di Mario Chiavario
Avvenire, 27 dicembre 2022
Di fronte all’evasione di gruppo e agli incendi appiccati all’interno del “Beccaria” il giorno di Natale possono essere quelle le tentazioni principali da respingere: tanto per le istituzioni quanto per l’opinione pubblica, sia nell’immediato e sia quando esse saranno indotte a riflettere (e, le prime, a operare) a mente più fredda e con lo sguardo avanti dopo che tutti i giovani fuggiti saranno riportati nel carcere milanese un tempo definito “modello” e quando si saranno del tutto placate anche le conseguenze dell’incendio appiccato all’interno della struttura.
di Marcella Cocchi
quotidiano.net, 28 dicembre 2022
Inasprire le pene può avere un effetto deterrente ma la filosofia “legge e ordine” non basta più. Il giro di vite sulla sicurezza allo studio del governo dovrebbe rispondere alla vera inadeguatezza della nostra società complessa, la prevenzione. Daspo per i minorenni delle baby gang, divieto del cellulare per i bulli, pene più severe per gli stalker che violano i divieti? Misure anche comprensibili ma: ragioniamo. I femminicidi si aggiornano da anni allo stesso, macabro, ritmo, ed è proprio questo il dramma: nonostante il codice rosso e quanto di meritevole sia stato disposto, non si vedono progressi nella prevenzione della violenza di genere, che si può combattere solo con la rieducazione, come si sgola da anni Telefono Rosa. Stessa riflessione si può fare per “evitare che tornino a delinquere i ragazzi ospiti degli istituti penali”, tema a cui sembra sensibile il ministro Nordio più che il titolare del Viminale Piantedosi.
di Simona Ballatore
quotidiano.net, 28 dicembre 2022
Daniel Zaccaro: gli errori, i crimini, la cella. Poi la laurea e il riscatto “Ai ragazzi evasi dico: tornate dentro, qualche adulto crederà in voi. Anche io sono scappato: vivevo di adrenalina senza nulla da perdere”.
di Fausto Carioti
Libero, 28 dicembre 2022
Ha ragione Matteo Salvini a dire che bisogna “mettere in maggiore sicurezza non solo il carcere minorile di Milano”, ossia il Beccaria, dal quale sono fuggiti in sette il giorno di Natale, “ma anche tutte le carceri italiane, perché troppo spesso ci sono episodi violenti”. Il padre di tutti i problemi è il numero dei reclusi, esuberante rispetto alle carceri e a coloro che vi lavorano. Si può risolvere in due modi. Il primo è la diminuzione del numero dei detenuti, che passa anche per la riduzione delle pene.
di Cesare Burdese
La Stampa, 28 dicembre 2022
La Costituzione italiana ammonisce che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Nel caso della pena del carcere, la configurazione dell’edificio ove la si sconta deve essere informata ad umanità.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 dicembre 2022
Più risorse per la “riparativa”, quasi raddoppiato il fondo per il ristoro delle spese legali agli assolti. Confermate le novità per il patrocinio a spese dello stato. Che cosa prevede in tema di giustizia la Manovra che a breve sarà varata anche dal Senato? Innanzitutto un incremento da 5 a 15 milioni di euro annui, a decorrere dall’anno 2023, delle risorse del fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, al fine di potenziare le azioni previste dal Piano strategico nazionale contro la violenza sulle donne.
di Pietro Malesani
altreconomia.it, 28 dicembre 2022
Per l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ci sarebbe stato un accordo tra alcune imprese che si occupano del servizio di vitto e sopravvitto all’interno degli istituti penitenziari volto a condizionare le gare di appalto e a garantire guadagni maggiori. L’associazione Antigone non è affatto sorpresa.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 28 dicembre 2022
Saremo una democrazia a sovranità limitata fin quando resteremo in ostaggio di una repubblica fondata sulla gogna. Perché sostenere la lotta di via Arenula contro i politici sonnambuli e i magistrati irresponsabili.
di Paolo Comi
Il Riformista, 28 dicembre 2022
A distanza di poco più di due mesi dal suo insediamento, Carlo Nordio ha azzerato quasi tutte le nomine dirigenziali effettuate dai suoi predecessori Alfonso Bonafede e Marta Cartabia. L’ultima dirigente apicale in ordine di tempo a non essere stata riconfermata è Gemma Tuccillo, capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, ufficio finito nell’occhio del ciclone dopo la maxi evasione dello scorso fine settimana dal carcere Beccaria di Milano. Nominata da Bonafede e poi confermata da Cartabia, Tuccillo, consigliera in Corte di Cassazione, lascerà l’incarico il prossimo 15 gennaio.
di Simona Musco
Il Dubbio, 28 dicembre 2022
Il decreto va approvato entro il 30 dicembre per non rischiare la decadenza. Ma le opposizioni sono pronte a dare battaglia. Il governo pone la fiducia sul decreto rave. A chiederla il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, dopo una giornata fitta di interventi, con i quali le opposizioni hanno tacciato più volte di incostituzionalità il decreto, approdato a Montecitorio proprio nel giorno del “compleanno” della Costituzione.
- Cafiero De Raho: “Queste norme sono un favore ai mafiosi, così non si pentiranno più”
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