di Liliana Milella
La Repubblica, 18 agosto 2022
Il centrodestra ha voglia di ribaltare il tavolo sulla giustizia, come si può vedere dai programmi che ripropongono gli stessi temi dei referendum del 12 giugno pur bocciati dagli elettori. Ma la riforma è una delle richieste precise di Bruxelles legate alla concessione dei fondi.
di Giulia Merlo
Il Domani, 18 agosto 2022
Per la campagna elettorale, Silvio Berlusconi rispolvera un suo storico cavallo di battaglia: l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione sia di primo che di secondo grado. Ovvero il fatto che l’accusa non possa proporre ricorso, nel caso in cui l’imputato venga assolto in uno dei due gradi di giudizio perché “un cittadino ha diritto a non essere perseguitato per sempre”, ha spiegato Berlusconi, che ha annunciato anche di candidarsi al collegio uninominale di Monza per il Senato.
di Riccardo Radi*
Il Dubbio, 18 agosto 2022
Fratello e sorella arrestati per rapina (e poi risarciti) sulla base di testimonianze ritenute attendibili nonostante le incongruenze palesi denunciate dalla difesa. Nelle aule di giustizia avvengono, quotidianamente, fatti che meriterebbero una attenta e profonda riflessione.
di Marcello Giordani
La Stampa, 18 agosto 2022
I boss chiedono condizioni di detenzione meno dure, con più musica per radio e un numero maggiore di volumi per studiare, ma i magistrati non concedono miglioramenti. Al centro delle rimostranze dei detenuti del 41 bis al supercarcere di via Sforzesca questa volta sono alcuni comfort che mancano. Una richiesta riguarda la possibilità di potere ascoltare un numero maggiori di canali radiofonici.
napolitoday.it, 18 agosto 2022
In tutta la Campania sono centinaia i detenuti affetti da disturbi mentali che scontano la pena in strutture non adeguate.
ottopagine.it, 18 agosto 2022
Il Garante: “Inutile continuare a sbandierare chiusura manicomi se non siamo in grado di gestire”. Il Garante campano per i diritti dei detenuti continua le sue visite nelle carceri campane durante la settimana di Ferragosto. Oggi è stato nel carcere di Secondigliano dove ha incontrato tra gli altri i detenuti psichiatrici. All’uscita del carcere Ciambriello ha dichiarato: “dovremmo chiederci: perché entrano in carcere e le strutture esterne non prendono in carico i sofferenti psichici, perché ci sono pochi professionisti, pochi spazi, pochi progetti di recupero nelle carceri ed infine perché i magistrati non utilizzano misure alternative alla detenzione per questi diversamente liberi. Il diritto alla salute, l’unico peraltro al quale la Costituzione (art.32) riserva l’aggettivo fondamentale, ha sempre suscitato un’annosa e tormentata disputa teorica.
piacenza24.eu, 18 agosto 2022
Il Garante regionale: “Emilia Romagna tra le regioni con più suicidi in carcere, medici psichiatri e volontari anche nelle ore serali”. Suicidio al carcere di Piacenza, un detenuto si è impiccato all’interno del reparto di osservazione psichiatrica del penitenziario delle Novate. Un caso sul quale interviene il garante dei detenuti.
di Federica Cravero
La Repubblica, 18 agosto 2022
Si è tolto la vita infilando la testa in un sacchetto di plastica che non avrebbe dovuto avere. La ministra Cartabia: “Provo dolore”. Si è suicidato in cella, a 25 anni, mai stato in carcere prima. Alessandro Gaffoglio, torinese di origini brasiliane, nella notte tra il 14 e 15 agosto si è coperto con il lenzuolo e senza essere visto si è stretto attorno al collo un sacchetto di nylon ed è morto soffocato.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 18 agosto 2022
Alessandro Gaffoglio si trovava dal 2 agosto nel “Lorusso e Cutugno” e si è tolto la vita ricoprendosi la testa con un sacchetto di plastica. Qualche giorno prima il giovane aveva già tentato il suicidio utilizzando le lenzuola del suo letto.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 18 agosto 2022
La rivelazione di un agente penitenziario. Ma il sindacato: “Se davvero sa qualcosa lo dica agli inquirenti”. “Quell’otto marzo di due anni fa i detenuti sono stati picchiati, chi di noi non voleva partecipare restava fuori dal casermone. Vedevo i detenuti entrare in un modo e poi li vedevo uscire sanguinanti. Chi era d’accordo all’azione punitiva entrava e partecipava al pestaggio, chi non voleva si limitava a stare fuori dalla stanza”. Emergono scenari inquietanti dalle parole di un agente della polizia penitenziaria di Modena che, intervistato anonimamente dal ‘Domani’, avrebbe ammesso come durante la rivolta in carcere a Modena, l’8 marzo di due anni fa, i detenuti avrebbero subito violenze.
- Modena. Agenti e detenuti raccontano le violenze nel carcere, ma i video sono un mistero
- Monza. “Botte ogni giorno e dolore per i suicidi”, vita di un agente penitenziario
- Roma. “Che follia mettere in galera quella donna di 84 anni”
- Napoli. Partite calcio Sky in carcere, l’appello del Garante e il delirio sui social: “Non è un hotel!”
- Larino (Cb). “Oasi umana” nel carcere con il murales realizzato dai detenuti











