di Francesco Iacopino e Valerio Murgano*
Il Dubbio, 7 aprile 2022
Nel Manifesto del diritto penale liberale e del giusto processo, promosso dall’Unione Camere Penali, i punti 34 e 35 sono dedicati alle misure di prevenzione. Il primo sostiene che dette misure, “nate come strumento eccezionale di controllo sociale di categorie particolari di soggetti (...), tendono oggi ad assumere il carattere del diritto comune e rappresentano un sottosistema parallelo al diritto penale, destinato a colpire dove quest’ultimo non potrebbe mai giungere”.
di Giacomo Galeazzi
La Stampa, 7 aprile 2022
Relazione Direzione investigativa antimafia: “Episodi relativi a furto vaccini e tentativi di portarli in altri Stati sono la spia del fenomeno”.
di Benedetta Tobagi
La Repubblica, 7 aprile 2022
Il verdetto sull’attentato del 2 agosto 1980 alla stazione porta un po’ più di luce negli angoli bui di questo nostro Stato. La condanna di tutti e tre gli imputati nel cosiddetto “processo ai mandanti” per la strage di Bologna è un risultato importante della fatica di Sisifo della giustizia. A partire dalla mole di documenti raccolti dall’associazione delle vittime, contribuisce infatti a chiarire e ampliare il quadro mostruoso di connivenze, depistaggi e abusi di potere intorno alla strage di Bologna, oltre a confermare gli esiti dei giudizi precedenti.
di David Romoli
Il Riformista, 7 aprile 2022
Strage di Bologna, sentenza di I grado. Non c’è giustizia quando un imputato finisce alla sbarra per un’intercettazione mal interpretata. Non c’è giustizia se l’unico indizio diventa la pistola fumante. Paolo Bellini è stato condannato all’ergastolo, con un anno di isolamento diurno.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 7 aprile 2022
Le prove generali ebbero inizio quel giorno, il 7 aprile del 1979 in cui la politica si consegnò ai Pm. Prove di Repubblica Giudiziaria, che avrà il suo epilogo tredici anni dopo con Tangentopoli e di lì non ci abbandonerà più. Con le sue carceri speciali, le infinite custodie cautelari, le trattative con i “pentiti”, le imputazioni che si modificano in corso d’opera, l’uso dei reati associativi in mancanza di fatti concreti, la legislazione d’emergenza diventata ordinaria. E il Pm caput mundi. E la politica con la testa china.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 7 aprile 2022
L’iniziale contestazione del possesso come illecito amministrativo non impedisce la successiva imputazione per finalità di spaccio.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 aprile 2022
La scoperta dell’associazione Yairaiha Onlus: molti sono nell’Atsm di Barcellona Pozzo di Gotto. Nel carcere siciliano di Barcellona Pozzo di Gotto ci sono decine di detenuti invalidi che hanno perso o rischiano di perdere il sussidio. Lo ha scoperto l’associazione Yairaiha Onlus che da poco ha aperto i suoi sportelli anche in Sicilia.
di Carlotta Rocci
La Repubblica, 7 aprile 2022
Maximiliano Cinieri è stato colpito da una forma fulminante della malattia neurodegenerativa, fatica a deglutire e ha tra i 3 e i 5 anni di vita. L’avvocato: “Condanna a morte”. La sua famiglia lancia un appello: “Mandatecelo a casa, non può certo fuggire”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 aprile 2022
Escono dal carcere, ma si trovano senza il sostegno delle istituzioni. Un problema che in realtà ha una sua soluzione fin dal 1975, quando furono varate le norme sull’ordinamento penitenziario, attraverso i Consigli di aiuto sociale (Cas) che hanno la finalità istituzionale di assistere i detenuti, in particolar modo quelli che finiscono di scontare la pena. Una realtà, unica in Italia, che è stata recentemente costituita dal presidente del Tribunale palermitano Antonio Balsamo. Ora la richiesta della sua istituzione è stata avanzata alla presidente del tribunale cosentino, da parte del direttivo della Camera Penale di Cosenza, assieme alla coordinatrice osservatorio Carcere Chiara Penna e la referente dell’Osservatorio nazionale Valentina Spizzirri.
di Franco Tontoli
Il Mattino, 7 aprile 2022
Cinquantasei detenuti avviati a corsi di formazione lavorativi, 36 in possesso della relativa certificazione e 17 autorizzati dalla magistratura di sorveglianza al lavoro esterno. Sono i numeri del progetto “Mi riscatto per il futuro”, resi noti nel corso di un evento tenutosi al Centro Orafo Tarì di Marcianise; un progetto avviato nel dicembre 2019 nell’area industriale di Caserta sulla base del protocollo siglato dal Consorzio Asi dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, dal Tribunale di sorveglianza di Napoli e dal Provveditorato campano alle carceri, e considerato una “Best Practice” da parte dell’Onu, che ha inviato nel Casertano la delegata Martha Orozco, che ieri ha potuto vedere con i suoi occhi i detenuti impegnati in lavori di pubblica utilità, intervistandoli.











