di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 8 dicembre 2022
Non lascia schizzi di sangue sulle pareti come il plotone d’esecuzione, né puzza di bruciato come la sedia elettrica. Non rievoca pagine orrende della storia, come la camera a gas (ma c’è ora chi vuole reintrodurla). Il 7 dicembre 1982, negli Usa, Charles Brooks fu il primo condannato alla pena capitale a essere messo a morte tramite iniezione letale. Iniziava una nuova era: c’era finalmente un metodo incruento, pulito, sofisticato, rapido, in definitiva “umano”, per portare a termine gli omicidi di stato. Altri stati, dopo gli Usa, l’avrebbero adottato.
di Gloria Riva
L’Espresso, 8 dicembre 2022
Ci sono ancora 36 detenuti nell’enclave statunitense nell’isola di Cuba. Le autorità americane non possono processarli e non vogliono liberarli. Uno scandalo infinito.
di Davide Mattiello
Il Fatto Quotidiano, 8 dicembre 2022
Battersi per la verità sulla morte di Mario Paciolla riguarda il futuro di tutti noi. Riguarda la possibilità stessa di abitare un mondo migliore, nel quale la volontà del più forte non sia l’unica legge. Il mondo migliore per il quale Mario ha speso la sua vita.
La Repubblica, 8 dicembre 2022
L’uomo era accusato di aver bloccato una strada e attaccato un membro delle forze di sicurezza con un machete a Teheran. È stato giustiziato Mohsen Shekar, il primo manifestante arrestato per le proteste esplose in Iran contro il regime. L’annuncio è delle autorità iraniane che hanno riferito di aver giustiziato un progioniero, arrestato nel corso delle proteste. L’agenzia di stampa iraniana Mizan ha riferito dell’esecuzione. Ha accusato l’uomo di aver bloccato una strada e attaccato un membro delle forze di sicurezza con un machete a Teheran. In Iran le proteste sono esplose dallo scorso 16 settembre per la morte della 22enne Mahsa Amini, deceduta dopo essere stata arrestata dalla polizia morale del Paese.
La Repubblica, 8 dicembre 2022
Dopo che il leader Akhundzada a metà novembre aveva imposto l’applicazione senza remore delle punizioni previste dalla sharia. Dimenticate le promesse fatte alla comunità internazionale di una maggiore moderazione rispetto al passato. L’uomo eliminato dal boia a Herat era stato ritenuto colpevole di omicidio e furto.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 7 dicembre 2022
Il rapporto del Garante: “Dei 79 casi di suicidio registrati (74 uomini e 5 donne) 33 riguardano persone con fragilità personali o sociali (senza fissa dimora, persone con disagio psichico, ecc.)”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 dicembre 2022
Dalle anticipazioni dello studio emerge che uno su 5 si verifica nei primi dieci giorni dall’ingresso in carcere, la metà sono persone fragili. Dal 2012 a oggi si sono tolti la vita 583 detenuti.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 7 dicembre 2022
Le testimonianze su alcuni uomini e donne tra i 79 detenuti suicidi. Dal più giovane a chi in cella non ci doveva stare: le loro vite prima che diventassero un numero. D’estate il carcere Lorusso e Cotugno di Torino, come ogni altro, si riempie di un mare di silenzio. Non ci sono attività ricreative, il tempo è di sasso. La notte prima di Ferragosto Alessandro Gaffoglio, 25 anni, si è infilato un sacchetto di nylon sulla testa e il suo cuore ha smesso di battere lentamente sotto la coperta. Ci aveva già provato qualche giorno prima nella sezione ‘Nuovi giunti’. Il 2 agosto era stato arrestato per una rapina al supermercato, il 16 agosto i genitori avevano un appuntamento con lui ma l’estate di Alessandro si era già spezzata a metà.
agrpress.it, 7 dicembre 2022
Cantone (DAP): vantaggi e agevolazioni per imprese e cooperative disposte ad assumere. I detenuti e le detenute che lavorano con un contratto collettivo nazionale sono 18.654 detenuti (34% dei presenti) di cui 16.181 alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria (84,7%) e 2.473 per imprese/cooperative esterne e hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri dei lavoratori liberi. Percepiscono una remunerazione molto simile a quella dei lavoratori in stato di libertà, hanno diritto alle ferie remunerate, alle assenze per malattia e il datore di lavoro paga per essi i contributi assistenziali (assicurazione sanitaria) e pensionistici.
di Davide Varì
Il Dubbio, 7 dicembre 2022
Quanto possiamo derogare alla Costituzione e al nostro Stato di diritto? E quanto la lotta alla criminalità organizzata o a qualsiasi forma di estremismo politico violento può giustificare una eccezione ai nostri valori e al nostro sistema di garanzie?
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