di Vincenzo Giardina*
La Repubblica, 1 ottobre 2022
Tagliare il 2% delle spese militari globali per liberare mille miliardi di $ da utilizzare per la crisi climatica, la salute e diritti. Ne parla Carlo Rovelli. “Premessa: non chiediamo a nessuno di ridurre il budget militare, ma di negoziare un accordo globale per spendere meno”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 30 settembre 2022
Mercoledì scorso il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo ai decreti attuativi della riforma Cartabia. Va dato atto, contro ogni aspettativa, che in 20 mesi di governo la guardasigilli ha messo in moto una macchina gigantesca e ha riformato i processi e la fase esecutiva della pena. Ha riunito diverse commissioni per ogni settore della riforma composta da giuristi, operatori del settore, persone di grande competenza che hanno avuto come faro gli ideali della Costituzione italiana.
di Errico Novi
Il Dubbio, 30 settembre 2022
Declassificato il regime di carcerazione per l’ex terrorista, che era in “Alta sorveglianza” dal suo ingresso in cella nel 2019. La misura dell’Amministrazione penitenziaria dopo un’interrogazione della deputata Pd Enza Bruno Bossio.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 30 settembre 2022
Il regime carcerario dell’ex terrorista rosso è stato declassificato da alta sicurezza a comune. Fratelli d’Italia attacca il Dap (“vergogna”, “aberrazione”), ma nella decisione non c’è nulla di scandaloso.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 30 settembre 2022
Fatta la riforma adesso bisognerà pensare alla fase attuativa. Che, vista la mole degli interventi, non si profila agevole. Il Consiglio dei ministri di mercoledì ha approvato definitivamente i decreti legislativi che intervengono sul processo penale, su quello civile e sull’ufficio del processo.
di Giulia Merlo
Il Domani, 30 settembre 2022
Il dicastero di via Arenula è poco citato dalle ricostruzioni giornalistiche sulla composizione del nuovo governo, eppure è centrale nell’organigramma dei ministeri “pesanti” su cui è necessaria la concertazione del Quirinale. Bongiorno potrebbe ottenerlo solo se Salvini non andrà al Viminale, e gli azzurri rimangono in attesa.
di Anna Maria Greco
Il Giornale, 30 settembre 2022
“Missione compiuta”, esulta il ministro della Giustizia. Fi, Lega e Fdi preparano un’azione molto più incisiva. “Missione compiuta e all’unanimità”, gioisce la ministra della Giustizia Marta Cartabia. Mercoledì sera il consiglio dei ministri ha approvato tre decreti legislativi di attuazione della riforma della giustizia civile e penale e dell’ufficio per il processo. Un sì compatto, che mette la parola fine ad un travagliato iter parlamentare e garantisce il rispetto dei tempi previsti dal Pnrr: 19 ottobre per la riforma penale e 26 novembre per quella civile. Anche il via libera ai 2,3 miliardi di euro che andranno al settore.
di Simona Musco
Il Dubbio, 30 settembre 2022
Autocandidatura? “Un’assurdità”. Carlo Nordio, ex procuratore aggiunto di Venezia, smentisce categoricamente, in un’intervista al Messaggero, di aver fatto un passo avanti per proporsi come successore di Marta Cartabia al ministero della Giustizia. Un’ipotesi rilanciata dalle pagine del Dubbio, che ha ripreso un’intervista dell’ex magistrato al Gazzettino, in cui si diceva tentato dal mettere piede a via Arenula per sistemare le storture della Giustizia, toccate con mano nei disastrati Tribunali italiani.
di Valeria Pacelli
Il Fatto Quotidiano, 30 settembre 2022
Da Fratelli d’Italia fino al Pd, sono 41 in totale i neo parlamentari che hanno avuto o hanno tuttora guai con la giustizia. Sono presenti in tutti i gruppi politici, ma il record è del partito guidato da Giorgia Meloni e, a seguire, quello di Matteo Salvini. Candidature che per l’ex magistrato Gian Carlo Caselli sono il risultato di un fenomeno: “L’accantonamento della questione morale”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 30 settembre 2022
Fabrizio Cicchitto, ex ministro berlusconiano e ora presidente di Riformismo& Libertà, di formazioni dei governi ne ha viste tante, e ora spiega che “la Meloni si gioca tutto sul Ministero dell’Economia, che dovrebbe affidare a un tecnico affidabile, e su quello dell’Interno, che non deve assegnare a Salvini perché sarebbe la sua rovina”.
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