. Aggiungervi una sola notazione sarebbe un fuor d’opera.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 16 dicembre 2022
Negli ultimi cinque anni, il pg di Cassazione ha archiviato 5.142 azioni disciplinari nei confronti dei magistrati. I ministri Bonafede e Cartabia hanno chiesto verifiche soltanto in dieci casi. I numeri impietosi emersi da un’interrogazione di Costa (Azione).
di Luca Martinelli
Il Manifesto, 16 dicembre 2022
Anche nel 2021 in Italia sono stati commessi oltre 30.590 reati ambientali, in media quasi 84 al giorno, tre e mezzo ogni ora. Sono i numeri del report Ecomafia 2022, realizzato da Legambiente e presentato ieri. “Un dato preoccupante e che continua a restare alto, nonostante la leggera flessione del -12,3% rispetto ai dati del 2020, mentre crescono gli arresti toccando quota 368, +11,9% rispetto al 2020” spiega l’associazione.
Il Dubbio, 16 dicembre 2022
Gli ermellini hanno sostanzialmente confermato quanto già scritto in primo grado dal tribunale di Parma e in secondo grado dalla Corte d’Appello di Bologna. È stalking anche quando si inviano messaggi telefonici dal contenuto persecutorio ai familiari e agli amici della ex. Lo dice la Cassazione valutando la vicenda di uomo accusato di aver perseguitato la precedente compagna in un piccolo centro in provincia di Parma anche tormentando il fratello della ragazza.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 16 dicembre 2022
Le sezioni Unite bocciano l’opposto orientamento secondo il quale la questione andava posta al giudice dell’esecuzione. Il procuratore generale della Corte di appello può impugnare in Cassazione la decisione che non dispone la pena accessoria dell’interdizione temporanea che discende di diritto dalla condanna a pena detentiva non inferiore ai tre anni. E la Cassazione può disporre direttamente l’applicazione della misura accessoria mancante senza bisogno di rimettere la questione ai giudici di merito: cioè con annullamento senza rinvio. Questi i principi in base ai quali le sezioni Unite penali della Corte di legittimità- con la sentenza n. 47502/2022 - hanno bocciato l’orientamento contrapposto secondo cui si tratterebbe di correzione di errore materiale e la competenza a decidere sulla misura mancante spetterebbe al giudice dell’esecuzione.
di Bernardo Basilici Menini
La Stampa, 16 dicembre 2022
La difficile situazione delle carceri piemontesi potrebbe peggiorare ancora nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. I vertici delle strutture penitenziarie della nostra regione, infatti, sarebbero in procinto di fare i bagagli per andare altrove. In particolare, tre direttori hanno partecipato alle procedure di interpello, quelle che permettono di essere spostati di ruolo e di sede. Ad attendere l’esito dell’iter, spiega il garante regionale dei detenuti Bruno Mellano, ci sono i dirigenti “di Novara e Biella, di Asti e Vercelli e di Torino”. Si andrà ad assottigliare ancora il numero di responsabili delle strutture. Già oggi ci sono diverse figure “a scavalco”: otto direttori per 13 carceri, per la precisione. Che potrebbero scendere ancora di due o tre unità. “E come ci insegna la situazione attuale, non è detto che arrivi qualcuno a prendere il loro posto nel breve periodo”, prosegue Mellano. Insomma, non migliorerebbe la situazione né dei 4.080 detenuti in Piemonte né del personale delle case circondariali, da lungo tempo ormai sotto fortissima pressione. Si tratta di un mondo che da anni convive con suicidi, aggressioni e inchieste.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 16 dicembre 2022
La vittima era stata trasferita 24 ore prima dell’aggressione dall’infermeria (distrutta da un detenuto) alla cella degli aguzzini. Chi vuol continuare a far finta di non vedere quanto il sovraffollamento e l’inadeguatezza di personale e condizioni logistiche possano indirettamente determinare spaventose violazioni dei diritti umani delle persone detenute può farsene invece una idea dal caso del ragazzino ferocemente abusato in una cella del carcere minorile Beccaria la notte del 7 agosto, ad opera di tre altri minori detenuti tra i quali un giovane (che era appena maggiorenne da quattro giorni) arrestato mesi fa quale “gregario violento nella banda di trapper facenti capo a Simba la Rue e Baby Gang”, nonché già condannato a 1 anno e 4 mesi per rapina, tentata estorsione e minaccia.
di Claudio Coli
radiosienatv.it, 16 dicembre 2022
Lunga requisitoria e dure richieste di condanna per i 5 agenti accusati di presunta tortura, lesioni, minaccia e falso in relazione al pestaggio di un detenuto. Il pm Valentina Magnini ha chiesto a vario titolo pene dai 6 anni e 6 mesi fino agli 8 anni e 4 mesi per i 5 operatori di Polizia Penitenziaria a processo per il caso del carcere di Ranza, quando l’11 ottobre 2018, un detenuto di nazionalità tunisina avrebbe subito un presunto pestaggio nel corso di un trasferimento di cella, da parte di un gruppo di agenti della Polizia Penitenziaria. Le accuse mosse sono di lesioni aggravate, falso ideologico, minaccia e tortura, contestazione questa al tempo per la prima volta promossa contro appartenenti alle forze dell’ordine.
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