di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 17 agosto 2022
Tre su tre, da quasi 10 anni: da Pietro Grasso a Franco Roberti a Federico Cafiero de Raho. Contraltare all’infornata di condannati definitivi che nel disinteresse generale sta per affollare le liste.
di Giulia Merlo
Il Domani, 17 agosto 2022
Per rimanere primo partito al sud, Conte mette in lista due nomi autorevoli delle toghe antimafia. In campo l’ex procuratore generale antimafia De Raho e il procuratore generale Scarpinato.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 17 agosto 2022
La coppia di avvocati Sisto-Bongiorno inserisce il “diritto alla buona fama” nel programma: ennesima stretta per pm e giornalisti.
di Marina Della Croce
Il Manifesto, 17 agosto 2022
Il dossier del Viminale: in dodici mesi le vittime sono state 125 contro le 108 di un anno fa. Il lockdown è finito ma le donne continuano a essere uccise. Se nel 2021 il divieto di uscire da casa a causa della pandemia ha costretto molte donne a una convivenza forzata con partner violenti e provocato un aumento dei femminicidi (dato Istat), il ritorno alla libertà di movimento non ha ridotto i casi di violenza che, anzi, secondo il consueto rapporto sull’attività del Viminale diffusa nel giorno di Ferragosto, sono addirittura aumentati. Drammaticamente. Negli ultimi 12 mesi (1 agosto 2021- 31 luglio 2022) in media più di una donna è stata uccisa ogni tre giorni. In tutto 125 vittime contro le 108 del 2021, cifra che rappresenta quasi il 40% (39,2%) del totale degli omicidi volontari (319 contro i 276 dell’anno precedente).
di Giorgio Beretta*
Il Manifesto, 17 agosto 2022
Violenza di genere. Nel periodo agosto 2021-luglio 2022 vi sono stati 16 omicidi di donne in ambito familiare e relazionale con armi regolarmente detenute. Il numero appare contenuto, ma rappresenta il 14,8% di questi omicidi e femminicidi: un dato rilevante e preoccupante se si considera che solo il 6-8% della popolazione adulta italiana ha una licenza.
di Giampaolo Ganzer*
Il Dubbio, 17 agosto 2022
La motivazione del processo d’appello sulla cosiddetta “trattativa Stato- mafia”, pur riconoscendo che la finalità dei contatti intrapresi dagli ufficiali del Ros era del tutto legittima, in quanto volta alla cessazione delle stragi e alla tutela dell’incolumità per la collettività nazionale, censura la condotta degli stessi sostenendo che, per preservare una fazione di cosa nostra asseritamente più moderata rispetto alla linea stragista di Riina, avevano “discretamente” protetto la latitanza del vertice di questa componente, Bernardo Provenzano. Ne consegue una suggestiva, ma non certo inedita rilettura in malam partem di vicende già oggetto del giudicato penale, sino ad affermare che le attività di ricerca del latitante, arresti di affiliati e favoreggiatori compresi, erano sempre state effettuate con la precisa riserva di evitarne comunque la cattura, che avrebbe pregiudicato lo scopo ultimo dell’operazione.
di Irene Famà
La Stampa, 17 agosto 2022
Cartabia: un’estate drammatica, lavoriamo per migliorare la situazione. “Come sta mamma? Sono dispiaciuto per quello che ho fatto, per aver deluso i miei genitori”. No, queste non sono le parole che un bandito rivolge a un giudice. E infatti Alessandro Gaffoglio non lo era. Ventiquattro anni e un’infanzia complessa, affetto da disturbi psichici, talvolta faceva uso di droghe. Il 2 agosto, a Torino, coltello alla mano, ha rapinato due supermercati. La polizia l’ha arrestato ed è finito davanti al giudice per la convalida del fermo. Il primo arresto, il primo giorno in carcere. Una misura cautelare, non una condanna. In cella Alessandro ha resistito due settimane, poi si è tolto la vita soffocandosi con un sacchetto di nylon.
di Irene Famà
La Stampa, 17 agosto 2022
Aperto un fascicolo in Procura per verificare se il 24enne è stato monitorato in maniera adeguata. Quale speranza dietro le sbarre? Se di speranza si può parlare, Alessandro Gaffoglio non l’ha vista. In cella ha trascorso 13 giorni. Forse da quelle piccole finestre un pezzo di cielo si intravede. Ma per lui, 24 anni, non era abbastanza per credere nel futuro. Al contrario. Così si è soffocato con un sacchetto di nylon. In sei mesi, due detenuti si sono tolti la vita nel penitenziario di Torino. Nove i suicidi negli ultimi quindici giorni nelle carceri italiane.
di Nello Trocchia
Il Domani, 17 agosto 2022
“Quel giorno i detenuti sono stati picchiati, chi di noi non voleva partecipare restava fuori dal casermone”, rileva un agente della Polizia penitenziaria a Domani parlando del più grande scandalo della storia carceraria italiana.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 17 agosto 2022
Il sindaco dopo la visita nel carcere: “Abbiamo chiesto un intervento d’urgenza”. “I detenuti mi hanno fatto vedere i loro corpi mangiati dalle cimici, dalle blatte. È una condizione disumana”. È il commento, dopo la visita al carcere di Sollicciano, del sindaco Dario Nardella. Che aggiunge: i soldi stanziati per recuperarlo? “Ho il dubbio che siano buttati via. Forse conviene ricostruire da zero”.
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