di Marco Bentivogli
La Repubblica, 13 ottobre 2022
Le manifestazioni pacifiste a Roma e a Milano saranno sotto l’ambasciata russa perché non si possono nascondere le responsabilità di Vladimir Putin.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 13 ottobre 2022
Vista la mancata cooperazione delle autorità egiziane per far luce sull’omicidio di Giulio Regeni, l’Italia potrebbe ricorrere alla Convenzione Onu contro la tortura. “Dall’Egitto violazioni palesi del trattato”, ci dice Pisillo Mazzeschi, professore emerito di Diritto internazionale all’Università di Siena.
di Francesco Verdolino
Il Manifesto, 13 ottobre 2022
Senza status legale, sono costretti a restare anche se Amman era solo una tappa del viaggio in fuga da Daesh. Impossibile avere contratti di lavoro: le spese per cibo, salute e scuola sono insostenibili.
di Gabriella Colarusso
La Repubblica, 13 ottobre 2022
Il ministro dell’Istruzione: “Studenti che protestano portati in centri di correzione”. Al 27esimo giorno di manifestazioni, le parole del ministro dell’Istruzione gettano un’ombra cupa su quello che sta succedendo in alcune scuole dell’Iran, dopo che decine di adolescenti si sono unite alle proteste, togliendosi il velo o rimuovendo dalle classi le immagini di Khamenei, per chiedere libertà e parità, come le ventenni che in piazza affrontano la polizia a capo scoperto.
di Carmelo Musumeci
avantionline.it, 12 ottobre 2022
Nel 2022 già 67 suicidi nelle carceri italiane, probabilmente perché i prigionieri hanno più paura di vivere che di morire.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 12 ottobre 2022
Per reati che si prestano a percorsi riparatori. Attraverso la sospensione del procedimento con messa alla prova, l’imputato è affidato all’Ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe), per svolgere un programma che prevede il lavoro di pubblica utilità e l’attuazione di condotte riparatrici.
di Emanuele Lauria
La Repubblica, 12 ottobre 2022
Riesplode il conflitto d’interessi: l’ex premier chiede il Guardasigilli per cambiare la Severino. Chi l’ha sentita all’ora di cena, dopo un pomeriggio trascorso nel suo ufficio al quarto piano di Montecitorio, parla di una Giorgia Meloni nervosa e spazientita. Infastidita - dietro l’ottimismo di facciata - dal fatto di essere finita nella rete degli alleati, nel giogo di diktat e rilanci. Si è rassegnata ad avere una quota di tecnici più bassa di quella che aveva preventivato, ma neanche dietro quelle che ritiene concessioni pesanti fatte a Lega e Forza Italia, la premier in pectore è ancora riuscita a far quadrare il cerchio. Si è spinta a suggerire al Carroccio il nome di un esponente politico “competente” nelle sue file per un ministero di prima fascia come l’Economia: quello di Giancarlo Giorgetti.
di Mattia Feltri
La Stampa, 12 ottobre 2022
Che l’onestà in politica sia una questione largamente sopravvalutata o quantomeno mal posta, noi qui lo sappiamo da tempo. La mistica delle mani pulite è una cretinata da podio olimpico: fare politica significa sporcarsele, e lo si scopre studicchiando qua e là, oppure dandosi da fare, come dev’essere successo al nostro Luigi Di Maio, indicato dal premier albanese Edi Rama come un contrabbandiere fatto e finito.
di Gennaro De Falco
Il Riformista, 12 ottobre 2022
Quando nel 1989 è entrato in vigore il nuovo codice di procedura penale si dissero una serie di colossali scemenze di palese quanto perniciosa inattuabilità. Analizzarle tutte qui sarebbe impossibile. La prima cosa che si disse, però, fu una cosa assolutamente vera, vale a dire che il nuovo codice era un codice per ricchi perché già allora era chiaro che solo un imputato ricco avrebbe potuto sostenere i costi, la complessità e la già allora prevedibile e interminabile durata di un processo con il rito “ordinario” che, almeno nei sogni del legislatore, avrebbe però dovuto essere un’eccezione.
di Errico Novi
Il Dubbio, 12 ottobre 2022
Presunzione d’innocenza? Il caso dimostra che molte toghe non la prendono sul serio. Era agli arresti domiciliari. E come per tutti gli indagati sottoposti a questo tipo di misura cautelare, la dialettica tra difesa e giudice riguarda innanzitutto le autorizzazioni, le eccezioni ammissibili alla condizione di recluso. Ebbene, il magistrato ha, come può avvenire, rigettato le istanze proposte dalla difesa. Ma nel farlo, ha inserito un inciso: non si possono concedere le autorizzazioni richieste altrimenti verrebbe compromesso “il contenuto afflittivo della misura”.
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