di Roberto Saviano
Corriere della Sera, 14 ottobre 2022
Queste righe le scrivo di getto dopo aver letto Domenico Quirico esprimere sulla Stampa un concetto agghiacciante e veritiero: “Chi ha cercato di raccontare con onestà i migranti vede il fumo degli articoli e dei libri bruciati salire al cielo; chi, eroica minoranza, ha cercato di restar fedele all’umile motto aiuta chi ha bisogno, ha allestito i corridoi umanitari, non ha fatto dei migranti pretesto, burocrazia o peggio buon affare, deve riconoscere che è stato battuto”. Tutto vero. In quel doveroso dibattito che deve esserci tra testate e giornalisti, scrittori e intellettuali, gli rispondo così: ci abbiamo provato, continueremo a farlo. Siamo stati sconfitti, ma non ora, non oggi. Non da Meloni.
di Claudio Tadicini
Corriere del Mezzogiorno, 14 ottobre 2022
Il malore che accusò mentre raccoglieva pomodori nei campi di Nardò, sotto un sole cocente ed una temperatura che sfiorava i 40°, non gli lasciò scampo. Mohammed Abdullah era un bracciante stagionale. Era del Sudan, sposato e padre di due figli. Uno dei tanti lavoratori extracomunitari che, per 50 euro, si spezzavano la schiena anche per dodici ore al giorno. Spesso in nero, senza sosta né riposo. A volte pure senza acqua per dissetarsi. Accusa e parti civili, in aula, hanno ricostruito la vicenda usando espressioni come “schiavitù moderna” e “mortificazione della persona umana”.
di Karima Moual
La Stampa, 14 ottobre 2022
Ancora una volta il velo portato da alcune donne musulmane. Ancora una volta la Corte di giustizia Europea che si trova ad esprimersi a riguardo sull’ennesima contesa tra una lavoratrice velata e un’impresa privata che cerca di far valere il proprio regolamento interno su come presentarsi al lavoro. La cornice questa volta è il Belgio, paese con una numerosa popolazione di fede islamica, che rispetto ad altre si porta dietro usi e costumi conservatori e ben visibili, come appunto il hijab.
di Riccardo Noury
Corriere della Sera, 14 ottobre 2022
“Ci costringevano a rimanere nudi, a volte ci picchiavano e poi ci obbligavano a tornare indietro in Bielorussia, in alcuni casi anche attraversando un fiume la cui acqua era molto fredda. Ci dicevano che ci avrebbero sparato se non avessimo attraversato il confine”. “Dormivamo nella foresta, sotto la neve. Accendevamo dei fuochi per riscaldarci. C’erano lupi e orsi”. “Un agente mi ha preso la mano, mi ha imposto di mettere la firma e mi ha fatto firmare con la forza”.
di Farian Sabahi
Il Manifesto, 14 ottobre 2022
L’Ayatollah Khamenei tenta di placare i manifestanti. I giornali riformisti iraniani chiedono la fine degli arresti pretestuosi di giovani e studenti. La poeta Bita Malakuti al manifesto: “Le nuove generazioni sono determinate a cambiare le loro condizioni di vita e ad avere una vita normale”.
di Mauro Palma*
garantenazionaleprivatiliberta.it, 13 ottobre 2022
L’avvio di una Legislatura è sempre un momento importante per il Paese. Un momento che apre anche alla speranza e alla necessità di rappresentare nelle sedi istituzionali quello di cui una comunità ha bisogno. Il Parlamento ha inoltre il compito di innalzare i livelli di consapevolezza, di coscienza e di sapere comune di una collettività.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 13 ottobre 2022
Suicidi di detenuti (sono 66 dall’inizio dell’anno), personale aggredito, rivolte e risse, celle e ambienti comuni in condizioni igienico-sanitarie precarie. Le carceri scoppiano e bisogna intervenire subito con interventi che riducano il sovraffollamento o, quanto meno, impediscano un peggioramento dell’emergenza, in attesa di una riforma complessiva del settore.
di Morena Gallo
Il Riformista, 13 ottobre 2022
La campagna elettorale s’è conclusa e il Governo è in via di formazione. Allora, il tema dell’ergastolo e del carcere, anche in riferimento a ciò che ha scritto la Corte costituzionale ormai più di un anno addietro sull’ergastolo ostativo, dovrebbero tornare a creare vivo dibattito. Così, però, non è.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 13 ottobre 2022
Diminuisce la presenza dei detenuti stranieri nelle carceri ed emerge che le pene a loro inflitte denotano una minore pericolosità sociale degli immigrati, che però nel contempo beneficiano in maniera più blanda delle misure alternative. Sono alcuni dei dati del rapporto sull’Immigrazione 2022 di Caritas e Fondazione Migrantes.
di Giulio Cavalli
Left, 13 ottobre 2022
Da circa due settimane una donna di 85 anni è detenuta presso il carcere milanese. La sua condanna definitiva è di soli 8 mesi, scaturita dall’occupazione abusiva di un alloggio. Nonostante il reato non sia di grande pericolosità sociale e la pena comminata di brevissima durata, la donna è stata tuttavia condotta nel carcere del capoluogo lombardo.
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